ANCORA DOPING, PRESA LA GAINES

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La sprinter Chryste Gaines, allenata dall'ucraino Remi Korchemny è risultata positiva al Modafinil, l'oramai famoso stimolante utilizzato nella terapia della narcolessia, riscontrato anche nel caso di doping di Kelly White e di Chris Phillips. Da rimarcare il fatto che l'allenatore in questione allena tutti questi atleti appena menzionati ed anche il velocista inglese Dwain Chambers risultato positivo al THG.

Istvan Gyluai, segretario generale della IAAF ha commentato con preoccupazione l'elemento comune tra gli atleti, andando a rafforzare l'ipotesi di alcuni giorni fa e cioè che questi casi di doping non siano fatti sporadici ma la punta di un iceberg rappresentato da un grande intreccio/cospirazione tra chimici, allenatori e atleti su vasta scala. Il problema è tanto più grave per via della scarsa forza normativa della IAAF che permette ma non definisce sanzioni contro chi assiste o invita alle pratiche dopanti.

In realtà, la vicenda del Modafinil, il cui nome commerciale è Provigil, non è molto chiara in quanto sembrerebbe che la sostanza rilevata dai test antidoping non è inserita nell'elenco delle sostanze dopanti. Il rilievo avrebbe quindi ragion d'essere solo perchè esiste una clausola del regolamento antidoping che dichiara “fuori legge” anche sostanze strettamente correlate ai farmarci vietati.

La Gaines, il cui agente è il mitico ostacolista Renaldo Nehemiah, è attualmente in silenzio stampa.
Wagner che a sua volta rappresenta la White si è detto stupito del fatto che la IAAF punisca atleti che hanno usato sostanze non espressamente vietate dal regolamento antidoping.

Come ultima nota dell'USADA, l'agenzia americana antidoping, si apprende che diversi altri atleti, al momento protetti da anonimato, sono risultati postivi al Modafinil nella ripetizione di alcuni test antidoping fatti sia ai Trials che in controlli a sorpresa.

fonte: Amy Shipley / Washington Post

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