ATLETI EXTRACOMUNITARI, DELIBERA DEL CONI

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Il visto d'ingresso per lavoro subordinato-sport in Italia è necessario per il tesseramento da parte di società sportive di atleti di nazionalità extracomunitaria. Ecco le istruzioni generali esplicative del CONI, adottate dalla Giunta Nazionale del Comitato Olimpico tramite la deliberazione n. 632 del 28/10/2002.

Sportivi Extracomunitari
Deliberazione della Giunta Nazionale CONI n. 632 del 28.10.2002


CONI – Ufficio Studi e Legislazione
Roma, 27 novembre 2002
Prot. n. 000499/S.L.

Alle Federazioni Sportive Nazionali
Alle Discipline Sportive Associate
Loro sedi

Oggetto:deliberazione della Giunta Nazionale n. 632 del 28.10.2002
“SPORTIVI EXTRACOMUNITARI”
Istruzioni generali esplicative

Nel trasmettere in allegato la deliberazione della Giunta Nazionale n. 632 del 28.10.2002 che ha provveduto ad aggiornare la deliberazione del Consiglio Nazionale n. 1226 del 24 luglio 2002, al fine di ottimizzare la programmazione, predisposizione ed esecuzione della particolare attività federale connessa alla richiesta al CONI della dichiarazione nominativa di assenso, nei limiti fissati sino al 1° giugno 2003, per il rilascio dei visti d’ingresso agli sportivi extracomunitari ovvero per la proroga dei permessi di soggiorno, si rende necessario emanare le seguenti istruzioni generali.

Considerata la complessità della materia e al fine di rendere più agevoli gli adempimenti ad essa connessi, con la presente circolare si intende, da un lato, offrire un quadro riepilogativo complessivo delle disposizioni normative vigenti e, dall’altro, fornire indicazioni di carattere pratico in merito a dubbi interpretativi e ai numerosi quesiti posti a seguito dell’emanazione della sopracitata deliberazione del Consiglio Nazionale.

Sull’argomento sarà inoltre convocata, a breve termine, una riunione di carattere generale con i rappresentanti delle FSN e delle DSA per verificare l’applicazione della vigente normativa ed in vista della imminente attuazione della nuova normativa statale in materia, cui faranno seguito specifici incontri in relazione alle discipline maggiormente interessate.

Premessa

A seguito dell’entrata in vigore della L.189/2002 “Modifica alla normativa in materia di immigrazione ed asilo” (c.d. Bossi-Fini), ai fini dei compiti istituzionali che il CONI è chiamato a svolgere, risulta opportuno evidenziare le novità introdotte specificamente per gli sportivi non appartenenti all’Unione Europea, richiamando preliminarmente ed in forma sintetica il quadro normativo generale di riferimento.

1. Il quadro normativo di riferimento

Fermo restando quanto previsto dalle singole Federazioni sportive nazionali e dalle Discipline associate in materia di tesseramento degli sportivi stranieri, il quadro normativo generale di riferimento è il seguente:

1. L.426/1942 recante “Legge istitutiva del CONI”;
2. D.L.vo C.P.S.708/1947 recante “Disposizioni concernenti l’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo (Enpals)”;
3. L.366/1973 recante “Estensione ai calciatori ed agli allenatori di calcio della previdenza ed assistenza gestite dall’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo”;
4. L.91/1981 recante “Norme in materia di rapporti tra società e sportivi professionisti”;
5. L.80/1986 recante “Trattamento tributario dei proventi derivanti dall’esercizio di attività dilettantistiche”;
6. D.P.R.157/1986 recante “Norme di attuazione della legge istitutiva del CONI 426/1942”;
7. D.P.R.917/1986 recante “Approvazione del Testo Unico delle imposte dei redditi”;
8. L.401/1989 recante “Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestine e tutela della correttezza nello svolgimento delle competizioni agonistiche”;
9. Convenzione Schengen del 19.06.1990 in materia di spazio comune tra gli Stati contraenti e libera circolazione delle persone e delle merci;
10. L.398/1991 recante “Disposizioni tributaria relative alle associazioni sportive dilettantistiche”;
11. L.138/1992 recante Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità del CONI”;
12. D.L.vo 166/1997 in materia di “regime pensionistico per gli iscritti al Fondo pensioni per gli sportivi professionisti istituito presso l’Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo (Enpals)”;
13. D.L.vo 460/1997 recante “Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”;
14. L.128/1998 recante “Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dalla appartenenza dell’Italia alla Comunità europea (Legge comunitaria 1995-1997)”;
15. D.L.vo 286/1998 recante “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”;
16. D.L.vo 242/1999 recante “Riordino del CONI, a norma dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n.59”;
17. D.P.R.394/1999 recante “Regolamento di attuazione del Testo Unico in materia di immigrazione”;
18. D.L.vo 38/2000 recante “Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell’articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n.144”;
19. Decreto interministeriale 12.7.2000 in materia di “visti”;
20. Circolare C.O.N.I. n.43/P.O. del 18.12.2000 in materia di “ingresso e soggiorno degli sportivi stranieri in Italia”;
21. Art.37 della L.342/2000 relativo ai “compensi per attività dilettantistica”;
22. Deliberazione del Consiglio Nazionale del CONI n.1226 del 24.07.2002 relativa agli “sportivi extracomunitari” e successive modifiche ed integrazioni;
23. Circolare I.N.A.I.L. n.48 del 03.07.2002 recante “Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali degli sportivi professionisti dipendenti”;
24. Circolare C.O.N.I. n.295/S.L. del 29.07.2002 in materia di “Sportivi extracomunitari – istruzioni esplicative”;
25. L.189/2002 recante “Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo”;
26. Circolare Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, n.300/C/2002/1856/P/12.214.27/I^DIV. Del 13.8.2002 recante “Sportivi professionisti: ingresso e soggiorno”;
27. Legge 8 agosto 2002, n.178

2. La normativa sugli sportivi stranieri

2.a) Campo di applicazione

Con riferimento all’ingresso degli sportivi stranieri in Italia, l’articolo 22 della menzionata Legge 189/2002 (c.d. Bossi-Fini), pur innovando l’art.27 del precedente D.l.vo.286/1998 (c.d. Turco-Napolitano), ha lasciato invariata la disposizione secondo la quale al di fuori degli ingressi per lavoro previsti dalla disciplina generale e autorizzato nell’ambito delle quote di cui all’art.3, comma 4, “il regolamento di attuazione disciplina particolari modalità e termini per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro (surrogata dalla dichiarazione nominativa di assenso del CONI per le fattispecie in esame), dei visti di ingresso e dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato” per gli “stranieri che siano destinati a svolgere qualsiasi tipo di attività sportiva professionistica presso società sportive italiane ai sensi della legge 23 marzo 1981, n.91”.

Al riguardo, corre l’obbligo evidenziare che l’art.34 della Bossi-Fini prevede espressamente che, entro la fine di aprile 2003, si debba procedere attraverso le norme di attuazione e integrazione della legge alla revisione ed armonizzazione del predetto Regolamento approvato con il DPR 394/1999.

Il Regolamento testé menzionato detta, infatti, la disciplina vigente relativa alle modalità e ai termini per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro (surrogate per gli sportivi dalla dichiarazione nominativa di assenso del CONI), dei visti di ingresso e dei permessi di soggiorno previsti dal sopra citato art.27.

Tuttora tale norma prevede per gli sportivi stranieri la possibilità di ingresso al di fuori delle quote generali determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, a condizione che si tratti di stranieri destinati a svolgere una attività sportiva professionistica e che debbano intraprendere un rapporto di lavoro subordinato.

Resta in vigore, altresì, il decreto interministeriale 12/7/2000 in materia di visti, che ha ritenuto applicabile le previsioni contenute nel citato art.27 anche agli stranieri che non siano destinati a svolgere attività sportiva presso società non professionistiche e a quelli destinati a svolgere un lavoro autonomo, quest’ultimo tuttavia rientrante nelle quote generali determinate con il citato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

La nuova normativa introdotta dalla Bossi-Fini ha nondimeno previsto proprio alla fine dell’art.27, il seguente comma 5 bis: “Con decreto del Ministero per i beni e le attività culturali, su proposta del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), sentiti i Ministri dell’interno e del lavoro e delle politiche sociali, è determinato il limite massimo annuale d’ingresso degli sportivi stranieri (atleti e quadri tecnici) che svolgono attività sportiva a titolo professionistico o comunque retribuita da ripartire tra le Federazioni sportive nazionali. Tale ripartizione è effettuata dal CONI con delibera da sottoporre all’approvazione del Ministero vigilante. Con la stessa delibera sono stabiliti i criteri generali di assegnazione e tesseramento per ogni stagione agonistica anche al fine di assicurare la tutela dei vivai giovanili”.

In attesa che venga data attuazione alla nuova normativa, il CONI, com’è noto, ha provveduto nel frattempo a disciplinare gli ingressi degli sportivi stranieri con la deliberazione del Consiglio Nazionale n. 1226 del 24 luglio 2002, sulla base della normativa previgente.

2.b) Soggetti interessati

Destinatari dell’art.27 comma 5 bis risultano pertanto essere gli “sportivi stranieri (atleti e quadri tecnici) che svolgono attività sportiva a titolo professionistico o comunque retribuita”.

In virtù della citata legge n.91/1981 e delle norme emanate dalle Federazioni sportive nazionali, richiamate dalla stessa legge, sono sportivi professionisti dipendenti gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico–sportivi ed i preparatori atletici, che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso e con carattere di continuità nell’ambito delle seguenti discipline:

– Calcio: serie A, B, C1 e C2 maschile;
– Pallacanestro: serie A1 e A2 maschile;
– Ciclismo: gare su strada e su pista approvate dalla Lega ciclismo;
– Motociclismo: velocità e motocross
– Pugilato: I, II e III serie nelle 15 categorie di peso;
– Golf

Per la costituzione del rapporto di lavoro sportivo con vincolo di subordinazione è prevista, a pena di nullità, la stipula di un contratto in forma scritta tra lo sportivo professionista e la società destinataria delle prestazioni sportive. Tale contratto deve essere depositato presso la Federazione sportiva nazionale alla quale la società sportiva è affiliata per l’approvazione.

Alla luce di quanto sopra esposto debbono intendersi sportivi stranieri comunque retribuiti, tutti coloro che, non rientranti nelle previsioni della legge n.91/1981, espletano attività sportiva dilettantistica a favore di società sportive dilettantistiche italiane.

3. Le procedure per l’ingresso

3.a) Il visto di ingresso in Italia

Lo straniero titolare di passaporto valido o di documento equipollente può fare ingresso in Italia attraverso gli appositi valichi di frontiera. Tuttavia l’essere titolare di valido passaporto non è sufficiente per l’ingresso nel nostro territorio per quegli Stati per i quali, anche per soli fini di turismo, occorre un visto specifico. Al Ministero degli Affari Esteri è demandato il compito di regolamentare il regime dei visti, nonché l’elenco degli Stati i cui cittadini sono soggetti a tale obbligo.

Il visto è rilasciato dalle Rappresentanze diplomatiche consolari italiane nei Paesi di appartenenza o di stabile residenza degli stranieri e subordinatamente all’accertamento dei requisiti previsti dalla legge, su autorizzazione del Ministero degli Affari Esteri entro 90 giorni dalla richiesta e dietro corresponsione della relativa tariffa consolare, con apposizione della vignetta (visto) sul passaporto in corso di validità o su altro documento di viaggio equipollente dello straniero. Contestualmente al rilascio del visto d’ingresso l’autorità diplomatica consolare italiana fornirà ogni utile notizia allo straniero che intende soggiornare nel nostro Paese, in particolare illustrandogli quali sono i suoi diritti e i suoi doveri, una volta entrato in territorio italiano.

3.b) La dichiarazione nominativa di assenso

In sintesi, lo sportivo extracomunitario che intenda attualmente espletare l’attività agonistica in Italia necessita di un visto di breve o lunga durata, rispettivamente denominati “visto per gara sportiva” e “visto per lavoro subordinato-sport”.

Il “visto per gara sportiva” è di breve durata, in quanto consente un soggiorno in Italia fino ad un massimo di novanta giorni, non rinnovabili.

Il visto per gara sportiva non consente l’espletamento dell’attività sportiva da parte dello straniero a favore di una Società sportiva italiana.

Il “visto per lavoro subordinato -sport ”, che viene concesso dalla competente Autorità consolare previa esibizione della dichiarazione nominativa di assenso accordata dal CONI, consente il rilascio di un permesso di soggiorno della medesima durata, non rinnovabile.

Il Ministero dell’Interno ha chiarito con la circolare sopra richiamata che conformemente a quanto previsto dal Testo Unico il permesso di soggiorno per lavoro sport e la dichiarazione nominativa di assenso del CONI hanno un limite temporale di due anni.

Atteso il disposto normativo, il permesso di soggiorno in questione potrà essere suscettibile di proroga soltanto nel caso in cui il CONI all’uopo abbia prorogato la propria dichiarazione nominativa di assenso, con durata conforme ai predetti limiti: due anni.

Pertanto, l’attuale limite temporale massimo dei permessi di soggiorno e della dichiarazione nominativa di assenso, proroga compresa, è di quattro anni: due anni più due.

3.c) Il permesso di soggiorno

Sia gli sportivi professionisti di cui alla legge 91/1981 sia gli sportivi dilettanti comunque retribuiti (anche ai sensi dell’art.37 della legge 342/2000, recante disposizioni in materia di contributi per attività dilettantistica) debbono necessariamente richiedere per espletare l’attività agonistica a favore di una società sportiva il visto d’ingresso per lavoro subordinato sport.

La novella introdotta in materia dalla Bossi-Fini contingenta, tuttavia, il ricorso a tale visto, attraverso il meccanismo del limite massimo annuale d’ingresso per sportivi extracomunitari, fissato con decreto interministeriale, su proposta del CONI.

Una volta giunto in Italia, lo sportivo straniero munito del visto dovrà, entro 8 giorni, richiedere il permesso di soggiorno alla Questura territorialmente competente, esibendo la documentazione richiesta dalla Federazione sportiva nazionale ai fini del tesseramento (ad esempio il certificato di idoneità specifica allo sport che intende svolgere, il “transfer” qualora richiesto, validi per l’annata agonistica di riferimento, rilasciati per lo svolgimento dell’attività in favore della società sportiva italiana richiedente). La documentazione che lo sportivo straniero dovrà esibire al fine di ottenere il rilascio sia del permesso di soggiorno sia per l’eventuale proroga, varierà a seconda del carattere professionistico o dilettantistico del rapporto con la società sportiva destinataria della prestazione.

Lo sportivo professionista di cui alla legge 91/1981 depositerà il contratto previsto dalla stessa legge, lo sportivo dilettante, viceversa, esibirà l’idonea documentazione prodotta dalla società sportiva attestante la disponibilità di mezzi di sussistenza sufficienti sia per la durata del soggiorno sia per il rientro nel Paese di provenienza (cfr. moduli in allegato).

Alla luce dei chiarimenti offerti dal Ministero dell’Interno con la citata circolare, resta inteso che il carattere professionistico o dilettantistico del rapporto con la società sportiva destinataria della prestazione incide altresì sul limite massimo temporale della dichiarazione nominativa di assenso:

– di due anni, con riferimento al contratto stipulato, per lo sportivo professionista, con eventuale proroga di pari durata;
– di un anno, per lo sportivo dilettante, con eventuale proroga di pari durata.

4. Diritti e obblighi dei soggetti sportivi

Come richiamato nelle precedenti circolari, in materia, dalla cennata normativa statuale scaturisce, tra l’altro, il dovere per la Società sportiva di valutare, prima dell’inoltro alla Federazione sportiva nazionale, per il rilascio della dichiarazione nominativa di assenso da parte del CONI, la conformità all’ordinamento vigente delle proprie richieste e di quanto ad esse connesso per la parte di competenza.

Le richieste al riguardo così formulate verranno opportunamente vagliate per il relativo nulla-osta da parte delle Federazioni sportive nazionali che, nell’ambito delle quote loro assegnate dalla delibera richiamata in oggetto, provvederanno a sottoporle all’attenzione del CONI per il provvedimento finale di rilascio della dichiarazione nominativa di assenso.

Come ricordato al precedente punto 3.c), una volta giunto in Italia, lo sportivo straniero munito dello specifico visto dovrà, entro 8 giorni, richiedere il permesso di soggiorno alla Questura territorialmente competente.

Al riguardo, le Società sportive dovranno procedere al tesseramento dello sportivo straniero presso la Federazione sportiva nazionale o la Disciplina associata di appartenenza, uniformandosi alle previste norme federali e sanitarie, producendo all’uopo copia del permesso di soggiorno.

Si ricorda che il ritiro del permesso di soggiorno è un obbligo previsto dal legislatore ed eventuali inadempienze saranno perseguite ai sensi delle disposizioni normative vigenti: le Federazioni sportive nazionali non dovranno procedere al tesseramento degli sportivi stranieri privi del permesso di soggiorno.

Fermo restando quanto evidenziato in merito al limite massimo temporale della dichiarazione nominativa di assenso, del permesso di soggiorno e dell’eventuale proroga, ai fini del rinnovo del tesseramento (o per tesseramenti successivi al primo) sarà, inoltre, sempre cura delle Società e degli sportivi extracomunitari interessati verificare, presso le competenti Autorità locali di pubblica sicurezza, la regolarità della permanenza sul territorio dello Stato, trasmettendo copia del permesso di soggiorno in corso di validità alla Federazione sportiva nazionale.

Tale valutazione si rende necessaria in quanto solo le Società sportive hanno l’esatta e quotidiana percezione sia delle esigenze dei propri tesserati extracomunitari sia del loro modus operandi e quindi possono individuare compiutamente ogni priorità connessa all’espletamento dell’attività agonistica da parte dei soggetti in argomento, con riferimento alla materia tratteggiata nelle presenti istruzioni.

La pianificazione e gestione del tesseramento degli sportivi extracomunitari, intese nella loro accezione più globale di procedimento disciplinato da norme dell’ordinamento sportivo e dell’ordinamento dello Stato, deve scaturire dalla interazione operativa tra Società sportive e Federazioni sportive nazionali, secondo il richiamo operato dalla deliberazione del Consiglio Nazionale del CONI n.1226 del 24.07.2002 e successive modifiche ed integrazioni.

Le Federazioni sportive nazionali devono accertare la sussistenza dei requisiti e dei presupposti, nonché il rispetto delle normative statuali e sportive in materia.

In caso di esito positivo dell’attività di controllo, le Federazioni sportive nazionali dovranno sostanziare con il proprio visto le conformità, alle normative statuali e sportive, delle richieste di sportivi stranieri prodotte dalle Società interessate.

5. Le richieste di rilascio della dichiarazione nominativa di assenso

5.a) La dichiarazione nominativa di assenso per il rilascio del visto

Per snellire l’iter burocratico ed evitare inutili aggravi di lavoro, nonché disguidi inerenti alle richieste di rilascio della dichiarazione nominativa di assenso, ciascuna Federazione o Disciplina associata provvederà a segnare in ordine numerico progressivo le proprie note di trasmissione al CONI riferite ad ogni sportivo extracomunitario, nel rispetto delle quote e delle ripartizioni assegnate (es. richiesta 1/150 “sportivo extracomunitario previa sostituzione” ovvero richiesta 1/1 di “sportivo extracomunitario senza sostituzione”).

Al riguardo si evidenzia che ogni richiesta di “sportivo extracomunitario previa sostituzione” sarà inoltrata dalla Federazione o Disciplina associata competente al CONI per il rilascio della dichiarazione nominativa di assenso quando alternativamente:

a) per lo straniero sostituito la Federazione o Disciplina associata ne attesti il mancato rinnovo del tesseramento (ovvero un tesseramento successivo al primo) e che la Società richiedente ne produca documentazione certificante la cessazione di ogni rapporto lavorativo o di prestazioni sportive;
b) la Società abbia bisogno del visto d’ingresso per rinnovo del tesseramento al medesimo sportivo straniero, per la stagione agonistica successiva.

In linea con le determinazioni adottate dal CONI in materia, le Federazioni sportive nazionali e le Discipline associate, nel regolamentare le modalità di tesseramento degli sportivi stranieri, dovranno altresì prevedere specifiche disposizioni in armonia con la normativa statuale relativa al rilascio dei visti e dei permessi di soggiorno, nonché all’eventuale proroga.

5.b) La dichiarazione nominativa di assenso per il rilascio della proroga
del permesso di soggiorno

Per le richieste di rilascio della proroga della dichiarazione nominativa di assenso ai fini della proroga del permesso di soggiorno, sono fatte salve le disposizioni previste al precedente punto 3.c) con riferimento sia alle Società sportive sia agli sportivi extracomunitari, nonché alle Federazioni sportive nazionali e alle Discipline associate.

Ciascuna Federazione o Disciplina associata, dopo aver provveduto ai controlli di competenza ed alla verifica della regolarità dell’istanza, provvederà a segnare infine in ordine numerico progressivo le proprie note di trasmissione al CONI riferite ad ogni sportivo extracomunitario, in armonia con le quote e le ripartizioni assegnate con la deliberazione del Consiglio Nazionale del CONI n.1226 del 24.07.2002 e successive modifiche ed integrazioni.

5.c) Le richieste di revoca della dichiarazione nominativa di assenso ai fini della revoca del visto

Nei limiti delle quote e delle ripartizioni fissate, la dichiarazione nominativa di assenso potrà essere revocata, su richiesta delle Società sportive e delle Federazioni sportive nazionali interessate, nonché direttamente dal CONI, qualora venisse riscontrata una mancanza attuale di rispondenza dell’atto alle esigenze pubbliche.

In particolare, la revoca della dichiarazione nominativa di assenso, finalizzata alla revoca del visto, potrà intervenire quando lo sportivo straniero alternativamente:

– non intende giungere nel territorio dello Stato per espletare l’attività agonistica a favore della società richiedente;
– giunto nel territorio dello Stato, risulti non idoneo agli accertamenti medico-sanitari alla pratica sportiva, entro gli 8 giorni concessi per richiedere il permesso di soggiorno alla Questura territorialmente competente;
– siano state riscontrate situazioni ostative ai fini del tesseramento.

5.d) Revoca del permesso di soggiorno alla scadenza del contratto.

Qualora il contratto ovvero il rapporto di prestazioni tra la società e lo sportivo professionista venga a cessare prima della scadenza del permesso di soggiorno, la società deve chiedere alla Questura la revoca del permesso di soggiorno (dandone contestualmente informazione alla rispettiva Federazione sportiva nazionale ed al CONI per conoscenza). Qualora lo sportivo volesse stipulare un nuovo contratto con un’altra società dovrà pertanto richiedere un nuovo visto, condizione indispensabile per ottenere anche il tesseramento (rinnovo ovvero tesseramento successivo al primo).

6. Adempimenti da parte delle società sportive

La società che intenda ingaggiare uno straniero, dovrà inoltrare formale richiesta di visto per “lavoro subordinato/sport”:

– alle Federazioni nazionali di appartenenza che la inoltreranno al CONI, insieme alla lettera- garanzia per soggiorno in Italia specificando se trattasi di “ingresso senza sostituzione”, “ingresso previa sostituzione” o di “ingresso previa sostituzione/rinnovo”, nel rispetto delle quote assegnate dalle Federazioni alle Società sportive che praticano attività agonistica;

– allo straniero che dovrà esibirla alla Rappresentanza Diplomatica o Consolare italiana ai fini del rilascio del visto;

– alla Questura territorialmente competente (in ordine alla futura residenza dell’atleta) per il successivo rilascio del permesso di soggiorno.

Si rammenta che il Presidente che richiede un ingresso “previa sostituzione” dichiara, sotto la propria personale responsabilità e consapevole delle conseguenze penali nel caso di dichiarazioni mendaci, che è venuto a cessare ogni rapporto lavorativo o di prestazioni sportive, chiedendone contestualmente la cancellazione da quella Società.

La Federazione al fine di evitare che sia superata la quota assegnata dal CONI, dovrà monitorare le richieste presentate indicando nella lettera di richiesta la numerazione raggiunta (es. richiesta 1/50 “sportivo estracomunitario previa sostituzione” – 1/10 “sportivo extracomunitario senza sostituzione”). Esaurita la quota assegnata dal CONI, le Federazioni non potranno presentare ulteriori richieste fino a nuove disposizioni.

Il CONI, dopo aver effettuato i controlli di rito, trasmetterà il proprio assenso alla Rappresentanza diplomatica competente.

Restano in vigore in quanto compatibili le precedenti istruzioni emanate in materia dal CONI.

Al riguardo, anche al fine di dare risposta ai quesiti pervenuti, si specifica quanto segue:

– i visti non devono superare la quota assegnata a ciascuna Federazione;
– i visti richiesti dalle Federazioni e Discipline Associate non considerati nella tabella allegata alla Delibera della Giunta Nazionale, verranno contabilizzati nella quota riservata al CONI fino ad esaurimento, previa autorizzazione del Segretario Generale;
– per visto di ingresso “senza sostituzione” si intende il visto di un atleta che entra in Italia senza andare a sostituire nessuno;
– per visto di ingresso “previa sostituzione” si intende il visto di un atleta che entra in Italia in sostituzione di un altro atleta sempre nell’ambito della stessa Società ovvero secondo le disposizioni emanate dalle rispettive Federazioni sportive nazionali;
– fermo restando quanto previsto dal punto 5.c) in materia di revoca, il visto ritirato dallo sportivo extracomunitario è considerato come quota utilizzata e non potrà più essere annullato;
– non è previsto il trasferimento automatico durante la stagione agonistica di un atleta da una società ad un’altra e, quindi, se il contratto viene a cessare prima della scadenza la società uscente è tenuta a chiedere alla Questura la revoca del permesso di soggiorno e la nuova società dovrà procedere a richiedere un nuovo visto;
– il permesso di soggiorno può essere prorogato una sola volta, per un periodo pari al primo permesso di soggiorno e per la stessa società.

Si coglie l’occasione per inviare cordiali saluti.

IL SEGRETARIO GENERALE
(Raffaele Pagnozzi)

PER LE SOCIETA’ SPORTIVE (NUOVO MODULO)
Fac-simile di lettera di trasmissione alla Federazione di appartenenza per le richieste di visto.

– Alla Federazione _____________________________________
Sede

– Al Sig.
__________________________________________

e p.c. – Alla Questura di______________________________________
Ufficio Stranieri

OGGETTO: richiesta di visto per “Lavoro Subordinato/Sport”

La Società ………………………………………….……………………………………….
intende avvalersi per il periodo …………….……………………………………….
dell’opera del Sig. …………………………………………….………………………….……………….
nato a……. …………….……………il……………………nazionalità………………………………
in qualità di ………………………..………………………………………….(tecnico, atleta, ecc.)

– a titolo professionistico (come da contratto depositato);
– a titolo dilettantistico (come da idonea documentazione prodotta dalla società sportiva attestante la disponibilità di mezzi di sussistenza sufficienti sia per la durata del soggiorno sia per il rientro nel Paese di provenienza).

A seguito di tale collaborazione il Sig……………………………………………….
dovrà spostarsi in diverse località italiane ed estere per partecipare agli allenamenti e gare della nostra Società.

Si chiede, pertanto, un visto per “Lavoro Subordinato/Sport” con reingressi multipli per il periodo suindicato.

La Società …………………………………………… si impegna a garantire tutte le spese di mantenimento per il Sig. ……………………………………….che risiederà durante il proprio soggiorno in Italia a …………………………………………… Via……………………………………………………………………………………………….

La Società………………………………………………garantisce sulle buone qualità morali del cittadino straniero……………………………………………………………….

Si prega di interessare, per il rilascio del visto per “Lavoro Subordinato/Sport” la Rappresentanza Diplomatica Italiana di:

………………………………………………………………………………………………….……………….
(indicare città e nazione)

Si ringrazia per la cortese collaborazione e si inviano distinti saluti.

fonte: FIDAL (www.fidal.it)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *