Scritto da Luca Melli - Lunedì 16 Settembre 2002 Con questo articolo e con il successivo chiaramente non si cercherà di trattare tutta quella che è la fisiologia dello sport in quanto chiederebbe notevoli pagine; si cercherà invece di cogliere gli elementi più semplici, pratici e forse utili per chi pratica sport.
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Scritto da Luca Melli - Domenica 08 Settembre 2002 Una volta analizzato il metabolismo dei carboidrati rimangono quello delle proteine e dei grassi (o lipidi); chiaramente esistono altri tipi di metabolismi (quello idrosalino, degli acidi nucleici, ecc.) ma a scopo energetico questi tre sono i più importanti. Cercheremo quindi di analizzare come da questi altri 2 substrati si può ottenere energia; chiaramente verranno trattate solamente le reazioni che portano alla produzione di energia e non quelle relative alla sintesi od altre funzioni.
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Scritto da Luca Melli - Lunedì 02 Settembre 2002 Il metabolismo dei carboidrati (CHO) ha sempre rappresentato il punto di partenza per poter successivamente analizzare tutti i meccanismi biochimici che riguardano la produzione di energia chimica all’interno delle cellule. Infatti le cellule del nostro organismo utilizzano come fonte energetica la stessa molecola: l’ATP. La cellula stessa è estremamente gelosa della concentrazione di ATP che anche a seguito di uno sforzo estremo non scenderà mai sotto il 60-80% del suo valore a riposo; saranno i meccanismi della fatica ad inibire la contrazione muscolare e quindi la richiesta di energia per preservare appunto l’ATP. Anche se oggi si è in grado di analizzare in maniera apparentemente soddisfacente questi tipi di reazioni c’è comunque da considerare che le nostre conoscenze a riguardo dei meccanismi biochimici sono imprecise e incomplete.
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Scritto da Luca Melli - Giovedì 15 Agosto 2002 Le nostre conoscenze riguardo i meccanismi biochimici della contrazione muscolare e del funzionamento del metabolismo sono ancora imprecise, per cui è impossibile allo stesso modo stabilire con decisione gli aspetti che riguardano la "fatica" che comunque si può definire come l'"incapacità di mantenere durante lo sforzo la forza o la potenza aspettate". L'unica cosa appurata è quella che sono più processi a stabilire questo fenomeno, da considerare quindi come aspetto multifattoriale. Molti autori suddividono in fatica centrale e periferica mentre altri in base alla durata e all'intensità e dello sforzo.
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Scritto da Alfredo Mariani - Venerdì 15 Marzo 2002 L’ideazione, la realizzazione e l’adozione di nuove attrezzature per l’educazione fisica e per l’allenamento sportivo rappresentano temi che dovrebbero vedere sensibili tutti gli insegnanti e gli operatori del mondo della scuola e dello sport.
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