CAMPIONATI POLTRONE E DINTORNI

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

I Campionati Italiani Allievi si sono appena conclusi e forse qualcuno, memore del polverone che ho sollevato lo scorso anno con la polemica sui minimi si aspettava qualche altra “sparata“. Forse ho deluso qualcuno ma qualcun'altro si sarà tranquillizzato. Quest'anno volevo solo vedere le gare, senza polemiche e senza pensieri cattivi seguendo il tormentone di un politico di qualche anno fa che diceva in tv: “think positive“!
Purtroppo… o per fortuna però la mia smodata passione per l'osservazione dei fatti mi ha costretto a mettere nero su bianco alcune riflessioni.

Partiamo dalle gare e dai relativi risultati. Sconcertanti. Esagero? Forse. Però siccome la Fidal pubblica gli annuari anno dopo anno, mi sono preso la briga di fare una piccola ricerca e di mettere a confronto i risultati dei primi otto atleti del campionato italiano di quest'anno con quello di 10 anni fa e di 20 anni fa. Partendo dal fatto che l’atleta forte c’è in ogni tempo e che quindi chi vince ha comunque un risultato più o meno dignitoso, quello che sconcerta (come dicevo prima) è la pochezza dei risultati degli atleti che vengono dopo.
Non me ne vogliano i ragazzi e le ragazze che hanno faticato e sudato sulle piste di oggi, ma quelli di ieri, oggettivamente andavano più forte. Se qualcuno non mi crede, a fine pagina può scaricare il file di excel che ho fatto e in cui sono riportati i risultati di uomini e donne di 20 anni fa, quelli dei 10 anni fa e quelli di oggi. Tanto per fare qualche esempio: nel 1983 nei 100 uomini con 11”34 si arrivava ottavi, oggi secondi, nel 1992 con 6.73 nel lungo uomini ci si piazzava ottavi, quest’anno significava stravincere con quasi 20 cm di distacco dal secondo. Nelle donne la cosa è poco migliore. Scaricate il file e fate i vostri conti su cosa gli ultimi 20 anni di atletica hanno prodotto. Il brutto di questo è che il fenomeno è un’onda lunghissima. Non è il vuoto casuale di qualche anno bensì il risultato della sistematica non curanza delle nostre risorse giovani e dell'impoverimento culturale dei tecnici di base abbandonati da anni a loro stessi. Si prevedono tempi duri, questi sono danni con radici profondissime e solide.

Un’altra riflessione su un altro aspetto: dopo il geniale accordo della Fidal con una nota testata giornalistica sportiva italiana che ha fatto a dir poco infuriare le concorrenti, la Gazzetta dello Sport, il primo, più letto e più prestigioso giornale sportivo d’Italia offre all’atletica leggera la stessa visibilità che viene offerta al Frisbee (di cui tra l’altro sono un grande appassionato). Una domanda: quanto e cosa è stato scritto sulla Gazzetta a proposito di questi Campionati Italiani Allievi/e che ha mosso qualcosa come circa 1500 persone e quindi un bel po’ di soldi? Ma il problema è più grande e allargato. Non è questa manifestazione che passa più o meno sotto silenzio, è tutto il movimento che non ha praticamente più risonanza al di fuori di se stesso. Gli unici appassionati sono i praticanti e comunque gli addetti ai lavori, sta morendo il concetto di atletica come regina degli sport capace di appassionare anche i profani. A questa desolazione aggiungiamo il giornale della Fidal denominato “Atletica” il quale esce con la stessa frequenza con la quale un eremita va al pub e AtleticaStudi che, divenuta a pagamento, ha raggiunto una tiratura tale da potersi definire un libro raro. Non c’è che dire, chi lavora sulla comunicazione e sulla visibilità del movimento italiano è un genio. Il genio (o i geni, non vorrei togliere meriti a nessuno…) non si è limitato solo a questo, ha avuto anche la capacità di tenere scrupolosamente fuori dalle edicole l’atletica leggera. A fronte di riviste che parlano di tutti gli sport compresi quelli impronunciabili o pittoreschi, la regina degli sport, in Italia non ha una rivista venduta in edicola. A chi vuole leggere qualcosa non rimane che acquistare “Correre” che, senza mezzi termini, si può definire una rivista davvero ben fatta; lo dico sempre facendo riferimento ai numeri e mettendo a confronto le due testate (Atletica e Correre). Atletica, la rivista federale di cui oggi ho ricevuto il numero di marzo 2003 con soli 6 mesi e mezzo di ritardo, ha una media di 45/50 pagine per numero e non ha una cadenza definita (si può definire genericamente un periodico); questo a fronte di un bacino praticamente illimitato di notizie da cui può attingere. Correre è una rivista mensile che si attesta intorno alle 200/250 pagine per numero, parla solo di corsa, alimentazione, metodologia e tecnica. E' sempre puntuale in edicola ed ha tiratura da far invidia a Quattoruote. A voi il giudizio su come viene gestita la comunicazione in Fidal.

E adesso un’ osservazione, di natura politica. La scrivo in fondo perché oggi non ha più alcuna valenza ne come critica all’attuale dirigenza, ne come sprono per l’opposizione. Dopo la grande battaglia culminata con il voto sul bilancio e la sconfitta di misura del fronte degli oppositori alla gestione Gola di cui ho fatto parte, gli animi si sono placati. La dirigenza non ha più motivo di essere attenta e concreta perché l’opposizione non vigila più. Diversi anni fa un cantautore scriveva in una sua canzone a proposito dei politici: “…partono tutti incendiari e fieri ma quando arrivano sono tutti pompieri…”. Questo è quello che sembra accadere oggi. Io, e come me AtleticaNET abbiamo scelto di dire le cose come stanno e dare voce ad una base che è totalmente inascoltata, questo senza fare calcoli, senza valutarne le convenienze e i vantaggi. Il risultato è che oggi veniamo ignorati. La Fidal lo fa da sempre, l’opposizione lo sta facendo ora. E’ probabile che futuri accordi e pacche sulle spalle, uscite di scena indolori e alcune poltrone disponibili a breve siano la cultura di base di politici ed equilibristi che hanno fatto del loro trasformismo un cavallo sempre in forma. Ma tutto questo non è sport e soprattutto non è l’atletica.
La politica, in ogni ambito è e deve essere attività di servizio, quando diventa fine a se stessa allora è il momento di cambiare. Oggi abbiamo un presidente che si sforza di utilizzare le stesse uscite d’emergenza di Primo Nebiolo ma, al contrario del suo illustre predecessore, Egli non solo non può permettersi di puntare alla presidenza, ma non è riuscito nemmeno a ricavarsi uno strapuntino nella IAAF. Non è un problema, l’opposizione gli darà una mano a trovare una soluzione. Affermo questo perché altrimenti non si spiegherebbero alcuni comportamenti. Uno su tutti: perché in fase pre-assembleare l’opposizione ha fatto un grande lavoro di sensibilizzazione, aggregazione e denuncia di cose non buone ed ora è totalmente muta? Forse gli errori grossolani fatti in un periodo dell’anno non “interessante” valgono meno di quelli fatti in periodo pre-elettorale? Forse la base oggi ha meno problemi di quelli di marzo/aprile? Forse il movimento giovanile ha dato segni di ripresa? No, più probabilmente sono in corso trattative e strategie per il prossimo anno. Solite manovre indolori volte a non pestare i piedi a nessuno. Qualcuno se ne andrà, qualcuno verrà fatto entrare, forse ci sarà un bel candidato di facciata gradito a tutti (diciamo Simeoni o Arese?) e tutto sarà come prima.
Personalmente vedo con grande scetticismo queste manovre. I piccoli cambiamenti o i cambiamenti di sola facciata sono utili quando il movimento è sostanzialmente sano e vitale e ci sono solo alcune cose da correggere, oggi invece siamo in condizioni pietose sotto moltissimi aspetti della nostra attività. La base è sfiancata. C’è una stanchezza mortale, l’attività si trascina e chi allena o chi dirige una piccola società corre in lungo e largo, spende energie, credibilità e soldi per ricevere niente da una federazione paralizzata da accordi, cordate e interessi. I regolamenti sono a immagine e somiglianza delle grandi società, la razzia dei giovani talenti dai tecnici e società di base è diventata una pratica più che normale, la dequalificazione degli organi dirigenziali periferici un fatto.
E’ necessario rifondare il movimento, rilanciare l’entusiasmo della base e professionalizzare (ripulendo) il vertice. Maggioranza ed opposizione invece di prendersi sotto braccio e progettare il nuovo matrimonio di interesse, faranno bene a pensare a come risanare l’attività. Non è con le manovre di palazzo che si trovano i giovani da portare al campo, non è con l’ignorantizzazione del settore tecnico di base che i talenti diventano campioni, non è con l’indifferenza verso il volontariato del gruppo giudici che si assicurano manifestazioni regolari e snelle, non è con la prevaricazione verso le piccole società che si costruiscono serbatoi di atleti per l’attività di vertice, non è con una comunicazione approssimativa e limitata che si fornisce visibilità al movimento, non è con il continuo piagnisteo del “il coni ci taglia i contributi” che si acquisisce autonomia , professionalità e capacità di lavoro, non è con un sistema elettorale blindato che ci si assicura la funzionalità di governo.

Chiudo con un’ultima riflessione ed un invito a chi l’atletica la fa con passione ed onestà intelletuale.

La riflessione: se è vero che maggioranza e opposizione stanno facendo i propri affari è anche vero che la base, noi, come troppo spesso accade, ce ne stiamo con le mani in mano in attesa che qualcuno, per noi, si esponga e faccia il lavoro sporco.

L’invito: Lavorare duro, esprimere pubblicamente le proprie opinioni abbandonando la solita tecnica del mugugno dietro le spalle del politicante sportivo che è appena passato e che abbiamo salutato con una calorosa stretta di mano, impegnarsi e coordinarsi per presentarsi nel nuovo anno con idee e forza per sostenere ciò che tutti, da anni stanno aspettando: un modo nuovo e migliore di fare atletica.

ALLEGATO: Confronto su 20 anni di CI Allievi/e (7kb)

fonte: Diego Cacchiarelli /AtleticaNET

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