TRIKALA, PEDANE CALDE PER I SALTATORI

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Una gara del triplo femminile che avrebbe potuto essere una finale mondiale, con la cubana Aldama a confermarsi ai 15 m netti, risultato ugualiato dalla Lebedeva, seconda per la peggior seconda misura. Ottima terza Magdelin Martinez (14,68), che pero' dovra' probabilmente migliorare il suo primato italiano per poter puntare al podio a Parigi. Per il momento si e' presa la rivincita sulla Pyatykh che l'aveva battuta a Firenze e finita invece quarta.

Di buon livello finalmente anche una gara di lungo maschile, vinta dallo statunitense Dwight Phillips con un interessante 8,44 mt sul greco Louis Tsatoumas (8.34) e sull'altro atleta USA Stringfellow (8.29). Il ranking vede mestamente al 7° posto Ivan Pedroso, fermo al di qua della soglia degli 8 m e lontanissimo da uno stato di forma accettabile.

Stanchi forse gli atleti europei impegnati in Coppa Europa e gli americani reduci dai Trials, c'e' stato spazio per il nigeriano Deji Aliu, peraltro gia' spesso in evidenza in questo scorcio di stagione nei 100m
Ha vinto la gara a suon di primato personale, regolando in 10″00 Dwain Chambers (10″03) ed il sorprendente canadese di evidenti origini greche Nicolas Macrozonaris (10″15)

Nella gara femminile esordio stagionale amaro per Zhanna Block, che si e' dovuta inchinare alla elegantissima ma potente fase lanciata di Christine Arron, che l'ha raggiunta agli 80 m e superata quindi nettamente: 11″09 per la francese, 11″13 per l'ucraina. Terza Chryste Gaines.

Di altro tenore l'esordio di Stanislavs Olijars, che ha dimostrato di avere al momento una marcia in piu' sugli ostacoli alti chiudendo netto vincitore in 13″20. Solo 4° Anier Garcia. Facile dominio anche negli ostacoli bassi di Felix Sanchez, che ha sfiorato la grande prestazione cronometrica rimanendo di soli 7 centesimi al di sopra dei 48″.

Gare in qualche modo parallele negli 800 metri femminili e maschili. Ma mentre tra le ragazze la slovena Ceplak ci ha abituato a gare di testa condotte sul ritmo (1:57″79 per lei, sempre piu' veloce di gara in gara), vedere Yuriy Borzakovskiy seguire dappresso la lepre fin dall'inizio gara e' stata una sorpresa: 1:43″97 e vittoria per il russo, che forse vuole sperimentare soluzioni di gara diverse da quelle che lo vedono galleggiare in coda al gruppo fino ai 200 finali.

Combattuto anche il 1500, in cui la rivelazione della stagione, l'ucraino Ivan Heshko, e' rimasto imbottigliato dietro ai due keniani Chirchir e Kipchirchir, costretto quindi a tagliare il passo e rallentare negli ultimi 10 m, accontentandosi del terzo posto.

Passerella finale della serata per l'attesissimo 200 m, con l'idolo di casa Konstadinos Kenderis incapace della sua proverbiale accellerazione in rettilineo ma costretto a stringere i denti per contenere Stephane Buckland. Risultato cronometrico “normale” per il greco (20″30) ma rimane ancora lui l'uomo da battere per tutti.

fonte: AtleticaNET / Fabrizio Consorti

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