21 KM DI BRUGNERA, BENE CLIFTON E KIPTARUS

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Il keniano Jonah Kiptarus e la statunitense Christine Clifton hanno vinto la 4° edizione della Maratonina di Brugnera. La Clifton con 1h13'36″ ha eguagliato al secondo il record femminile della corsa. Al 2° posto, staccata di 21″, si è piazzata la sua recente compagna di allenamento, la canadese Jacobson. Sull'ultimo gradino del podio, dietro alle nordamericane, è salita Anna Boniolo, che si è aggiudicata anche il titolo di campionessa italiana Libertas.
Kiptarus ha invece staccato con una volata lunga nell'ultimo km il burundiano Cishahayo, il cui scatto secco precedente aveva messo in crisi il marocchino Boudalia. Giorgio Calcaterra è arrivato 4°, mentre Michelangelo Salvadore (7° assoluto) si è aggiudicato il titolo Libertas.

LA GARA MASCHILE
Dopo i primi 3 km condotti da Giorgio Calcaterra, quando il marocchino Said Boudalia ha iniziato il forcing, Kiptarus – atleta molto conosciuto in Italia che spazia dai 1.500 metri in pista alla maratona – si è messo alle sue spalle, marcandolo strettamente: a volte lo ha affiancato, ma in generale gli ha sempre lasciato il compito di fare l'andatura.

Il ritmo di Boudalia ha ridotto il gruppo di testa a sole tre unità: oltre al marocchino e al keniano, è infatti rimasto in avanscoperta anche Diomede Cishahayo, 37enne burundiano, anche lui – come gli altri due – di stanza in Italia. Calcaterra ha invece dovuto mollare un po', trovando come compagno di strada un altro italiano che nelle prime fasi aveva cercato di rimanere con i primi, Fabio Bernardi.

La situazione è rimasta invariata – i tre africani davanti, alle loro spalle la coppia italiana, seguita da un'altra coppia formata da Adriano Pagotto e Michelangelo Salvadore – per tre quarti di gara: per oltre 40 minuti l'unica cosa a cambiare sono stati i distacchi tra i vari gruppi, sempre crescenti. Al 5° km (passaggio in 15'13″) il distacco di Calcaterra e Bernardi era di una decina di secondi, al 10° (30'29″) aveva raggiunto quasi il minuto, al 15° (46'04″) aveva passato il minuto e mezzo.

Il tanto atteso attacco decisivo è arrivato dopo il cartello del 18° km: dopo una serie di km di studio, è stato Cishahayo a prendere l'iniziativa piazzando un allungo notevolissimo (2'45″ il parziale del 19° km) a cui è stato in grado di rispondere solo Kiptarus, mentre Boudalia – che fino ad allora era stato sempre davanti – ha perso contatto.

I primi due si sono presentati insieme al cartello dell'ultimo km, ma poi ha avuto la meglio il keniano, che sul rettilineo finale si è presentato con un margine tranquillizzante sull'avversario. Il tempo finale di 1h04'31″ non l'ha soddisfatto molto, ma c'è anche da considerare che il caldo ha avuto la sua parte, dato che la giornata è stata splendida, senza nemmeno una nuvola in cielo.

Cishahayo ha chiuso in 1h04'43″, mentre Boudalia ha fatto fermare i cronometri sul tempo di 1h04'55″. Nel finale Calcaterra ha staccato Bernardi, chiudendo in 1h06'47″ contro l'1h07'14″ dell'altro italiano. Il primo atleta della squadra organizzatrice – l'Atletica Brugnera Dall'Agnese – è stato Salvadore, 7° in 1h09'53″, preceduto di oltre 1' da Pagotto: Salvadore ha vinto il titolo Libertas, dato che la prova era valida come Campionato italiano di categoria.

LA GARA FEMMINILE
Invece della solita Africa, la gara femminile è stata dominata – cosa insolita nelle prove italiane – da due atlete nordamericane, Christine Clifton (che però vive e si allena a Brescia ed è sposata con un italiano) e Sandy Jacobson. Compagne di allenamento delle ultime 5 settimane, la Clifton e la Jacobson non hanno nascosto di aver programmato una gara di comune accordo, per raggiungere un ottimo risultato: e a conti fatti si può dire che ci sono riuscite.

Con una condotta di gara esemplare il duo ha iniziato con un ritmo discreto, ma non eccessivo, di 3'31″-3'32″ per km (17'40″ al 5°, 35'22″ al 10°, 52'49″ al 15°: questi i passaggi). Dopo il 15° km il piano di gara prevedeva una progressione che è stata davvero interessante: l'americana ha infatti iniziato a correre ad un ritmo molto più veloce (anche sotto i 3'20″), staccando l'amica-rivale e tagliando il traguardo con un eccellente 1h13'36″ che le ridà fiducia dopo 2 anni sfortunati e che eguaglia il primato della corsa stabilito dalla keniana Maranga nel 2001.

La Jacobson ha invece avuto qualche difficoltà a tenere il ritmo dell'avversaria; ha dovuto mollare un po' e perdere una ventina di secondi, ma il suo 1h13'57″ migliora di circa 3' il suo precedente personale e le consente di guardare alla maratona di Ottawa – che correrà tra due settimane e dove si giocherà la convocazione per i Mondiali di Parigi – con la fiducia di poter avvicinare le 2h35'. Il prossimo obbiettivo della Clifton sono invece i Campionati americani di mezza maratona, dove spera di riavvicinare quell'1h10'37″ che fu in grado di correre a Udine un anno e mezzo fa.

Alle spalle delle due scatenate nordamericane si è creato un vero e proprio vuoto. Molto attesa era Monia Capelli – anche lei dell'Atletica Brugnera – ma la veneta è in un periodo no e, oltre a non riuscire a stare con le prime nemmeno per qualche km, addirittura al 18° km è stata superata dalla compagna di squadra Anna Boniolo, che chiudendo in 1h19'17″ ha vinto il titolo Libertas. Per la Capelli un tempo di 1h19'53″, lontano 5' dalla brillante prestazione di sole 2 settimane fa alla Riviera dei Dogi.

Le classifiche:

GARA MASCHILE – 21,097 KM
1° Jonah Kiptarus KEN 1h04'31″
2° Diomede Cishahayo BUR 1h04'43″
3° Said Boudalia MAR 1h04'55″
4° Giorgio Calcaterra ITA 1h06'47″
5° Fabio Bernardi ITA 1h07'14″
6° Adriano Pagotto ITA 1h08'49″
7° Michelangelo Salvadore ITA 1h09'53″
8° Denis Del Bianco ITA 1h10'54″
9° Emanuele Perencin ITA 1h10'58″
10° Filippo Barizza ITA 1h11'11″

GARA FEMMINILE – 21,097 KM
1° Christine Clifton USA 1h13'36″
2° Sandy Jacobson CAN 1h13'57″
3° Anna Boniolo ITA 1h19'17″
4° Monia Capelli ITA 1h19'53″
5° Gabriella De Boni ITA 1h22'09″

fonte: www.sportincampo.it/brugnera2003/

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