FORSE AVEVAMO RAGIONE NOI

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Il 9 maggio si è tenuta la riunione del Consiglio Federale, la prima dopo l’Assemblea del 24 aprile nel corso della quale la maggioranza raccolta attorno al presidente Gianni Gola ha incassato l’approvazione del bilancio consuntivo. I dati sono noti a tutti: la maggioranza ha raggiunto il 51%, l’opposizione si è fermata al 49%. I giornali, interpretando il pensiero della pubblica opinione, hanno parlato di una profonda spaccatura verticale nell’atletica italiana, i cui mali più evidenti rimangono:
a) una costante povertà di risultati;
b) una radicata crisi di vocazione;
c) una generale confusione al vertice e un profondo disagio alla base;
d) una preoccupante riduzione delle risorse economiche;
e) una sempre più labile presenza nella comunicazione e tra la gente.

Per tutti questi motivi, il Consiglio Federale era atteso con molto interesse, anche alla luce dei reiterati impegni del presidente Gola a porre subito mano a correttivi e cambiamenti. Nulla di tutto questo. La riunione si è protratta stancamente fino al momento della preoccupata esposizione, da parte dei D.T. Roberto Frinolli e Augusto D’Agostino, dei programmi tecnici in vista dei Mondiali di Parigi. Ma a quel punto la gran parte dei consiglieri si era già allontanata.
Tutto da cambiare per non cambiare nulla. Secondo la buona tradizione.
Di rilievo, da segnalare solo l’irosa richiesta di dimissioni avanzata da Mario Ialenti ai quattro rappresentanti della minoranza: “Avete perso, dovreste avere il buon gusto di chiedere scusa e di dimettervi!”.
Ialenti probabilmente dimentica che ad Ostia “era stato già dimesso” dal 49% dell’atletica.

fonte: Mauro Nasciuti

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