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Scritto da Redazione di Atleticanet - Sabato 11 Aprile 2009

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Commenti  

 
0 # Ferdan 2011-09-16 21:08
UN SISTEMA COMPLETAMENTE SBAGLIATO
Enzo Renda, 15 September 2011

In questi giorni abbiamo letto diversi editoriali sulla crisi endemica dell’Atletica Leggera Italiana. Ormai è chiaro a tutti che l’atletica è in agonia e al suo capezzale nessuno porta aiuto e sollievo. Nessuno, non solo Federazione , Coni, Politici, ma prima di tutto chi ne è parte attiva.
Tecnici troppo spesso approssimati che evitano confronti e fasi di crescita capaci magari solo di rapportarsi, in modo dittatoriale, con i ragazzi più piccoli, al loro primo avvicinarsi, mancanti come sono di personalità e senso critico; ragazzi che dovrebbero trovare proprio nei loro tutor tecnici un riferimento importante per formarsi come uomini ed atleti;
Genitori incapaci di valutare, in senso generale, il lavoro che viene svolto sui loro figli e il perché e come viene effettuato; superficialità e pressapochismo che vengono poi enunciati solo quando arrivano “i danni”.
Società legate a contributi, ad azzuffarsi per primeggiare in Cds, che chiedono spesso a tal fine impegni gravosi e indiscriminati agli atleti; società che non riconoscono minimamente , concretamente ed intellettualmen te, il lavoro dei Tecnici e degli stessi atleti; il loro obiettivo è che si vinca nel nome esclusivo di una società, vincere le elezioni regionali, vincere per vanagloria, per coltivare orticelli.
Società militari che sono ancora una ciambella di salvataggio per alcuni atleti ( e meno male) ma che hanno solo il fine, l’esigenza e il programma di presentare medaglie ai generali per tenerli “buoni”.
Si vivacchia grazie agli ultimi dei moicani, ( mi vengono in mente cari amici) cioè quei pochissimi valenti tecnici e/o piccoli dirigenti che operano con grandi difficoltà e che hanno anche risultati sui quali tentano buttarsi magari prontamente e opportunisticam ente svariati personaggi.
L’atletica è uno sport individuale. Perché nelle grandi tradizioni delle università britanniche, l’educazione all’agonismo ha la stessa importanza dell’educazione dottrinale? Perché l’agonismo è un atteggiamento valido per tutta la vita; quando si smette di praticare uno sport, rimangono le velleità gestite al meglio, in questi e in altri campi, ma soprattutto rimane uno spirito, rimane un impianto che è quello della volontà di affermazione dell’io. Ma questo oggi non conta! Conta altro, non più le persone.
La crisi economica investe tutto il mondo e tutti gli sport ma sicuramente il mondo dell’atletica italiana rispetto a basket , pallavolo che pur soffrono è UN SISTEMA COMPLETAMENTE SBAGLIATO!
Oggi devo riconoscere che c’è comunque un’anima dell’atletica , quella degli Amatori, che non sono solo quelli che partecipano alle gare podistiche, sono molto di più . Si , sono persone pure che probabilmente tengono in vita “artificiale” uno sport che hanno ucciso. Non me ne ero reso ben conto prima forse. Faccio ammenda.
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