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ABATE: IL RACCONTO DEL RECORD ITALIANO SUI 60HS

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Scritto da Ufficio Stampa Fiamme Oro Atletica Leggera - Martedì 07 Febbraio 2012

Prima di cominciare a scrivere questo pezzo mi sono chiesta: come si racconta un record italiano? E come si racconta un record italiano fatto da un compagno di squadra in Fiamme Oro e soprattutto da un amico, con cui si è appena condiviso un magnifico raduno e tante inenarrabili avventure in quel diTenerife?

É difficile, anche per noi “addetti ai lavori”. É difficile perchĂ© quando cancelli dall’albo dei primati uno come Emiliano Pizzoli che è rimasto primatista quasi 14 anni con 7″60, (siglato ben due volte), hai fatto tanta roba come dicono a Roma.

Inizierò quindi raccontando l’annuncio del record. Sabato pomeriggio, non sono ancora le tre, il telefono di Andrea (Giaconi), squilla e lui si precipita come una furia a rispondere, intuendo da chi poteva arrivare quella chiamata. PiĂą o meno questa è la conversazione che segue: “Siiiii!!!!! Grande grande Manuel!!!! Sono troppo contento, ma te lo avevo detto che lo facevi! Cosa ti avevo detto che valevi io? 7″55, vedi non mi sono sbagliato! Ora dobbiamo festeggiare appena torni, adesso vai a fare pipì!- in realtĂ  il termine usato non è stato proprio questo, era un po’ piĂą volgare!-” Dall’altra parte del telefono sorge un attimo di perplessitĂ , pipì? e perchĂ©?
Questo è Manuel Abate, un talento autentico, una forza della natura ma anche un ragazzo giovane e genuino, che non sapeva che affinché un primato venga convalidato è necessario effettuare l’antidoping nelle 24 ore successive al record.

Sabato a Magglingen Manuel ha cambiato un pezzettino della storia dell’atletica italiana. Si è presentato in Svizzera con un primato di 7″72, stabilito un anno fa nello stesso meeting, dopo un ottimo 7″66 in batteria, a distanza di un’ora, in finale, ha sparato tutto e il cronometro si è fermato su 7″57Nuovo record italiano, seconda prestazione nelle liste europee stagionali e minimo per i mondiali indoor di Istanbul. “Non ci credo, non ci credo ancora- sbotta Manuel al telefono- sabato notte ero talmente agitato che non ho quasi dormito e domenica mattina Max Dentali, mio compagno di stanza, mi ha detto: sei pronto che oggi si gareggia? Confesso che ho avuto un attimo di smarrimento, mi son detto cavoli l’hai solo sognato! Poi per fortuna il dubbio è passato, ma stamattina per esser sicuro sono andato a comprarmi la Gazzetta con l’articolo su di me!“

Il miglioramento è di quelli pesanti, da 7″72 a 7″57 è un’altra atletica. Chi come noi l’ha visto allenarsi a Tenerife sapeva quanto corresse forte, sapeva che se tutto fosse andato nel verso giusto, durante questa stagione Pizzoli sarebbe diventato il secondo di sempre in Italia sui 60 ostacoli.
“Sapevo di stare bene ma centrare un risultato come questo non è mai facile. Concorrono un sacco di situazioni e persone, e quando succede è stupendo ma hai la testa nel pallone. Di una cosa però sono certo, se non ci fosse stato il mio coach Pietro Astengo, non avrei neanche fatto atletica, a lui devo davvero molto“.

Per Manuel, guardando alla stagione che verrĂ , con un simile stato di forma, non rimane che sorridere. Mondiali indoor a Istanbul, Europei a fine Giugno a Helsinki e per chiudere i Giochi Olimpici di Londra ad Agosto, il piatto è davvero ricco.

 

 
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