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DUSSELDORF 1977: PRIMA EDIZIONE DELLA COPPA DEL MONDO

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Img5139.jpgLa prima edizione della Coppa del Mondo andò in scena al Rheinstadion di Düsseldorf dal 2 al 4 settembre del 1977.
La manifestazione, accolta da alcuni con scetticismo, sollevò invece un grande interesse soprattutto per il valore e la qualità tecnica degli attori in campo.
La televisione dimostrò di apprezzare molto l’avvenimento ed infatti furono sessantuno le reti collegate.
Trecentotredici furono gli atleti impegnati nelle tre giornate di gara, in rappresentanza di cinquantadue nazioni. Fra questi vi erano quindici campioni olimpionici e quattordici primatisti mondiali.
Nel corso della manifestazione venne battuto un primato del mondo (staffetta 4x100 uomini) e stabiliti ben sedici primati nazionali.
Le squadre in campo erano quelle previste dal regolamento di coppa: Stati Uniti, Resto d’Europa, Resto d’America, Africa, Oceania e Asia (maschili e femminili), oltre la Repubblica Democratica Tedesca e la Germania Federale (prime due di Coppa Europa per gli uomini), e la Repubblica Democratica Tedesca e l’Unione delle Repubbliche Sovietiche (prime due di Coppa Europa per le donne).
I pronostici della vigilia davano gli Stati Uniti favoriti fra gli uomini e la Germania Democratica fra le donne. Come spesso succede mai pronostico fu così sballato!
Fra i maschi vinse infatti la Repubblica Democratica Tedesca, distanziando di sette punti gli Stati Uniti che avevano pur schierato in campo una formazione forte dei nomi di Steve Williams, Clancy Edwards, Robert Taylor, Marty Liquori, Edwin Moses, Dwight Stones, Arnie Robinson, John Godina.
Fra le donne prevalse a sorpresa la squadra del Resto d’Europa, di soli cinque punti sulla Repubblica Democratica Tedesca, capitanate dall’astro nascente Marita Koch. Della formazione europea fecero parte due atlete azzurre: Rita Bottiglieri, impiegata nella staffetta 4x400, e Sara Simeoni, che ingaggiò un altro dei suoi epici duelli con l’amica-rivale Rosemarie Witschas, da poco meno di due anni maritata Ackermann.
Ci fu un altro azzurro in campo, sempre con i colori del Resto d’Europa: il campione europeo dei 200 metri piani in carica, il campione e primatista italiano: Pietro Mennea.
Pietro venne impiegato proprio sulla doppia distanza e fu autore di uno spettacolare duello con l’americano Clancy Edwards, risoltosi in parità di tempi (20.17), ma con l’americano davanti dopo un esame scrupoloso del fotofinish, che appesantì di tre millesimi il tempo dell’italiano.
I tre giorni di gare fecero assistere ad una passerella di campioni, quale solo i Giochi Olimpici potevano offrire.
Il dominio degli Stati Uniti nella velocità fu completo. Steve Williams l’uomo che aveva corso i 100 metri quattro volte in 9.9, eguagliando il primato del mondo, riusci a prevalere in 10.13 sul forte tedesco dell’est Eugen Ray (10.15), sul cubano Silvio Leonard (10.19) e sul nostro Pietro Mennea (10.37).
Clancy Edwards da Phoenix, studente alla Southern California University, aveva corso in maggio i 200 metri in 20.13. Meglio di lui aveva fatto il nostro Pietro Mennea che a Milano, ai primi di luglio, era sceso a 20.11, nuovo primato italiano di specialità.
Il duello sulla doppia distanza della velocità era quindi improntato su questi due atleti con Leonard e Ray a fare da comprimari.
L’americano sorprese Pietro in partenza e l’azzurro terminò la curva in quarta posizione. A quel momento della gara si produsse in un allungo di rara efficacia che lo portò a insidiare fino sul traguardo l’agile americano. Il suo tuffo fra le fotocellule fu eccellente e dette l’impressione di aver vinto la gara. L’esame del fotofinish assegnò invece la vittoria allo statunitense per un margine di 3 millesimi sul nostro portacolori. Secondo regolamento il tempo ufficiale fu di 20.17 per entrambi, con Silvio Leonard (20.57) a completare il podio.
Nella seconda giornata di gare si verificò il risultato di maggior spessore tecnico della intera manifestazione: il primato del mondo della staffetta 4x100 ad opera della squadra degli Stati Uniti. William Collins, Steve Riddick, Cliff Wiley e Steve Williamsfurono autori di una prova dai cambi perfetti che li portò a chiudere la gara in 38.03 davanti alla formazione della Repubblica Democratica Tedesca (38.57).
Il tempo del quartetto americano migliorava il 38.19 ottenuto dagli stessi Stati Uniti (Larry Black, Robert Taylor, Gerald Tinker e Eddie Hart) il 10 settembre 1972 nella finale olimpica di Monaco di Baviera.
Il cubano Alberto Juantorena, in gara con il Resto delle Americhe, ottenne una clamorosa doppietta: 400 (45.36) e 800 metri (1:44.0), nonostante la gara sul giro di pista in programma il 2 settembre fosse stata ripetuta il giorno dopo a seguito di un infortunio occorso alla pistola dello starter che dopo una cilecca al primo colpo ne aveva sparato un altro “sfiatato”, inteso solo da una parte dei concorrenti.
Bella doppietta anche per l’etiope Miruts Yifter, sui 5.000 e 10.000 metri, conclusi rispettivamente in 13:13.8 su Martin Liquori (13:15.1) e 28:32.3.
Edwin Moses si presentò in gara con i favori del pronostico in virtù del fresco primato del mondo sui 400 ostacoli (47.45) ottenuto a Los Angeles (11 giugno) nel corso dei campionati nazionali.
Non si tirò indietro e onorò la sua partecipazione con un eccellente 47.58 sul tedesco dell’est Volker Beck (48.83).
Nei concorsi da segnalare i m. 2.30 del tedesco orientale Rolf Beilschmidt sull’americano Dwight Stones (m. 2.27) e di Arnie Robinson (Usa) nel lungo con m. 8.19.
Dominio tedesco nei lanci. Alla DDR sono andati il getto del peso per merito di Udo Beyer che ha scagliato l’attrezzo a m. 21.74 e il lancio del disco gara nella quale Wolfgang Schmidt si è imposto con la misura di m. 67.14 sul primatista del mondo (m. 70.86) Mac Wilkins (Usa), fermatosi a m. 66.64.
I colleghi della Germania Occidentale si sono imposti nel lancio del martello con Karl-Hans Riehm, ex primatista mondiale, che “spinto” l’attrezzo fino a m. 75.64, mentre nel lancio del giavellotto Michael Wessing ha fatto sua la gara con un lancio a m. 87.46, ben lontano da quel m. 94.58 con il quale l’ungherese Miklòs Németh guidava la graduatoria mondiale di ogni tempo.
Al termine delle tre giornate di gara, questa la graduatoria finale della Coppa del Mondo uomini: 1. Repubblica Dem. Tedesca p. 127, 2. Stati Uniti p. 120, 3. Germania Federale p. 112, 4. Resto d’Europa p. 111, 5. Resto d’America p. 92, 6. Africa p. 78, 7. Oceania p. 48, 8. Asia p. 44.

In campo femminile la trentunenne Irena Szewinska (Pol) ha trascinato al successo la squadra del Resto d’Europa vincendo i 200 in 22.72 e i 400 metri, davanti a Marita Koch, in 49.52, rendendo poi difficile la vita alle tedesche della DDR nella staffetta 4x400, dove la nostra Rita Bottiglieri ha corso la prima frazione.
Il successo delle “europee” è stato realizzato anche grazie alle vittorie ottenute dalla bulgara Totka Petrova negli 800 (1:59.20), dalla norvegese Grete Waitz (3000 in 8:43.5 sulla sovietica Bragia), dalla polacca Grazyna Rabsztyn (100 ostacoli in 12.70) e dalla staffetta 4x100 (Possekel, Lynch, Richter e Lannamann) prima in 42.51.
Sara Simeoni ha saltato 1.75 e 1.80 al primo tentativo. Alla seconda prova ha superato prima m. 1.86 e 1.89, ma era ancora terza dietro alla Ackerman e alla canadese Debbie Brill.
Il superamento di m. 1.92 le permetteva di classificarsi al secondo posto, dietro alla tedesca che saliva fino a m. 1.98.
Significativo quindi l’apporto di Rita e Sara alla vittoria della squadra dell’Europa. Le due azzurre ancora oggi possono vantarsi di essere state le uniche italiane ad aver vinto la Coppa del Mondo!
Nel lancio del peso si aveva la sorpresa della sconfitta della Helena Fibingerova (Tch), primatista del mondo con m. 22.32, ottenuto pochi giorni prima della Coppa del Mondo, ad opera della tedesca Ilona Slupianek, che lanciava a m. 20.93, mentre la ceca non andava oltre i m. 20.63.
Vinceva invece la primatista del disco la sovietica Faina Melnik con un lancio a m. 68.10, che le permetteva di tenere a bada la rumena Argentina Menis (m. 63.38).
Detto delle due staffette non mi rimane che darvi la classifica finale della Coppa del Mondo donne:
1. Resto d’Europa p. 107, 2. Repubblica Dem. Tedesca p. 102, 3. Unione Sovietica p. 89, 4. Stati Uniti p. 59, 5. Resto d’America p. 55, 6. Oceania p. 45, 7. Africa p. 31, 8. Asia p. 29.

Tutti i podi della coppa del mondo sono visionabili all'indirizzo http://www.gbrathletics.com/ic/wp.htm


fonte: Redazione Atleticanet