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IN THE BEGINNING....PARTE SECONDA

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024
Img9048.jpgPassata la bufera della guerra si cercò di tornare, sia pure lentamente, alla normalità. L’attività sportiva venne ripresa sia pure a fatica, ma presto il lento avvio si trasformò in una rincorsa a riguadagnare il tempo perduto.
La ricostruzione di quanto la guerra aveva distrutto portò ovviamente migliorie e innovazioni. Le costruzioni sportive vennero realizzate con finalità diverse da quelle del periodo ante-guerra e gli impianti integrati con strutture che guardavano alla diversificazione dei loro utilizzi.
Ecco quindi che si realizzarono importanti complessi sportivi che ospitavano impianti atti a consentire la pratica di più sport.
L’atletica leggera seppe guadagnarsi, almeno in alcuni Paesi più lungimiranti, un posto di rilievo. Questo accadde in Spagna, dove nel 1960 venne realizzato a Madrid il Palazzo degli Sports che conteneva un funzionale impianto al coperto che consentì agli spagnoli di cominciare ad organizzare competizioni indoor di grande richiamo.
Parimenti si comportarono anche gli altri Paesi europei (negli Stati Uniti il cui territorio non fu toccato dalla guerra l’attività – sia pure ridotta per la presenza di molti atleti-soldati al fronte – non era mai stata interrotta); così l’Inghilterra che ripristinò i suoi campionati al coperto nel 1962.
La I.A.A.F. non rimase insensibile a questo proliferare di manifestazioni e nel corso di una riunione del suo comitato tenutosi a Monaco di Baviera nel maggio del 1965, creò una commissione con l’incarico di studiare le possibilità organizzative per realizzare un campionato europeo indoor. Fecero parte di questa commissione: il tedesco occidentale Max Danz(presidente), il russo Leonid Khomenkov, il britannico Jack Crump, il francese Pierre Tonelli e lo jugoslavo Arthur Takac.
Come noterete nessun italiano in commissione. D’altra parte come coinvolgere il nostro paese dal momento che non esisteva alcun impianto agibile per questo tipo di attività?
La commissione si mise subito al lavoro e inviò un questionario a tutte le federazioni europee per conoscere il loro punto di vista sul problema.
I risultati vennero esaminati in una riunione che si tenne a Stoccarda il 10 settembre di quello stesso 1965 e lo studio che ne sortì venne inviato alla I.A.A.F. con parere largamente positivo per la organizzazione di una competizione europea al coperto già per l’anno 1966, la cui responsabilità venne affidata al Comitato Europeo della I.A.A.F. stessa (ricordo che all’epoca non esisteva ancora la Federazione Europea) che l’avrebbe a sua volta demandata alla federazione nazionale designata ad organizzare l’evento.
La proposta fu approvata dal Comitato Europeo riunito a Copenaghen dal 19 al 20 novembre 1965, il quale istituì i Giochi Europei Indoor per il 27 marzo 1966, affidandone la organizzazione alla Germania che scelse quale teatro dell’evento la Westfanlenhalle di Dortmund che disponeva di una pista circolare di 160 metri.
Le gare in programma furono per gli uomini: m. 60, 400, 800, 1.500, 3.000, 60 ost., alto, asta, lungo, triplo, peso, staffette 4x2 giri e 4x3x2x1; le donne gareggiarono invece sui: m. 60, 400, 800, 60 ost., alto, lungo, peso e staffetta 4x1 giro.
Parteciparono a questa 1° edizione dei Giochi Europei Indoor 185 atleti/e in rappresentanza di 22 paesi.
L’Unione Sovietica e la Germania Occidentale fecero la parte del leone vincendo 27 delle 61 medaglie in palio (uomini e donne).
L’Italia, pur non avendo in patria una attività indoor sufficientemente organizzata, per non dire inesistente, ottenne il primo posto nei 60 ostacoli maschili con Eddy Ottoz (7.7) ed un secondo posto con la staffetta 4x3x2x1 i cui componenti erano: Bruno Bianchi, Sergio Bello, Sergio Ottolina e Ito Giani. Alla finale dei 60 ostacoli giunse anche il pescarese Giovanni Cornacchia che si classificò 5° con il tempo di 7.9.
Giuseppe Gentile, che sarebbe esploso due anni dopo a Mexico City, giunse quarto nel triplo con la misura di m. 16.25. Della spedizione azzurra fecero parte anche Roberto Bonechi (7° con 7.30 nel lungo), Francesco Bianchi (6° nei 1500 in 3:49.9), Pasquale Giannattasio (5° in semifinale nei 60 m.), Erminio Azzaro (alto m. 2.00) e Mauro Bogliatto (alto m. 1.90). Nessuna donna italiana fu in gara.
Dopo questa “uscita” internazionale qualcosa si mosse anche in Italia. Vennero infatti organizzate nel 1968, in impianti di fortuna, alcune piccole riunioni pomposamente chiamate “nazionali”, con numero di specialità molto ridotto. Si gareggiò infatti a Piacenza, Brescia, Bologna, Udine, mentre nel 1969 a Reggio Emilia nel Palazzetto dello Sport lastricato di fogli di compensato di svolsero anche gare di velocità e ostacoli sui 45 metri. Nel frattempo erano cominciati i lavori di costruzione del Palazzo dello Sport di Milano.
La F.I.D.A.L. guidata da Primo Nebiolo prese la palla al balzo e il 22 e 23 marzo del 1970 nella pista in legno canadese collocata all’interno del Palazzo della Fiera di Genova, organizzò i primi campionati italiani indoor della storia.
La pista venne montata all’ultimo momento in quanto vi furono dei ritardi da parte dei fornitori (alcune voci dettero colpevole la FIDAL che avrebbe fatto l’ordinazione in ritardo).
Volete che vi ricordi i primi campioni italiani indoor?
Eccovi accontentati: m. 60 Pasqualino Abeti (dopo un grande duello con il pistoiese Cialdi) in 6.7; m. 400 Bruno Bianchi 49.0; m. 800 Dario Bonetti 1:51.8; m. 1500 Roberto Gervasini 3:50.2; m. 3000 Francesco Arese 8:02.0; 60 m. ost. Sergio Liani 7.9; alto Erminio Azzaro m. 2.11; asta Edoardo Righi m. 4.70; lungo Elio Lazzarotti m. 7.51; triplo Norberto Capiferri m. 15.41; peso Renato Bergonzoni m. 17.08; marcia 2 km Vittorio Visini 8:02.8; staffetta m. 200x1-2-3 Lilion Snia Milano (Preatoni, Fusi, Trachelio) 2:28.2.
Donne: m. 60 Cecilia Molinari 7.5; m. 400 Donata Covoni 56.4; m. 800 Angela Ramello 2:16.4; m. 60 ost Paola Giuli 8.9; alto Sara Simeoni m. 1.64; lungo Annamaria Lugoboni m. 5.70; Peso Silvana Forcellini m. 13.79; staffetta m. 200x1-2-3 Snia Libertas Torino (Di Meglio, Salasso, Lovisolo) in 3:06.9.
Nel frattempo i Giochi Europei Indoor avevano fatto il loro tempo. Infatti dopo l’edizione di apertura di Dortmund (1966), se ne erano disputate altre tre: Praga (1967), Madrid (1968) e Belgrado (1969).
L’Italia aveva conquistato altri titoli : Pasquale Giannattasio: Praga, m. 50 in 5.7 e Eddy Ottoz m. 50 ost. in 6.4; poi ancora Eddy Ottoz a Madrid m. 50 ost. 6.52 (6.5).
Durante i Giochi Indoor di Belgrado, in coincidenza con la creazione della European Athletic Association (E.A.A.), nella riunione del 1° novembre 1969, venne deciso di passare direttamente alla disputa dei Campionati Europei Indoor; la prima edizione si svolse a Vienna (Stadthalle) dal 14 al 15 marzo del 1970, pochi giorni prima della disputa degli “italiani” di Genova.
Modesta la partecipazione italiana (Claudio Cialdi, Umberto Risi, Sergio Liani, Carlo Arrighi, Giuseppe Gentile) e nessun risultato degno di nota.
Da allora sia i Campionati Europei Indoor che quelli Assoluti Individuali italiani si sono svolti regolarmente, con cadenza annuale i primi fino al 1990, per poi passare alla biennale (unica eccezione il salto dal 2002 al 2005), mentre i nostri campionati hanno sempre gratificato l’appuntamento annuale.
Questi gli azzurri e le azzurre che si sono laureati campioni europei indoor (esclusi i già citati vittoriosi nei Giochi…): Stefano Tilli (60 m. nel 1983 e 200 m. nel 1985); Sandro Floris (200 m. nel 1990); Pietro Mennea(400 m nel 1978); Donato Sabia (800 m. nel 1984); Gennaro Di Napoli(3000 m. nel 1992); Cosimo Calandro (3000 m. nel 2007); Renato Dionisi (asta nel 1973); Andrew Howe (lungo nel 2007); Paolo Dal Soglio (peso nel 1996); Giovanni De Benedictis (marcia 5 km nel 1992); Agnese Possamai (1500 m. nel 1981, 3000 nel 1982 e nel 1985); Gabriella Dorio (1500 nel 1982); Sara Simeoni (alto nel 1977 – 1978 – 1980 e 1981); Fiona May (lungo nel 1998); Assunta Legnante (peso nel 2007) ed infine Annarita Sidoti (marcia 3 km nel 1994).
L’Italia ha organizzato tre volte i Campionati Europei Indoor. Due volte al Palasport di Milano (1978 e 1982) ed una volta a Genova nel 1992.
Chi scrive queste note ha avuto l’alto onore di prestare servizio in tutte e tre le edizioni italiane dei Campionati in qualità di starter.
Con la stessa genesi, ma in tempi molto più ridotti, la I.A.A.F. istituì i Campionati Mondiali Indoor. Si cominciò infatti nel 1985 con la disputa dei Giochi Mondiali Indoor I.A.A.F. organizzati in Francia al Palais Omnisports di Paris-Bercy dal 18 al 19 gennaio, per passare due anni dopo alla 1° edizione dei Campionati del Mondo Indoor che si svolsero all’Hoosier Dome di Indianapolis dal 6 all’8 marzo.
Da allora sono state disputate undici edizioni dei campionati del mondo indoor, la prossima è in programma a Valencia dal 7 al 9 marzo 2008.
Solo tre atleti italiani si sono laureati campioni del mondo indoor: Giuliana Salce (marcia 3 km nel 1985), Fiona May (lungo nel 1997) e Paolo Camossi (triplo nel 2001).


Nella foto l'ucraino Valery Borzov, l'atleta che vanta in maggior numero di medaglie (7) conquistate nei Campionati Europei Indoor











fonte: Redazione Atleticanet
fonte foto: Archivio personale dell'autore