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20 ANNI E QUALCHE GIORNO…DI VERGOGNA.

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Img8120.jpgMolti erano presenti, qualcuno l’ha sentito raccontare ma quello che è accaduto ai Campionati Mondiali di Roma 1987 in occasione della gara di lungo maschile ha avuto dell’incredibile. E purtroppo i protagonisti in negativo erano tutti italiani. Oggi, a distanza di 20 anni, ripercorriamo quegli eventi con il supporto di Mario Biagini, Starter Nazionale, redattore di Atleticanet e soprattutto uno dei giudici presenti e testimoni oculari del “fattaccio”. Ecco il risultato della nostra chiacchierata con Mario Biagini.

Mario, cerchiamo intanto di collocare quella gara e il tuo ruolo in un ambito ben definito. Parliamo di te: chi eri nel 1987?
Nel 1987 ero nel GGG da 4 anni e da subito sono diventato il Giudice con più presenze/gare di Roma e del Lazio e, di conseguenza, anche d’Italia.
Della mia regione furono convocati per i Mondiali circa 90 giudici e, con grande delusione e stupore, non venni incluso in questo elenco.
Un paio di settimane prima dell’inizio dei Mondiali fui contattato, e insieme a me altri due giovani colleghi, dal Fiduciario GGG del Lazio dicendoci che la Fidal aveva intenzione di utilizzare i Giudici anche per il ripianamento della sabbia nei salti in estensione. Alla mia domanda se per questo insolito ruolo fossimo stati comunque Giudici a tutti gli effetti (presenza, divisa, ecc.) fui dallo stesso subito assicurato su questa cosa.
Esisteva un dispositivo completo delle Giurie ma ci furono dei cambi alla vigilia senza saperne il motivo.

Cosa accadde quel giorno durante la gara del salto in lungo uomini?
Intanto le gare del Triplo, Lungo Donne e Prove Multiple si svolsero nei giorni precedenti senza nessun problema.
Nella finale del Lungo uomini, che si disputò il 5 settembre, penultimo giorno della competizione, Evangelisti era il primo a saltare; a quanto pare era già tutto pronto per la combine e nonostante fossi lì ad un metro probabilmente non l’avrei capito. Ma Evangelisti fece nullo. E quindi fu tutto rimandato.

Vuoi dire che la combine del salto allungato ebbe un imprevisto? Ci puoi far capire meglio? Doveva essere il primo salto quello più lungo? E perché?
E’ evidente che tutto era stato preparato proprio per il salto di apertura. Era tutto molto più semplice per il fatto che dopo i salti di riscaldamento degli atleti e prima dell’inizio della gara i Giudici addetti avrebbero provato il regolare funzionamento delle apparecchiature e quindi potevano, senza dare sospetto, recepire meccanicamente la misura già preventivata e che sarebbe servita per vincere una medaglia sicura. Ma il nullo di Evangelisti vanificò tutto.

Cosa successe poi, la gara continuò regolarmente?
Io e il mio amico collega Pellegrino (tutti gli altri della Giuria erano siciliani) cominciammo ad avere qualche sospetto all’inizio del sesto ed ultimo turno di salti. Evangelisti era pronto per la rincorsa e lo era anche Bubka quando “opportunamente” scattò la musica per una premiazione.
A quel punto il protocollo imponeva lo stop a tutte le gare e l’alzarsi in piedi sull’attenti verso le bandiere. Alle mie spalle avevo il giudice Maggiari (colui che posizionava il prisma ottico in caduta) e l’altro giudice Ajello (quello che “traguardava” con il lettore elettronico per la misurazione) e ricordo un “flash”: il picchetto infilato a bordo interno della buca. Un attimo prima della ripresa della gara il Segretario Nazionale GGG (Mannisi, altro siciliano) chiese ad Ajello: 8,33? E lui rispose: 8,38.
A quel punto della gara Evangelisti era quarto con un bel 8,19 (Lewis 8,67 – Emmian 8,53 – Myricks 8,33).

E poi toccò ad Evangelisti saltare?
Si, saltò l’azzurro con un balzo che chiaramente non era oltre i 7,80/85 ed il picchetto fu posizionato correttamente. Durante tutte le altre misurazioni si udivano sempre due “Bip” della macchina ma allora se ne sentì solo uno. Uscì 8,38 sul tabellone e Maggiari ci intimò di ripianare velocemente.

E tu cosa facesti?
Non c’è dubbio che mi sia trovato in una situazione molto più grande di me; fui certamente preso in contropiede ma se mi accadesse ora che ho molta più esperienza …

Poi la gara continuò regolarmente?
Il resto della gara fu regolare fino al salto del cubano Jefferson; purtroppo non ci fu solo un salto allungato ma anche uno accorciato. Questo atleta effettuò il salto della sua vita: balzò chiaramente ad una misura intorno ai 8,35/40 ma Maggiari mise il picchetto più indietro fino a 8,14.
Ricordiamo che in contemporanea l’Italia aveva vinto una splendida medaglia d’oro con Panetta nei 3.000 Siepi.

Vuoi dire che era stata prevista anche l’eventualità di bloccare eventuali salti più lunghi di atleti avversari?
A quel punto dovevano “difendere” quella classifica. Il mio dispiacere è ancora molto forte per quest’altro di imbroglio. Quel bronzo era stato legittimamente conquistato da Jefferson ma ebbe la sfortuna di fare quel salto nella gara e nel momento sbagliato.

La sensazione sugli spalti fu unanime, quel salto di Evangelisti non era così lungo. Ma quali furono gli avvenimenti che portarono allo scoperto il fattaccio?
Ovviamente chi frequenta un pò l’atletica aveva ben capito che quel salto di Evangelisti non era di 8,38. Ma servivano le prove.
Nelle settimane susseguenti questa vicenda assunse i contorni di un vero giallo. La mia passione nell’atletica aveva subito un dolore profondo e ne ero schifato.
Quando scoppiò lo scandalo sui vari media, e principalmente fu la Gazzetta dello Sport a cercare la verità, venni contattato da diversi giornalisti ma il Fiduciario GGG del Lazio una volta avvertito qualcuno del vertice Fidal di allora, mi disse una frase dal significato molto chiaro: “fai tutto quello che ti chiedono altrimenti non farai nessuna carriera …”.

Quale fu la tua scelta?
Nonostante il mio ruolo di testimone chiave mi abbia fatto vivere situazioni di grande e ansiosa pressione non ho mai avuto nessun dubbio nell’andare controcorrente e dire tutto quello che accadde quella sera.
Ma per fortuna non ero solo. Dopo vent’anni tutto lo Sport Italiano deve essere ancora riconoscente alla persona che per primo si espose per far emergere la verità: Alessandro Donati. Seguì la sua coraggiosa abnegazione e riuscimmo a ricomporre il mosaico della vergogna.

Di preciso come andarono le indagini?
A parte le testimonianze personali su tutto quello che vidi e sentì durante la gara fu decisivo il ricordare di una telecamera posta di fronte alla buca che se avesse registrato anche durante quella cerimonia di premiazione avremmo potuto avere la prova filmata del trucco. Grazie alla grande disponibilità di Gianfranco De Laurentiis che ci aiutò a trovare la cassetta giusta, un pomeriggio alla RAI vedemmo in anteprima mondiale la famigerata azione di Ajello che prende il prisma ottico da Maggiari e lo infila nella sabbia in un punto evidentemente prestabilito, va al misuratore e immagazzina l’8,38. E c’era all’epoca chi in Fidal diceva che era stato un errore della macchina … E bisogna anche ricordare che quaranta giorni dopo i Mondiali Ajello fu “premiato” con la qualifica di Giudice Internazionale …

Il seguito?
Successivamente fui convocato da tre Commissioni Giudicanti della Fidal e, soprattutto, dalla Commissione d’inchiesta del CONI che accertarono tutto il premeditato disegno di questo indegno trucco.

Si ma chi fu punito? E chi si salvò?
Le sanzioni furono effettivamente troppo lievi. A parte Barra e Rossi rispettivamente Segretario Generale e Direttore Tecnico che si dimisero anticipando la conclusione dei lavori delle Commissioni affermando che lo facevano “per il bene dell’Atletica”, fu radiato solo l’Arbitro di quella gara (Nicitra) mentre furono sospesi, se non sbaglio per tre anni, Mannisi, Ajello e Maggiari. Però altri, che purtroppo ancora oggi sono nel nostro ambiente e che, con squallidi atteggiamenti servili furono “complici”, non furono – secondo me – adeguatamente puniti.

Alla fine della vicenda cerchiamo di valutare gli effetti sui principali attori. Evangelisti subito dopo il salto, non esultò, fece un generico saluto al pubblico e attese la misura. Sembrerebbe essere stato all’oscuro della macchinazione fatta alle sue spalle.
Di questo ne sono sicuro. La serietà dell’atleta e della persona sono cristalline. Fu indubbiamente strumentalizzato.

E Nebiolo? Tutti lo indicarono come l’ispiratore della vicenda. Di lui si disse che patteggiò un’uscita onorevole dalla Fidal (a cui subentrò Gola) per un’ulteriore posizione .
Nebiolo era il Presidente della IAAF dal 1981. Da quello che emerse si può dire che più medaglie si fossero vinte in un Campionato Mondiale da lui organizzato in Italia è più ne avrebbe ricevuto una efficacissima “campagna elettorale” visto che poco tempo dopo la conclusione di quei Mondiali l’obiettivo di Nebiolo era la Presidenza del CONI. Ed invece scivolò su questo vergognoso imbroglio e perse così la corsa alla poltrona del CONI che fu appannaggio di Gattai.

Per chiudere, ad oggi, dopo 20 anni e qualche settimana, è possibile dire che la vicenda è chiusa ed i colpevoli hanno pagato?
Chiarezza è stata fatta sulle responsabilità e sulla ricostruzione dei fatti. Come già detto però non tutti i colpevoli hanno pagato in maniera adeguata in quello che rimane il più grande scandalo nella Storia dell’Atletica.

(in foto Giovanni Evangelisti durante la finale del lungo di Roma '87)


fonte: Mario Biagini / Foto tratta dal libro ufficiale di Roma '87 di Gianni e Marco Buzzi