BUFERA DOPING

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A seguito di un invio anonimo da parte di un allenatore di atletica leggera, sugli USA cala la spada di damocle del doping. Un coach americano in giugno ha inviato all’USADA (l’agenzia statunitense antidoping) una siringa contenente una sostanza dopante denominata “tetrahydrogestrinone” (Thg) che non sarebbe riscontrabile dagli attuali test antidoping.

Ad aggravare la cosa, sarebbero i nomi di atleti eccellenti che avrebbero fatto uso di tale sostanza. Sarebbero oltre venti gli indagati per ora, tra di loro Campioni olimpici e recordmen mondiali.

Terry Madden, il capo esecutivo dell’USADA ha dichiarato: “…sarebbe lo scandalo più grande dall’epoca dello sprinter canadese Ben Johnson trovato positivo agli steroidi nel 1988 a Seoul… E’ un qualcosa che coinvolge chimici, atleti e allenatori ad alti livelli…“.
L’USADA ritiene che l’origine di tutto risieda a San Francisco presso la Bay Area Laboratory Co-Operative (Balco) che si occupa dello studio di prodotti legati alla nutrizione dello sport. Molti atleti di altissimo livello di oggi e di ieri sembrerebbero gravitare intorno a questo laboratorio. Tra di loro i tennisti Lendl e Courier, gli atleti Marion Jones e il giocatore di baseball Barry Bonds.

Ad oggi, dopo la scoperta di questa nuova sostanza, sono oltre 550 i test effettuati sulle urine di molti sportivi di alta qualificazione; molti di questi sarebbero risultati positivi alla sostanza incriminata.

L’America sembra davvero averla presa sul serio: la settimana prossima a San Francisco il grand jury federale inizierà l’audizione di oltre 40 atleti. Come sempre, l’onda degli eventi d’oltre oceano travolgerà anche il vecchio continente… e forse qualcuno inizierà a preoccuparsi.

fonte: The Guardian

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