STORIA DELLA COPPA EUROPA – 3° PARTE

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Il 21 agosto 1965 lo Stadio Olimpico di Roma aprì i battenti per ospitare una delle tre semifinali della Coppa Europa maschile; le altre due si disputarono nella stessa data e con l’identico programma a Zagabria ed Oslo.
Agli ingressi dello stadio fu distribuito un “depliant” ad uso dello spettatore dove erano riportate tutte le notizie utili al seguimento della manifestazione. Ma non solo. Il fascicoletto riportava inoltre una sintetica biografia di Bruno Zauli ed una sua foto.
Dante Merlo, attento cronista dell’avvenimento, scrisse che gli spettatori presenti sulla tribuna “Monte Mario” erano circa un migliaio, ai quali facevano da controaltare i tremila militari circa che occupavano la tribuna “Tevere”.
Nutrita invece la partecipazione dei giornalisti stranieri, segno evidente di come la manifestazione fosse seguita dagli addetti ai lavori, nonostante che il giorno prima a Budapest fossero stati inaugurati i Giochi della 5.a Universiade.
Il regolamento della Coppa Europa assegnava per ogni gara il punteggio a scalare da sei ad un punto, staffette comprese, diversamente da quanto avveniva negli incontri internazionali sia a tre uomini-gara (dove il primo riceveva sette punti) che a due atleti-gara (cinque punti al primo).
Le squadre partecipanti alla semifinale romana erano: Polonia, Cecoslovacchia, Germania Ovest, Bulgaria e Svizzera.
Grazie alla Coppa Europa la squadra maschile italiana incontrava per la prima volta la Bulgaria e riallacciava rapporti diretti con la Cecoslovacchia, un tempo nostra assidua avversaria.
Gli azzurri furono autori di una deludente prestazione collettiva e finirono al quarto posto preceduti dalla Germania Ovest (che realizzò con 96 punti il miglior punteggio parziale delle semifinaliste), Polonia (85) e Cecoslovacchia (81); dietro gli italiani (67) si classificarono ex-aequo la Bulgaria e la Svizzera (45).
Gli azzurri si consolarono con quattro successi parziali e con il record nazionale uguagliato di Mauro Bogliatto nel salto in alto. Vinsero, infatti, le rispettive gare gli ostacolisti Ottoz e Frinolli (110 e 400 ost.), Ottolina (200 metri) e la staffetta veloce formata da Livio Berruti, Ennio Preatoni, Ippolito “Ito” Giani e Pasquale Giannattasio.
Questi i risultati degli azzurri della prima giornata: Ennio Preatoni (4/100 metri in 10.7), Sergio Bello (3/400 metri in 46.7), Francesco Bianchi (5/1500 in 3:49.4), Luigi Conti (4/10000 in 30:14.6), Eddy Ottoz (1/110 ost. tempo 14.1), Mauro Bogliatto (3/alto con m. 2.09 primato italiano), Roberto Bonechi (6/lungo con m. 6.98), Silvano Meconi (5/peso con m. 16.30), Walter Bernardini (6/martello con m. 54.98) e Berruti, Preatoni, Giani, Giannattasio (1/4×100 in 40.0).
Punteggio parziale: 32.
Il 22 agosto gli italiani ottennero questi risultati: Sergio Ottolina (1/200 metri in 21.2), G.Franco Carabelli (4/800 in 1:53.9), Antonio Ambu (5/5000 in 15:34.6), Roberto Frinolli (1/400 ost. in 50.6), Umberto Risi (5/3000 siepi in 9:00.2), Sergio Rossetti (5/asta con m. 4.40), P.Luigi Gatti (5/triplo con m. 15.08), Franco Grossi (5/disco con m. 51.62), Vanni Rodeghiero (2/giavellotto con m. 77.50) e G.Paolo Iraldo, Bruno Bianchi, Giacomo Puosi e Sergio Bello (2/4×400 in 3:08.1.
Punteggio finale dell’Italia: 67.
Germania Ovest e Polonia si qualificarono per la finale della Coppa Europa in programma al Neckarstadion di Stoccarda l’11 e 12 di settembre..
Nella semifinale di Zagabria si impose come nelle previsioni la Germania Orientale che prevalse di un solo punto sulla Gran Bretagna; eliminata la Svezia con 81 punti. Da Oslo invece arrivarono l’Unione Sovietica (94 punti) e la Francia, distanziata dal colosso sovietico di soli due punti.
Ad Oslo furono stabiliti due primati europei. Il belga Gaston Roelants stabilì quello dei 10000 metri correndo la distanza in 28:10.6, mentre il martellista sovietico Romuald Klim lanciò l’attrezzo a m. 71.02.

Il battesimo della finale fu lunghiero. La finale maschile riuscì addirittura entusiasmante.
La Germania Ovest lottò fino all’ultimo metro con l’U.R.S.S. e solo il crollo del giavellottista Herings (sesto) nei confronti di Janis Lusis (primo), consentì ai sovietici di imporsi ai tedeschi per un solo punto (86 contro 85), ma con nove vittorie contro le cinque degli avversari.
Molti i campioni in gara nelle due giornate.
Il polacco Dudziak si aggiudicò i 100 metri nel tempo di 10.3, mentre il connazionale Badenski faceva sui 400 metri piani (45.9).
Valerij Brummel saliva a m. 2.15 nell’alto, mentre il connazionale Igor Ter-Ovanesyan sfiorava gli 8 metri nel salto in lungo (7.87).
Il tedesco dell’Est Nordwig saltò 5 metri nella prova dell’asta, mentre il connazionale Rückborn portava a m. 16.51 il primato nazionale di salto in lungo battendo la medaglia d’oro di Roma Jozef Schmidt.
Questa la classifica finale della prima edizione della Coppa Europa maschile:
1. Unione Sovietica p. 86, 2. Rep. Federale Tedesca p. 85, 3. Polonia p. 69, 4. Rep. Democratica Tedesca p. 69, 5. Francia p. 60 e 6. Gran Bretagna p. 48.

Più facile la vittoria delle ragazze sovietiche nella finale della Coppa Europa femminile che si disputò all’Auestadion di Kassel il 19 settembre 1965.
Le sovietiche, che stabilirono anche due primati mondiali con Irina Press (80 ost. in 10.4) e la sorella Tamara (peso a m. 18.59), si imposero con 56 punti alla Repubblica Democratica Tedesca (42). Al terzo posto la Polonia che dominò le prove di velocità con la Ewa Klobukowska (100 in 11.3, 200 in 23.0 e staffetta 4×100 in 44.9.
Quarte le tedesche dell’Ovest (37), mentre al quinto e sesto posto si classificarono l’Ungheria (32) e l’Olanda (26).
Le azzurre presero parte alla semifinale di Lipsia (22 agosto) terminando al quinto posto (24 punti) dietro a Rep. Dem. Tedesca, Polonia, Cecoslovacchia e Svezia, e quindi furono eliminate.
Queste le prestazioni delle azzurre: Donata Govoni (4/100 in 12.0 e 3/200 in 24.5), Paola Pigni (4/400 in 55.8), Silvana Acquarone (6/800 in 2:18.9), Magaly Vettorazzo (6/80 ost. in 11.3), Gilda Cacciavillani (6/alto m. 1.55), M.Vittorio Trio (2/lungo m. 6.24), Elivia Ricci (6/peso m. 13.63 e 3/disco m. 51.16), Annamaria Mazzacurati (6/giavellotto m. 42.26), Donata Govoni, Giovanna Carboncini, Donata Spampani e Magaly Vettorazzo (squal. 4×100).

fonte: Gustavo Pallicca

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