GOLDEN GALA, GIBILISCO INFIAMMA L’OLIMPICO

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Grandi risultati nella tappa romana della Golden League, che ha visto confermarsi alla vittoria le due pretendenti rimaste in lizza per il jackpot finale: Chandra Sturrup ha siglato il nuovo primato stagionale dei 100 m con 10″89 su Kelli White (10″99) mentre nel doppio giro di pista Maria Mutola ha ancora una volta piegato la resistenza della Ceplak, superata nei 30 metri finali di 23 centesimi ma trascinata al pb in 1'57″44.

Tribune piene e curve dell'Olimpico addobbate con enormi teli pittorici per una serata di grande atletica.

Si comincia col concorso del triplo femminile, che vede in pedana praticamente tutte le migliori, a cominciare da Magdelin Martinez. L'italo-cubana si conferma regolare con una buona serie che le vale il terzo posto (14,75 al terzo salto). Ma e' all'ultimo salto di finale che Yamile Aldama letteralmente galleggia nell'aria, atterrando a 15,29 metri per la miglior prestazione mondiale. Seconda la Lebedeva (14,86). Anonima la gara del lungo, vinta dalla giamaicana Goulbourne con 6,71 mentre mai in gara e solo 10° Fiona May (6,23).

Doppio impegno sulla pedana dell'alto, con le donne e gli uomini e serata purtroppo negativa per gli atleti di casa: Antonella Bevilacqua si e' fermata alla misura di ingresso (1,85), cosi' come Talotti (2,20). Una sola misura in piu' per Andrea Bettinelli (2,25) ma gara maschile che poi si e' infiammata ad opera del giovane Jacques Freitag, reduce oltre tutto da un grave infortunio patito l'anno scorso (frattura di caviglia). Il saltatore sudafricano ha valicato i 2,35, rinunciando poi dopo il primo errore ai 2,38.

Grandi misure anche nel concorso dell'asta. Il nuovo record italiano (precedente di Fabio Pizzolato, 5,75, a Milano 06/07/97) vale il secondo posto e la quinta prestazione mondiale dell'anno per Giuseppe Gibilisco mentre vince il francese Mesnil, che stabilisce con 5,92 la miglior misura stagionale e tenta poi un poco convinto assalto ai 6 metri.

Ulteriori piccoli progressi di forma per Maurice Greene. Il suo 10″09 gli vale il terzo posto, dietro Bernard Williams (10″06) e John Capel (10″04).

Il mezzofondo proponeva probabilmente il piatto forte della serata e gli atleti africani non hanno mancato alle attese.
La gara dei 5000 m ha definitivamente consacrato nel ruolo di principale avversario degli etiopi il giovane Abraham Chebii. Dopo aver battuto Haile Gebreselassie a Parigi nella precedente tappa della Golden League, l'atleta keniano a bissato il successo, sconfiggendo stavolta non solo re Gebre ma anche l'erede designato, il pluricampione mondiale di cross Kenenisa Bekele.

Che sarebbe stata gara vera si e' capito quando, dopo il consueto avvio veloce su impulso delle lepri, il ritmo e' leggermente calato ed e' iniziata la marcatura strettissima fra i tre. A rompere gli indugi e' stato Gebreselassie con un allungo ai 600 m finali, che ha isolato i tre dal resto del gruppo. A meta' dell'ultima curva il primatista mondiale compie quasi il gesto di tirarsi da parte per dare strada al piu' giovane compagnio ma non si fa sorprendere Chebii, che resiste al cambio di passo di Bekele e rilancia passando a meta' rettilineo. A Parigi il titolo mondiale dei 5000 m resta una questione piu' aperta che mai.

Galoppata solitaria per Hicham El Guerrouj nei 1500 m. Nessuno e' riuscito a tenere il passo del campione del mondo, che ha chiuso in 3'29″76, per la 29° volta sotto i 3'30″ nella sua straordinaria carriera.

fonte: Fabrizio Consorti / AtleticaNET

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