S. ANTONIO, CAROSI E PERTILE CONTRO GLI AFRICANI

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(Padova – 15.4.2003) L'Italia contro una fetta d'Africa. La Maratona S. Antonio ufficializza il cast dei campioni, in gara il 27 aprile da Vedelago a Padova. A 12 giorni dall'evento il quadro dei protagonisti si presenta ormai completo. Anche se non è esclusa qualche adesione in extremis: la Maratona S. Antonio sarà infatti una delle ultime occasioni per cercare la qualificazione ai Mondiali di Parigi.

Dopo i successi dei kenyani Gideon Chirchir (2001) e Douglas Rono (2002), l'Italia affida ad Angelo Carosi e Ruggero Pertile il compito di riportare sul gradino più alto del podio la bandiera tricolore.

Carosi, di Priverno (Latina), è stato, negli anni '90, uno dei più importanti specialisti internazionali dei 3.000 siepi (quattro volte finalista iridato e vicecampione europeo ad Helsinki '94). Ha corso la sua prima maratona nel 2000, vincendo a Firenze, e l'anno dopo si è laureato campione italiano a Carpi, fermando il cronometro a 2h12'46″ (ancora oggi il suo primato personale).

A 39 anni, ma dopo un inverno da protagonista nelle corse campestri (oro a squadre ai Mondiali militari di Saint-Astier) e su strada (miglior italiano, il 5 aprile, nel test sulla mezza distanza della Stramilano), sarà un avversario pericoloso per Ruggero Pertile, atleta di casa (risiede a Villanova di Camposampiero, uno dei Comuni attraversati dalla maratona) che sogna di bissare il successo ottenuto l'anno scorso da Giovanna Volpato, prima portacolori della società organizzatrice, Assindustria Sport, ad imporsi sul traguardo di Prato della Valle.

Pertile, a 28 anni, ha le carte in regola per completare quel processo di maturazione che il 1° dicembre 2002, a Milano, l'ha portato a correre la maratona in 2h10'39″. Una prestazione che, accompagnata dal quinto posto in un contesto tecnico di grande prestigio, ha decretato una svolta nella carriera dell'atleta gialloblù, che ora sogna una maglia per i Mondiali. Un traguardo che necessariamente passerà per la Maratona S. Antonio.

Carosi e Pertile hanno chiesto “lepri” veloci, in grado di condurli al traguardo con una prestazione attorno alle 2h10'. E per raggiungere l'obiettivo disporranno della collaborazione di un atleta d'eccezione, il napoletano Marco Mazza, finalista agli Europei di Monaco nei 10.000 metri distanza in cui, nel 1999, è stato anche campione europeo under 23) e reduce dal quinto posto (miglior italiano) dell'Eurochallenge della specialità, svoltosi sabato scorso ad Atene.

A Carosi e Pertile potrebbe aggiungersi un terzo azzurro di primo piano, Migidio Bourifa, l'atleta che ha inaugurato l'albo d'oro della Maratona S. Antonio, trionfando nel 2000. Bourifa ha partecipato alla maratona di Parigi, del 6 aprile, ritirandosi al 30° chilometro per problemi intestinali, e non è escluso che scelga di riscattarsi, tornando a Padova. Anche per lui sarebbe l'ultima chance in prospettiva di una convocazione iridata.

Carosi, Pertile e, forse, Bourifa troveranno sulla propria strada un agguerrito gruppo di atleti africani, tra i quali vanno segnalati gli etiopi Getachew Wedemkuga (vincitore della maratona di Addis Abeba 2002) e Legesse Sisay (un debuttante) e i kenyani Thomas Lotik, Charles Omwoyo e Paul Ngeny, un altro esordiente sulla distanza.

In campo femminile, le azzurre più attese sono la veneziana Francesca Zanusso, in cerca di un miglioramento cronometrico in grado di proiettarla stabilmente nell'orbita della nazionale, e Marcella Mancini, vincitrice, a fine 2002, della maratona di Reggio Emilia.

Completano il cast, le giovani etiopi Deribe Hundie e Measo Sisay, due debuttanti, e l'esperta greca Spiridoula Souma, decima nel 2001 alla maratona di Rotterdam e seconda l'anno prima a Stoccolma. Zanusso e Mancini sono però decise a dare un seguito ad una tradizione che fino a questo momento, con Franca Fiacconi (2000), Rosaria Console (2001) e Giovanna Volpato (2002), a Padova ha parlato esclusivamente italiano.

fonte: Ufficio Stampa Maratona S. Antonio

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