Caro "collega" Gamma,
prendo atto della tua circostanziata arringa a favore della "meritocrazia" (per brevità chiamerò così il tuo punto di vista, sempre che tu sia d'accordo), ma non mi convince. Capisco il disappunto di un atleta che si prepara ed ottiene certi risultati senza poter accedere ai traguardi cui aspira, ma ... "dura lex sed lex". Chi fa parte di un'associazione ne accetta le regole, oppure tenta di cambiarle, se vi riesce: altrimenti ha la possibilità di uscirne. Questa è la tanto vituperata "democrazia" ... Quanto ai valori dell'"universalità", uno è padronissimo di non crederci, ci mancherebbe altro! I valori sono accettati in un virtù di una libera scelta, altrimenti non sono valori ... Anche la "meritocrazia", del resto, è un "valore": apprezzo tale valore, ma non lo pongo in cima a tutto, semplicemente ... La metafora del "6 (o 27) politico", a mio avviso, non calza se non debolmente: il voto giudica l'esito finale di una prova, non le condizioni di ammissione alla prova. E' come se alle olimpiadi (per fare un esempio) si decidesse di premiare tutti i partecipanti con un'uguale medaglia o distinzione, cosa che invece non avviene affatto ...
Ed ora a proposito di alcuni casi concreti: credo che nel frattempo tu (e naturalmente gli amici interessati) abbia preso visione dei risultati delle selezioni giamaicane per quanto riguarda i 200 metri: 1)Blake 19.80; 2)Bolt 19.83; 3)Weir 20.03; 4)Ashmeade 20.16. Chapeau, signori! Ebbene, vuol dire che Ashmeade parteciperà alla staffetta 4X100., che sicuramente contenderà agli Statunitensi l'oro olimpico (se non interverranno pateracchi come quello capitato agli Azzurri della staffetta breve agli Europei di Helsinki).
Il "caso" Nick Vena. Conosco benissimo, naturalmente, l'evoluzione della sua breve stagione agonistica: peccato per lui, ma appunto non è corretto dire che gli spettava di diritto il podio. "Coi se e coi ma la storia non si fa", recita un noto proverbio: al massimo gli possiamo dare un "podio politico", se sei d'accordo
Il "caso" Kovacs. Un personaggio interessante, da seguire, ma come i vari Cory Martin ecc. ecc. Se son rose, fioriranno, anche se dopo Londra: in fin dei conti il ragazzo è del 1989 e, come Storl, dovrebbe avere anni davanti a sé per dimostrare se "fu vera gloria". Certo, se saltasse il "numero chiuso" - cosa che depreco vivamente per tanti motivi, non ultimi quelli logistico-organizzativi (te le immagini in tal caso le dimensioni del "villaggio olimpico" e l'elefantiasi delle gare?) - beh, allora la gara del getto del peso, poniamo, potrebbe reclutare qualche decina di aspiranti ... Non voglio nemmeno pensare a cosa sarebbero in tal caso le olimpiadi o i campionati del mondo! A meno di ipotizzare, naturalmente, che alcune prove potrebbero divenire le olimpiadi del Kenia o degli USA o della Giamaica, e così via ...
Beh, l'ho fatta anche troppo lunga, caro Gamma. A risentirci su altre lunghezze d'onda ...