IT.SPORT.ATLETICA ALLA NOTTURNA DI MILANO

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Una “crociata” per la promozione dell'atletica leggera nel web e del suo newsgroup, it.sport.atletica: ecco il commento e le foto della Notturna di Milano, a cura di Icarus.

L'Arena di Milano come l'aeroporto di Malpensa, se non fosse che all'Arena le zanzare non hanno scioperato. Questa è stata, in effetti, una delle emozioni più forti della serata. Andiamo con ordine…

Appena arrivato all'Arena, sfoggio il mio tagliando omaggio e scopro con un certo disappunto che la tribuna “omaggiati” è quella opposta al rettilineo di arrivo. Ottima per chi era interessato all'asta, un pò meno per chi voleva gustrarsi tutte le altre gare.

Passo in rassegna le possibilità alternative di passaggio al livello “paganti” in perfetto stile portoghese, ma mi rendo conto che ormai avevo già utilizzato ogni metodo: un anno sono entrato vestito da giudice, un'altro con un pass “VIP” preso ad uno che se ne stava andando, un'altro anno con un pass “Atleta”, un'altra volta addirittura ero accreditato come “Stampa” al seguito di Giacomo Crosa…

Non mi è restato che pagare.
Investo i 15 euro e mi tuffo in quello che prevedevo potesse essere una grande serata di atletica. Dopo le gare giovanili di introduzione, incominciano le gare dei disabili, e qua ho avuto il piacere di ritrovare un mio carissimo amico, amputato, conosciuto proprio sulle piste, tanti anni fa. Special guest tra i non vedenti è stata la coppia Ricci – Vangeli, capaci di un oro ai Mondiali di Edmonton e nettamente più forti sulla pista Milanese, staccando la copia inseguitrice di ben 65 centesimi.

La serata inizia a farsi calda, scendono in pista i treni umani dei 100m uomini, e nella prima batteria spicca il nome di Tim Montgomery, l'incognita con le chiodate. Ha il recodo del mondo, ma… è il più forte velocista esistente?
Mi lascia perplesso, e ancor più dopo la batteria: un mediocre 10″20 rinvia i sogni di molti alla finale, conclusa un po' meglio, in 10″11.

Mentre si svolgevano anche l'asta femminile e l'alto maschile dove Talotti è arrivato secondo con 2.24, inizia l'altra gara tanto attesa dagli organizzatori, il lungo donne.

Una Fiona May tornata alla sua normale scontrosità con i tifosi (salvo poi declamare amore via tv) catalizza l'attenzione di molti, tra cui lo speaker a bordo pista che, incurante del regolamento e della buona educazione, corre ad intervistarla dopo l'ultimo salto, in mezzo ad una folla di fotografi, a due metri da un'altra atleta che stava per saltare e che, a mio modestissimo parere, aveva il pieno diritto di potersi concentrare senza sentirsi urlare nelle orecchie “FIONAAA MAAAAAAAYYYYYYYYYYY…. un bell'applauso……”.
Nei 400h un Angelo Taylor non fa un Fabrizio Mori e in molti sugli spalti rimpiangono il neo papà.

Passano i minuti e mentre il programma gare avanza, io mi dedico al reclutamento di testimonial per ISA, ovvero il newsgroup IT.SPORT.ATLETICA!

Dopo aver “reclutato” le due voci storiche della Rai, Bragagna e Monetti (nella foto), passo ai protagonisti delle piste e delle pedane: Andrea Rabino, Barbara Lah, Andrea Colombo (foto in alto) e i sopracitati Ricci e Vangeli accettano con molta simpatia e disponibilità di posare per una foto con un proclamo d'amore: “I.S.A. è QUI“.

Pessima all'inverosimile è stata l'organizzazione, per quanto riguarda il passaggio tra i diversi settori dello stadio. Ad ogni cancello, infatti, avevano disposizioni differenti, e questo comportava il rischio di non poter più rientrare all'interno dell'Arena, nel caso in cui ci si spostava dal proprio settore, a causa di un sistema di “sensi unici” che sfidavano le più comuni regole matematiche.
Ultima considerazione, riguardo il pubblico. Sempre meno. Ricordo il primo anno, non si vedeva un posto libero su tutte le gradinate. A questa edizione c'era una densità di pubblico pari a quella sarda: uno su Kmq.

I miei personalissimi ringraziamenti vanno a tutti gli atleti che si sono prestati per le foto, alle bellissima e simpaticissime Barbara Lah e Raffaella Lamera, al grandissimo Lorenzo Ricci, alle zanzare che mi hanno abbassato la pressione senza usare farmaci, agli organizzatori di giacca e gravatta, che mi rinfrescavano soltanto vedendoli così vestiti e a tutti quelli che hanno letto questo report, (forse) il primo di una serie firmata ISA.

fonte: Icarus – it.sport.atletica

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