MONTECASSIANO 2017: APPUNTI DI VIAGGIO DI NANI PRAMPOLINI

Quattro anni fa non avevo avuto il modo di apprezzare i Campionati di Società e questo piccolo borgo caratteristico, un altro gioiellino delle agrodolci colline marchigiane. Se non ci fossero queste manifestazioni, rimarrebbero ignorati. La volta scorsa urgenze familiari, oramai risolte, m’impedirono di Prampolini 2017scoprirlo. Per me è anche un ritorno ai C.d.S. L’anno scorso, invidie, gelosie e comportamenti infantili da parte di adulti a rischio andropausa, avevano rovinato un bel giocattolo costruito con passione. Una squadra di provincia (Masteratletica), nata con lo scopo di partecipare ai C.d.S. e l’obiettivo prima o poi di vincerlo, un bel gruppo di amici, credevo, si era sciolta fragorosamente. L’obiettivo era rimasto; e per me anche una possibile dimostrazione che molto si ottiene, se c’è l’impegno. Nel 1970 Campionato di Società Juniores, la squadra in cui ero, l’Unipol di Reggio Emilia, piccola città di provincia, era riuscita a vincere, sorprendendo Fiamme Gialle e Carabinieri.  Un altro dei componenti di quella squadra è in gara qui e anche alcuni degli sconfitti di allora, ancora avversari. Sono passati decenni, lauree, lavori, matrimoni, figli, ma la passione è rimasta la stessa.


Con il mio amico Dario Rappo quest’anno ci siamo iscritti alla Virtus Castenedolo e abbiamo provato a concretizzare l’obiettivo. Io sono appena rientrato da un viaggio di lavoro di dieci giorni in Portogallo, il tendine non è ancora a posto; e Dario ha un problema ad un adduttore. Comunque ci saremo. La nuova squadra è un bel gruppo. Ci si ritrova il venerdì sera. Si aggiusta la formazione, si ritirano i pettorali, abbiamo tutti il numero uno perché siamo i campioni uscenti, io preparo un taping turchese a Dario, e una fasciatura protettiva per me, e poi a letto presto. Il sabato mattina la minaccia di pioggia non si trasforma in acqua. A Gavardo era stato vento e pioggia. Saltare sotto l’acqua non ci piace e sarà bellissimo la domenica. La manifestazione è bene organizzata, faremo tutti i complimenti agli organizzatori. Troviamo vecchi amici, è veramente un piacere ritrovarsi, il tempo passa, noi ci siamo ancora, ogni anno è una festa.



Guardo gli altri gareggiare e mi preparo per il salto in alto; l’idea era di saltare per coprire la gara. Nella serie successiva il mio compagno di squadra avrebbe provato a raggiungere sul podio i tre soliti, l’Airone, il Surfista e il Bionico. Ma Daniele Pagani nel triplo esagera, l’agonismo colpisce ancora, e tocca a me cercare un buon risultato. Ho aggiustato la rincorsa per essere regolare, otto appoggi in progressione dovrebbero essere, come mi suggerisce Daniele, entro a 1,24 per sicurezza, poi 1,30, 1,33, 1,36 alla prima, a 1,39 non riesco, anche se alla seconda tiro giù l’asticella con un tallone. Siamo in quattro, che a turno negli anni abbiamo vinto nella nostra categoria (SM65), e questa volta finiamo tutti con la stessa misura, terzi a pari merito. Tra i meno giovani due splendidi vecchi fanno meglio di noi. Bene per tutti, il Molli, il Dottore, il Ventralista e il Grillo, che sarei io. Adesso guardiamo i giovani, sperando che nella classifica compensata non ci passino in troppi. Sembriamo dei vecchi gufi, appollaiati alla recinzione. Finiremo noni, i tre soliti e altri due ci passano.


Ci ritroviamo con la squadra a cena, cerchiamo di valutare i risultati e consolidare la strategia per il giorno seguente. La possibilità di vincere maschile e femminile è reale, ma non sarà facile; impegno massimo, come sempre. Chi non gareggia tira tardi e beve grappini. La domenica sono in tribuna, qualche foto e tanto tifo. Seguo Dario con il cronometro, obiettivo arrivare nei cinque. Gli avversari studiano tattiche raffinate, la lepre che protegge dal vento, l’assistenza allo spugnaggio, stile la borraccia di Bartali e Coppi, fino al ritiro all’ultimo giro. Ma Dario comunque arriva quarto, con due ultimi giri in ottima progressione, come suo solito.  Gli avversari sono in ogni caso amici, e anche loro si stanno rendendo conto che per questo anno noi siamo i migliori: ci provano ancora, ma non ce n’è per nessuno.


Da sempre chiamo corazzata l’Olimpia, la squadra di Werter, l’ammiraglio, lo stratega e a volte anche la badante dei suoi atleti, con a bordo lascari di tutti i mari. Ma noi siamo la portaerei, dalla tolda partono missili irraggiungibili, Paola, Barbara e Cristina, e volano leonesse come Monica, Stefania, Chiara e Pita, e cannoni sparano ancora come Paola la capitana. Gli uomini hanno la stessa grinta, e grandi risultati arrivano. Alla fine è festa grande, l’abbiamo costruita e meritata, ancora una volta una squadra di provincia vince un campionato italiano di società in atletica. Ottimo ritorno a Montecassiano, ottimo inizio con la Virtus Castenedolo.