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Trials e dintorni
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ARGOMENTO: Trials e dintorni

Re: Trials e dintorni 25/06/2012 02:40 #76179

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Re: Trials e dintorni 25/06/2012 13:01 #76180

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veramente anche il quarto della 4x4 è un universitario, il terzo su quattro: josh mance
squadra dei 100 a buon tasso di talento: gatlin e gay sono i migliori velocisti usa del'era post greene, un pò stagionati, ma se si presenteranno in forma potrebbero dire la loro
il terzo, ryan bailey, è ancora un inespresso, ma ha più potenzialità del resto della muta
per la staffetta rodgers va bene per l'esperienza, ma ancor meglio sarebbe spearmon

Re: Trials e dintorni 26/06/2012 09:41 #76187

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1 Nicholas Symmonds Nike / Oregon TC Elite 1:43.92
2 Khadevis Robinson Nike 1:44.64
3 Duane Solomon Jr Saucony 1:44.65

dove la vedete (alcuni) tutta sta tragedia dell'atletica usa proprio non lo so...

Re: Trials e dintorni 26/06/2012 11:02 #76189

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luc ha scritto:
1 Nicholas Symmonds Nike / Oregon TC Elite 1:43.92
2 Khadevis Robinson Nike 1:44.64
3 Duane Solomon Jr Saucony 1:44.65

dove la vedete (alcuni) tutta sta tragedia dell'atletica usa proprio non lo so...




...ma nel martello so' scarsi...

Re: Trials e dintorni 26/06/2012 15:50 #76191

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Garderud ha scritto:
luc ha scritto:
1 Nicholas Symmonds Nike / Oregon TC Elite 1:43.92
2 Khadevis Robinson Nike 1:44.64
3 Duane Solomon Jr Saucony 1:44.65

dove la vedete (alcuni) tutta sta tragedia dell'atletica usa proprio non lo so...




...ma nel martello so' scarsi...


pure nell'UNCINETTO

Re: Trials e dintorni 26/06/2012 16:03 #76192

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La crisi dell'atletica USA era stato un argomento trattato traendo lo spunto dalle dichiarazioni di Lashinda Demus, la quale parlava di "dying sport" in riferimento al trattamento economico che ricevono gli atleti americani di seconda e terza fascia (12-15.000 mila dollari all'anno che certamente non bastano per farti sentire un "professionista" e probabilmente neanche per campare dignitosamente). Si era poi parlato di diverse università importanti che continuano a tagliare (se non proprio a chiudere) il programma dell'atletica... e tutti sappiamo bene che il motore dell'atletica americana sono proprio i college.
Se poi vogliamo dire, sulla base dei risultati della gare di mezzofondo (già citato come unico settore in crescita, perchè consente sviluppi remunerativi tramite l'attività su strada), allora OK, l'atletica americana gode di ottima salute. Fine della discussione e della facile (e un po' stupida) ironia.

Re: Trials e dintorni 26/06/2012 19:30 #76193

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fefa ha scritto:
La crisi dell'atletica USA era stato un argomento trattato traendo lo spunto dalle dichiarazioni di Lashinda Demus, la quale parlava di "dying sport" in riferimento al trattamento economico che ricevono gli atleti americani di seconda e terza fascia (12-15.000 mila dollari all'anno che certamente non bastano per farti sentire un "professionista" e probabilmente neanche per campare dignitosamente). Si era poi parlato di diverse università importanti che continuano a tagliare (se non proprio a chiudere) il programma dell'atletica... e tutti sappiamo bene che il motore dell'atletica americana sono proprio i college.
Se poi vogliamo dire, sulla base dei risultati della gare di mezzofondo (già citato come unico settore in crescita, perchè consente sviluppi remunerativi tramite l'attività su strada), allora OK, l'atletica americana gode di ottima salute. Fine della discussione e della facile (e un po' stupida) ironia.


perche´ stupida? lo decidi tu cos´é stupido? e chi sei?
e se loro sono scarsi gli europei cosa sono? gli italiani poi non ne parliamo...
non mi pare che gli 800-1500isti facciano gare su strada, eppure ne sfornano a frotte.
forse non sapete che negli usa il costo della vita é la metá che in italia...

Re: Trials e dintorni 26/06/2012 22:41 #76194

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luc ha scritto:
fefa ha scritto:
La crisi dell'atletica USA era stato un argomento trattato traendo lo spunto dalle dichiarazioni di Lashinda Demus, la quale parlava di "dying sport" in riferimento al trattamento economico che ricevono gli atleti americani di seconda e terza fascia (12-15.000 mila dollari all'anno che certamente non bastano per farti sentire un "professionista" e probabilmente neanche per campare dignitosamente). Si era poi parlato di diverse università importanti che continuano a tagliare (se non proprio a chiudere) il programma dell'atletica... e tutti sappiamo bene che il motore dell'atletica americana sono proprio i college.
Se poi vogliamo dire, sulla base dei risultati della gare di mezzofondo (già citato come unico settore in crescita, perchè consente sviluppi remunerativi tramite l'attività su strada), allora OK, l'atletica americana gode di ottima salute. Fine della discussione e della facile (e un po' stupida) ironia.


perche´ stupida? lo decidi tu cos´é stupido? e chi sei?
e se loro sono scarsi gli europei cosa sono? gli italiani poi non ne parliamo...
non mi pare che gli 800-1500isti facciano gare su strada, eppure ne sfornano a frotte.
forse non sapete che negli usa il costo della vita é la metá che in italia...


no, no, decidi tutto tu che è meglio, visto che sai tutto...
io sono nessuno, almeno parlando di atletica, tu invece ti atteggi a gran sapientone, probabilmente sei il nuovo CEO di USATF se pensi di conoscere gli USA e la loro atletica meglio di Lashinda Demus...
se invece non non ti sfiora neppure il sospetto che talvolta i mezzofondisti veloci da 800/1500 poi allungano e passano a gare su strada...

Re: Trials e dintorni 26/06/2012 22:52 #76195

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Luc,
Non arrabbiarti, ma che l'atletica sia negli States uno sport sempre più minore è nei fatti.
Non è solo una questione di soldi, le ragioni sono più complesse e partono, come per il resto dell'occidente, dalla perdita di peso "ideale" degli sport olimpici, che dall'altra parte richiedono una organizzazione a supporto sempre più complessa, poi si innestano altri fattori e . . il discorso si allunga. Semplificando: negli USA gli sport con la palla schiacciano sempre più quelli olimpici tradizionali, come avviene da noi con il calcio, mentre lo stile di vita moderno falcidia potenziali astisti americani, come giavellottisti finlandesi.
Tornado a bomba, cioè a Eugene, succede che nell'alto, Jesse Williams, saltati i 2,15 della
prima misura di gara, aveva già il posto in squadra: sono trials americani questi ?
Per motivi analoghi (minimo A), troveranno probabile posto in squadra schiappe come Rome nel disco e matusalemmi come Miles nell'asta, che se Renato Dionisi tentava un comeback, nei
dodici della finale ci entrava pure lui.
Ercolino Symmonds, per sua sfortuna, non potrà mai essere confuso con Dave Wottle e gli altri due degli otto sono si e no da secondo turno olimpico.
La topolino è rimasta fuori dai 100 per un nonnulla, a vantaggio almeno di uno tipo Cadillac,
che aveva già fatto 9.88 nel 2010, ma a Rieti, dove anche Collio, de riffa o de raffa, valeva
10 netti ( o diecizerozero come insopportabilmente direbbero Bragagna ed il suo valletto).
Gatlin e Gay, ora come ora, sono da bronzo, ben dietro a Bolt & Blake (intanto la vera Cadillac che poteva essere Calvin Johnson, onora in suo contratto da 132 milioni per otto anni con i Lions).
I cugini Crouser che a vent'anni hanno già sommato più malanni di un ottantenne, devono per stavolta accontentarsi del primo ottanta di Sam: chissà se arriveranno ai prossimi, di trials.
4x4 tutta da verificare nella tenuta degli universitari. Dix che aveva più chances olimpiche
sui 200 non poteva prendersi qualche giorno in più e fare solo quelli ? Claye che Taylor comincia a metterlo sotto dal lungo. Hoffa che non riesco a vedere davanti a Tintin Storl.
Rupp bamboccione che (ad esser cattivi) sta a Farah come Magistris stava a Ribot. Felix non
può semplicemente dimenticare i 100 dove non ha chances di medaglia e concentrarsi sui due
dove avrà le mani piene con la Campbell ?
Curioso di vedere Robbie Andrews sui 1500 e magari qualche altro sussulto degno dei tempi che furono.

Re: Trials e dintorni 26/06/2012 23:25 #76196

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fefa ha scritto:
luc ha scritto:
fefa ha scritto:
La crisi dell'atletica USA era stato un argomento trattato traendo lo spunto dalle dichiarazioni di Lashinda Demus, la quale parlava di "dying sport" in riferimento al trattamento economico che ricevono gli atleti americani di seconda e terza fascia (12-15.000 mila dollari all'anno che certamente non bastano per farti sentire un "professionista" e probabilmente neanche per campare dignitosamente). Si era poi parlato di diverse università importanti che continuano a tagliare (se non proprio a chiudere) il programma dell'atletica... e tutti sappiamo bene che il motore dell'atletica americana sono proprio i college.
Se poi vogliamo dire, sulla base dei risultati della gare di mezzofondo (già citato come unico settore in crescita, perchè consente sviluppi remunerativi tramite l'attività su strada), allora OK, l'atletica americana gode di ottima salute. Fine della discussione e della facile (e un po' stupida) ironia.


perche´ stupida? lo decidi tu cos´é stupido? e chi sei?
e se loro sono scarsi gli europei cosa sono? gli italiani poi non ne parliamo...
non mi pare che gli 800-1500isti facciano gare su strada, eppure ne sfornano a frotte.
forse non sapete che negli usa il costo della vita é la metá che in italia...


no, no, decidi tutto tu che è meglio, visto che sai tutto...
io sono nessuno, almeno parlando di atletica, tu invece ti atteggi a gran sapientone, probabilmente sei il nuovo CEO di USATF se pensi di conoscere gli USA e la loro atletica meglio di Lashinda Demus...
se invece non non ti sfiora neppure il sospetto che talvolta i mezzofondisti veloci da 800/1500 poi allungano e passano a gare su strada...


senti... tu non sei NESSUNO per dare dello stupido a chi non la pensa come te o fa una battuta educata.
che siamo pazzi? ho osato avere un'idea differente dal grande fefa!
negli usa c'è crisi come dappertutto, quindi la demus se non è contenta andasse a fare la lavapiatti.

Re: Trials e dintorni 27/06/2012 07:11 #76197

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La crisi dell'atletica USA era stato un argomento trattato traendo lo spunto dalle dichiarazioni di Lashinda Demus, la quale parlava di "dying sport" in riferimento al trattamento economico che ricevono gli atleti americani di seconda e terza fascia (12-15.000 mila dollari all'anno che certamente non bastano per farti sentire un "professionista" e probabilmente neanche per campare dignitosamente). Si era poi parlato di diverse università importanti che continuano a tagliare (se non proprio a chiudere) il programma dell'atletica... e tutti sappiamo bene che il motore dell'atletica americana sono proprio i college.
Se poi vogliamo dire, sulla base dei risultati della gare di mezzofondo (già citato come unico settore in crescita, perchè consente sviluppi remunerativi tramite l'attività su strada), allora OK, l'atletica americana gode di ottima salute. Fine della discussione e della facile (e un po' stupida) ironia.


perche´ stupida? lo decidi tu cos´é stupido? e chi sei?
e se loro sono scarsi gli europei cosa sono? gli italiani poi non ne parliamo...
non mi pare che gli 800-1500isti facciano gare su strada, eppure ne sfornano a frotte.
forse non sapete che negli usa il costo della vita é la metá che in italia...


no, no, decidi tutto tu che è meglio, visto che sai tutto...
io sono nessuno, almeno parlando di atletica, tu invece ti atteggi a gran sapientone, probabilmente sei il nuovo CEO di USATF se pensi di conoscere gli USA e la loro atletica meglio di Lashinda Demus...
se invece non non ti sfiora neppure il sospetto che talvolta i mezzofondisti veloci da 800/1500 poi allungano e passano a gare su strada...


senti... tu non sei NESSUNO per dare dello stupido a chi non la pensa come te o fa una battuta educata.
che siamo pazzi? ho osato avere un'idea differente dal grande fefa!
negli usa c'è crisi come dappertutto, quindi la demus se non è contenta andasse a fare la lavapiatti.


1) io non ho dato dello stupido né a te né ad altri, a volte si può fare della facile (e per questo un po' stupida) ironia su determinati argomenti se si è male informati, pur essendo intelligenti e competenti... 2) la tua frase sulla Demus dimostra che discuti su cose che non conosci... se avessi letto le sue dichiarazioni, sapresti che la preoccupazione economica di cui parlava non la riguarda direttamente (ovviamente un campione del mondo guadagna un po' di più...) ma dei suoi colleghi/e di seconda fascia. Tutto qui.
Ultima modifica: 27/06/2012 08:57 Da fefa.

Re: Trials e dintorni 27/06/2012 10:57 #76200

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signor "ben informato"... ma tu le leggi ogni tanto le liste mondiali?
lasciamo stare il mezzofondo-fondo in cui già voi avete detto che gli usa stanno in crescita, fatte salve le ovvie considerazioni sugli africani.
a livello maschile dominano o stanno messi molto bene dappertutto, tranne disco, martello e giavellotto.
stanno messi male solo in 3/23 delle specialità e arrivate voi a parlarmi della crisi dell'atletica usa???
allora, se io sparo stupida ironia, voi sparate stupida allucinazione. pur essendo intelligenti e competenti...
atleti di 3a fascia che beccano 1000-1200 al mese (col costo di vita basso che c'è negli usa, lo dico per i mal informati) io ci metterei la firma di questi tempi... in italia che beccano?
che poi, come dice moor, ci possa essere un'emorragia verso altri sport ci può stare, ma è un fenomeno mondiale e non solo usa.

Re: Trials e dintorni 27/06/2012 12:32 #76203

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Ehi, ehi... mi sento parte in causa perché anch'io ho fatto facile ironia (gli americani non tirano una martellata decente da Connolly), ma insomma scherzare non fa mai male, nessuno qui dentro lo fa con intenti offensivi. Giustamente si discute; l' atletica Usa subisce la concorrenza di sport più visibili e renumerativi come in ogni parte del mondo, ma certo per quanto Rupp potrà insidiare gli africani (non molto sicuramente), strada o non strada avere 9 persone che vanno sotto i 28 in una gara non mi pare indizio di cattiva salute, un 800ntista da 1.43? Non batte Rudisha (ma chi lo batte?), ma noi ci vinceremmo i campionati europei fino al 2020. Tifo per Tintin e non parliamo del trottolino Jacko a cui va tutta la mia simpatia in caso di partecipazione, ma intanto Hoffa e Withing stanno a 22, i due ragazzotti emergenti faranno pure 23 o 24, ma ancora non ci sono arrivati. Insomma mi gioco fin da ora che che tra maschie femmine il maggior rnumero di medaglie ai giochi lo vinceranno loro.

Re: Trials e dintorni 27/06/2012 15:00 #76205

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Garderud ha scritto:
Ehi, ehi... mi sento parte in causa perché anch'io ho fatto facile ironia ...

Sbagli a sentirti parte in causa, c'è una bella differenza tra ironia e sarcasmo...
Non era certo mia intenzione offendere, se qualcuno si è sentito offeso mi scuso...
Ma continure a polemizzare non mi interessa... per me finisce qui, ciao.
Ultima modifica: 27/06/2012 15:04 Da fefa.

Re: Trials e dintorni 27/06/2012 21:29 #76211

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Un paio di precisazioni: con 2.000 dollari/mese negli USA sei un poveretto, vivere non costa
meno rispetto alla media europea, non confonda il dollaro debole (funzionale alla loro bilancia
commerciale).
Quello che è particolare negli USA è che hanno la più estesa "industria" dello sport al mondo,
con i migliori atleti, laddove il football, diversamente dal calcio, è atletica giocata, ergo
i migliori velocisti-saltatori-lanciatori giocano a football e sempre meno eccezioni
filtrano nell'atletica. Che restino la prima potenza mondiale nell'atletica, caro Luc, va da sè.
Io posso solo sognare il TE rookie dei Tennesse Titans, che ho visto giocare lo scorso anno
durante il mio abituale viaggio di vacanze e sport, impegnato nel disco al posto dei Rome e dei Waltz che hanno preso il posto degli Oerter e dei Wilkins od anche solo Rink Babka e Ken Stadel!
E, lo ripeto, Ercolino Symmonds non vale certo Wottle e Wohlhuter, e neanche l'Earl Jones figlio
di altri trials, se è per questo.
E così via dicendo in tante specialità, trottole e barattoli inclusi.
God bless America.
Tempo generazione pagina: 0.61 secondi Versione Italiana by Travelling.it

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