FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

gator_by_outdoorlife.com...un coccodrillo non può tirare fuori la lingua. Questo, chiaramente con l'Atletica non c’entra niente. Ma anche alcune attività della Fidal c’entrano ben poco con corse, salti, lanci e marcia. Per esempio, la Fidal, in questo periodo è molto impegnata col suo statuto.

Riassunto: Lo Statuto Fidal come quello delle altre Federazioni sportive deve essere modificato per essere in regola con i nuovi principi ispiratori deliberati dal CONI. Tutto qua? Si. Anzi no. Anzi forse. Insomma la Fidal prende la palla al balzo perché vuole fare altro... Non lo dico io ma la semplice osservazione dei fatti.

Infatti, per mettere a norma lo statuto, la FIDAL potrebbe chiedere al CONI un commissario “ad acta” (per la sola variazione dello statuto) che arriva in Federazione, si spulcia le parti da modificare, le modifica e se ne torna a casa. Il tutto al costo di zero euro… mica male!

Dovete sapere che, con modalità varie (vi evito i tecnicismi), hanno già scelto questa strada le Federazioni di Rugby, Hockey, Baseball, Badminton e Sport Invernali*. Ripeto per chi si fosse sintonizzato solo ora: queste Federazioni modificheranno lo statuto a costo zero.

 

La Fidal al contrario vuole fare da sola e ha già stabilito i tempi per le assemblee regionali e la data per l'assemblea nazionale che dovrà approvare il nuovo statuto per mezzo dei delegati eletti. Non vorrei sembrare banale però lo voglio scrivere: queste assemblee hanno un costo! E non è roba da poco, si parla in totale di quasi centomila euro! Magari ci si poteva fare altro, no? Magari si potevano utilizzare questi soldi per l'Atletica, quella vera, quella del campo sportivo, non quella della carta! Ma oramai hanno deciso di spendere questi denari e dobbiamo farcene una ragione. A questo punto la speranza è che almeno che il costo corrisponda all'importanza delle modifiche allo statuto.

 

Approfondiamo: Stanno girando da mesi bozze del nuovo statuto. Girano per tutte le regioni e tutte le regioni hanno organizzato incontri con le società per recepire suggerimenti e proposte. Il motivo di questa voglia di condivisione da parte della Fidal è duplice: da una parte c'è la versione ufficiale ovvero che la Federazione ascolta e valuta con attenzione le indicazioni che gli arrivano dalla base; il secondo motivo, meno visibile ma ben più importante, è che la Fidal non può assolutamente permettersi un voto negativo in assemblea nazionale per cui vuole arrivare al voto con uno statuto di fatto condiviso dalla maggioranza dei delegati.

Ma in fin dei conti quali sono le modifiche??? A dire il vero ce ne sono parecchie. Molte di poco conto, altre più importanti e altre...abbastanza strane. Mi soffermerei su queste ultime. Ci sono due modifiche in particolare che hanno un so che di strano e che meritano la nostra attenzione.

La prima è contenuta nell'articolo 6 (associati e tesserati) al punto 2.1. che introduce, tra le altre cose questa frase: “Potranno procedere al tesseramento libero senza vincolo con alcun affiliato (secondo le modalità previste dal Regolamento Organico) coloro che, essendo over 35, intendano  svolgere attività unicamente di carattere ludico.” La norma è chiaramente dedicata al mondo dei runners ma, se ci pensate bene è pazzesca. In pratica ci troviamo di fronte ad una Federazione che nella norma che stabilisce le regole per gli associati, offre la possibilità di non associarsi! Ma perché???

Il mondo delle maratone, mezze maratone e delle marcelonghe più o meno prestigiose è direttamente in concorrenza con il mondo del fondo e del mezzofondo fatto in pista o su strada per eventi federali. La concorrenza è ancora più agguerrita perché in quel circuito girano bei soldi. Pensate voi ai marchi sportivi e ai loro articoli in vendita (scarpe, abbigliamento, accessori): avere un'utenza così larga, ben profilata e omogenea è già un paradiso, facilitare l'ingresso nel mondo del running con la possibilità del tesseramento libero è proprio un bell'assist ai marchi dello sport. Ma credo sia anche un autogol per la Fidal e per le sue strategie nel fondo e mezzofondo, e porterebbe, secondo alcuni, alla morte per asfissia delle società (perché tesserarsi se non è obbligatorio?).

Ma c’è di più, c’è un potenziale danno economico piuttosto elevato. Forse non tutti sanno che… nelle manifestazioni su strada moltissime persone (a fine anno fanno parecchie migliaia), in spregio a ogni regolamento, corrono senza essere tesserate poiché gli organizzatori non fanno rispettare la norma federale che prevede in questi casi l’obbligo del “cartellino di giornata” (5 euro) oltre a una pesante sanzione a carico degli organizzatori stessi per ogni infrazione. Parrebbe che la tassa federale non incassata e la non applicazione delle sanzioni arrechi un danno economico alla FIDAL di molte centinaia di migliaia di euro all’anno. Perché la Fidal sceglierebbe di rinunciare ad una legittima entrata? Io non ho una risposta sensata, magari qualche consigliere federale o il Presidente potrebbe fare chiarezza, gliene saremmo tutti grati.

La seconda modifica strana è invece contenuta nell'articolo 36 comma 2 punto 5 che modifica la dicitura “Sono ineleggibili tutti coloro che abbiano come fonte primaria o prevalente di reddito un’attività commerciale collegata all’attività della Federazione.” mutandola in “Sono ineleggibili tutti coloro che abbiano come fonte primaria o prevalente di reddito un’attività commerciale direttamente collegata alla gestione dell'attività federale.”. Questa modifica da una parte restringe il campo di applicazione della norma (“attività commerciale diretta” invece del più ampio “fonte primaria o prevalente”) e dall'altra diluisce il termine “attività della Federazione” fino a farlo diventare un'indefinita “gestione dell'attività federale”.

Anche se qualcuno può averlo pensato, non credo che la norma sia ritagliata addosso al Presidente Arese anche perché in 7 anni nessuno ha sollevato formalmente il problema; in più sono anche convinto che Arese, sempre che si voglia ricandidare, non sarà rieletto. Quindi la norma non lo riguarderà. Comunque sia allargare le maglie di eventuali conflitti di interessi tra sport e attività commerciale lo giudico sbagliato. Le Federazioni sportive hanno valori diversi da quelli di una società commerciale. Che i due mondi cooperino è fondamentale per la vita di entrambi, ma che i due mondi si sovrappongano può essere la morte dello sport e di ciò che si propone di rappresentare!

A questo punto, dato l'argomento, mi si permetta un piccolo inciso. L'indimenticato e bravo ex meeting director del Golden Gala, Gigi D'Onofrio, tempo fa ha scritto un articolo ben pepato sui binomi Arese/Fidal e Arese/Asics. Arese ha prontamente chiesto al consiglio federale (che ha concesso all'unanimità tranne un astenuto) la deroga alla clausola compromissoria su cui si basa lo sport. In pratica è la norma che impedisce a un tesserato di ricorrere nei tribunali ordinari contro un altro tesserato. Quindi, con la deroga, viene concessa ad Arese la possibilità di querelare D'Onofrio per rispondere di non so quale illecito. Questo modo di fare non appartiene all'Atletica né al mondo dello Sport. Siamo adulti, siamo sportivi... è questo il modo di dimostrarlo signor Presidente?

Bene, torniamo a noi e alle nostre modifiche dello Statuto. Come hanno operato le regioni relativamente alle richieste della Fidal di esprimere pareri e suggerimenti? Direi molto bene. Hanno fissato incontri con le società sul territorio e a loro volta si sono incontrate tra di loro. La novità vera di tutto questo turbinio di incontri è che se la Fidal cerca - nella forma - la quadratura del cerchio prima di arrivare alla verifica col voto, molte regioni hanno cercato - nella sostanza - di fornire spunti utili ed utilizzabili per stilare uno statuto moderno e ben calibrato per le esigenze del nostro mondo.

Vediamo il dettaglio. L'aspetto più visibile è un documento a firma di 8 regioni (Campania, Calabria, Lazio, Molise, Umbria, Puglia, Valle d'Aosta e Veneto) che hanno voluto così chiarire alla Fidal alcuni aspetti largamente condivisi. Va detto che il documento è molto critico relativamente alla bozza proposta dalla Fidal nazionale. Ci si lamenta – cito testualmente – che non solo non è stata recepita alcuna indicazione emersa a Formia (Stati Generali dello scorso anno, ndr), ma emerge un modello organizzativo non adeguato ai tempi. Il documento di due pagine si articola poi in diversi punti abbastanza generali (ma non generici) su cui le suddette regioni invitano a riflettere e rivedere la bozza di partenza.

Di tono tutt'altro che generale sono le analisi e le proposte della Lombardia che nel suo documento (71 pagine) analizza articolo per articolo tutto lo statuto inserendo valutazioni e proposte molto precise. Anche la Lombardia è comunque molto critica nei confronti della bozza Fidal tanto che prima dell'analisi dettagliata si legge: “si esprime una complessiva sensazione negativa sia per il contenuto del documento (…) sia per i termini temporali concessi che si ritengono estremamente ristretti... Sembra trasparire dal documento  inviato (…) la velata volontà di attuare una gestione meno partecipata e più centralistica... Sarebbe  inoltre stato estremamente utile avere affiancata a questa proposta anche la bozza del Regolamento Organico e la bozza dei Regolamenti che sono  due  documenti  irrinunciabili...”

Non nascondo che mi farebbe molto piacere se il metodo serio e professionale dei lombardi nell'approcciare lo statuto venisse sposata dalle altre regioni e poi dalla Fidal nazionale! All'altro estremo troviamo la regione di provenienza del Presidente Arese, il Piemonte che, molto succintamente commenta 4 articoli inoffensivi offrendo consigli su come poterli migliorare.

 

Ma la FIDAL come ha recepito tutte queste osservazioni? Come spesso capita, la forma non rispecchia la sostanza. Tutta la montagna di lavoro fatta dalle regioni ha prodotto la convocazione della commissione carte federali per il 13 Settembre per valutare e nel caso riscrivere una parte del testo. Faccio notare che siamo in Agosto, mese di ferie per tutti, faccio altresì notare che tra fine Agosto e inizio Settembre ci sono i mondiali di Atletica. Quindi la domanda è, cosa avranno letto, analizzato, modificato e concordato con le regioni per la data del 13 Settembre? Io direi un fico secco...però, non si sa mai.

Come sarà il nuovo statuto? A questa domanda nemmeno il miglior cartomante può rispondere. Ci sono moltissime variabili che rendono l'esito estremamente incerto. Le regioni hanno inviato i loro commenti: sulla carta sono generali ma in Fidal sanno bene che cosa stanno chiedendo le regioni.

Nel giorno del voto l'esito sarà ancora incerto. Di una cosa però sono sicuro: quel giorno ci sarà un gruppo di regioni (che nel frattempo hanno instaurato un fruttuoso dialogo tra loro) che potrebbero iniziare un percorso politico credibile, capace di tracciare un cammino nuovo per l’atletica italiana  in occasione del rinnovo delle cariche federali a fine 2012.

 

* La FISI è commissariata per cui l’adeguamento dello Statuto sarà ovviamente effettuato del Commissario, che avrà anche il compito di portare la federazione a nuove elezioni.