OMBRE SU CDS E FIDAL

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QUALE RAPPORTO TRA MILITARI E CIVILI? PREVALGONO IL FORMALISMO REGOLAMENTARE
E LA BUROCRAZIA FEDERALE

La Fidal ha colpevolmente taciuto, ma la stampa sportiva ne ha dato notizia a margine dei Societari milanesi: continua a non esserci chiarezza nel tempestoso rapporto tra club militari e club civili. Questa volta le vittime sono le società che attendevano i rinforzi da parte delle Fiamme Azzurre, primo club militare di grande tradizione a rinunciare al Campionato di Società. La federazione ha infatti negato il nulla-osta per la cessione temporanea alle società di provenienza di atleti come Francesco Scuderi e Angelo Iannelli, reduci dalla Coppa Europa di Firenze, ma anche come Fabio Pizzolato, Moreno Belletti, Andrea Putignani e Giuseppe D'Urso. Alla base della vicenda c'è la norma di scorta che, ampliando i confini del legame triennale con la società d'origine dell'atleta militare, consente da un paio di stagioni il prestito indefinito da parte del club militare che non prenda parte al campionato stesso.

Sembra che l'interpretazione data alla norma dagli uffici di Via Flaminia sia la più restrittiva possibile: il presupposto per l'applicazione è solo quello che non vi sia stata la partecipazione alla fase regionale dei societari, dove in effetti alcuni atleti delle Fiamme Azzurre furono presenti senza però fare squadra. Un rigore che stride con quanto avvenuto nella scorsa stagione, allorchè, ad esempio, le Fiamme Azzurre schierarono nella fase regionale Ausilia Balletta e Francesca Cola e a quest'ultima venne consentito senza problemi di partecipare per la Comense alla finale Argento di Pescara. Per di più, le società destinatarie lamentano che la decisione ostativa sia stata portata a loro conoscenza solo il giorno 24 giugno, vanificando nella pratica ogni possibilità di contraria difesa.

La conseguenza è chiara, ma aberrante: i soggetti interessati hanno dichiarato di aver seguito la stessa identica trafila burocratica attuata nel 2002
ma, con il regolamento inalterato, gli effetti sono stati profondamente diversi. E questo non giova sicuramente alle esigenze di certezza del diritto che gli operatori dell'atletica richiedono alla federazione. Tanto più che non può ritenersi secondario l'intento politico che ha dato origine alla norma applicata, e cioè quello di dare la massima estensione al principio di solidarietà tra società militari e società civili.

Nel corso della riunione tecnica all'Arena, soprattutto la Libertas Catania ha dato sfogo al suo legittimo disappunto: pur senza nominare i casi di Scuderi e D'Urso forse decisivi per la salvezza del club siciliano, poi retrocesso, la protesta dei dirigenti ha richiamato anche le procedure di accreditamento dell'ex tassa di trasferimento, oggi indennità di preparazione. A dire dei responsabili catanesi, ci sarebbero gravi inadempienze da parte degli interessati: la conseguenza regolamentare potrebbe anche essere l'attribuzione alla società di provenienza dei risultati ottenuti a Milano da parte degli atleti poi transitati nei club militari (in ipotesi, di un Cavallaro, come reclamato dalla stessa Libertas Catania).

Al di là delle valutazioni di merito, la vicenda ha dimostrato una volta di più l'inadeguatezza di alcune strutture federali: anche nel caso in cui la condotta degli uffici sia stata legittima sotto il profilo regolamentare, non si può negare che un grave danno è stato recato alle società attraverso le comunicazioni intempestive, sul piano economico e organizzativo.

E la domanda è sempre la stessa: chi pagherà?

La notizia è stata inserita anche nel forum per consentire a quanti vorranno di confrontarsi su queste modalità di gestione della nostra attuale dirigenza. La notizia è raggiungibile direttamente cliccando qui —> FORUM

fonte: Non dichiarabile

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