UNIVERSIADI SHENZEN 2011: STEFANO LA ROSA SUL PODIO DEI 5000 METRI

 

Stefano.La.Rosa_by_ilTirrenoNell’ultima gara in programma ci ha pensato il carabiniere toscano a conquistare un bronzo per i colori azzurri, ottimo interprete di  una gara tattica all’inverosimile. Per la Nazionale una spedizione in agrodolce.

Shenzen, ridente cittadina del sud della Cina passa il testimone alla russa Kazan per l’edizione 2013 dei Giochi Mondiali Universitari, disputati quest’anno a ridosso dei Mondiali di Atletica e per certi sensi, privati per quanto riguarda la Regina di atleti top  in procinto di gareggiare al mondiale la prossima settimana.

Per i colori azzurri un passo indietro rispetto a Belgrado 2009, ( disputata a inizio luglio con Berlino in calendario a metà agosto)  anzi tre, tante erano le medaglie conquistate in più con l’oro della 4x100 donne, l’argento di Piantella nell’asta e di Chiara Rosa nel peso e di due bronzi di Abate nei 110 ostacoli e di Bona nella mezza maratona; questo 2011 vede il medagliere azzurro a quota due bronzi con il martellista Povegliano e La Rosa appunto e tanti piazzamenti.

Vediamo il riassunto delle ultime 3 giornate dell’atletica per i colori azzurri citando due note per i risultati dei giorni precedenti:

Nel peso uomini non basta a Marco di Maggio il 17,40 al terzo lancio  per la finale a 12. La sua misura è nel complesso la 14^ scavalcato dagli atleti del gruppo B.

Per quanto concerne il giavellotto, fonti citano un lieve infortunio per Gottardo che ne ha pregiudicato la gara arenandolo su una misura che non gli compete. Il campione Italiano assoluto, reduce dal 5°posto ai mondiali militari a luglio saprà certo rifarsi in futuro.

Nei 3000 siepi donne si è ottimamente comportata Giulia Martinelli capace di migliorare il proprio crono sino a 9’46’’07 e giungere quarta, ad un passo dal podio nella gara vinta dalla turca Uslu dominatrice in 9’33’50’’, il bronzo andato alla cinese Jin le sfugge in volata per soli 86 centesimi. Non partita l’altra azzurra iscritta Valentina Costanza.

Tra gli uomini è sesto il triestino Patrick Nasti con il crono di 8’45’’06 nella gara vinta dal portoghese Paulo. Nell’asta settimo posto per Elena Scarpellini; la bergamasca si ferma a quota 4,25; oro alla russa Kiryashova con 4,65. Nel martello donne è decima Elisa Palmieri con 63,06 mt nella gara vinta dalla moldava Marghieva con la buona misura di 72,93 mt.
Nei 100 con ostacoli Veronica Borsi si ferma in semifinale con 13’56’’ (+0,5), mentre al maschile il ligure Abate dopo un 13’’75 in semifinale giunge 5° in finale con il tempo di 13’’63 non lontano dal tempo che gli è valso la maglia azzurra per Daegu; vittoria nettissima del giamaicano Parchment con 13’’24. Nella marcia 20km buon settimo posto di Federica Ferraro, classe 88, che ha fermato il cronometro sul piede dell' 1h40’40’’; marcia che ha visto la vittoria della spagnola Takacs in 1h33’51’’. Non trova la finale Eleonora D’Elicio nel triplo,con 13,10 è ottava del suo gruppo ma 16° nel complesso con l’accesso alla top 12 lontana 26 cm.

L’ultima giornata ha regalato gioie ed delusioni per i colori azzurri; non riesce l’impresa a Francesco Bona, il futuro della maratona azzurra nel bissare il podio di due anni fa. Il clima caldo e umidissimo ( oltre l’80%) costringe al ritiro il giovane azzurro; oro al marocchino Tamri con il crono di 1h06’20’’. La pedana del disco vede il settimo posto di Giovanni Faloci che all’ultimo lancio agguanta un 60,27 dopo essersi ben comportato in qualificazione, dove invece era uscito Federico Apolloni con la misura di 55,45.

Veniamo al capolavoro tattico del fondista azzurro ottimo interprete di una gara condizionata dal clima con temperatura vicino ai 30° nonostante fosse sera e umidità altissima,vicina all'80%.  Il primo mille "è lanciato" dal giapponese Yufu sul piede del 2’50’’ non essendoci atleti africani di caratura, il ritmo è blando e la  gara viene condotta sino ai 4km dal giovane ugandese Ben Toroitich Kiplagat che non arriva in fondo, ecco che nella volata finale dell'ultimo rettilineo, l'oro và al britannico Andrew Vernon, mastino dal capello rosso ed esperto crossista nella nazionale dell’Union Jack che regola uno dei gemelli  Rybakov, Evgeny, anch’egli pluridecorato nelle categorie juniores del cross (14’00’’06 contro 14’00’’60 del russo), e terzo l’azzurro con 14’02’’95.

L'Italia chiude in 26°piazza nel medagliere ( 2 bronzi) dominato dalla Russa con 11-11-9 davanti all Jamaica 6-2-1 e la Turchia 5-3-1. Delude il paese organizzatore solo ottavo con 2 ori, sette argenti e 3 bronzi e la corazzata statunitense, decisamente proiettata per Daegu che conquista 3 medaglie per metallo. Complessivamente 34 le nazioni a medaglia.

Nella foto l’azzurro stefano la Rosa (fonte: iltirreno.gelocal)