STORIA DELLA FEDERAZIONE

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Nel febbraio del 1959 per le edizioni del Centro Pubbliche Relazioni s.r.l. di Milano vide la luce il n. 1 di una nuova rivista dedita allo sport a noi caro, che prese appunto il nome di “Atletica Leggera”.
Il primo direttore della rivista fu Francesco Migliori, redattore capo Fernando Gianoli al quale dal n. 11 (dic.59-genn.60) subentrò Giorgio Bonacina, un giornalista che fin dal primo numero iniziò a curare una rubrica “Gli uomini più veloci di tutti i tempi” (alla quale seguì quella dedicata alle donne) destinata a diventare un a “Storia delle corse di sprint dalle origini ai nostri giorni” che poi, nel finire degli anni ’70, fu pubblicata in un prezioso volumetto nella collana dei Pocket saggi della Longanesi sotto il titolo de “I più veloci – Gli atleti, le tecniche, i record nella storia delle corse di scatto”.
La rivista vide la luce nel periodo nel quale il nostro Paese di apprestava ad affrontare l’enorme sforzo organizzativo delle Olimpiadi 1960.
L’intendimento degli editori era quello di dare vita ad una pubblicazione – ed offrire in tal modo un loro contributo a quello sforzo – inserendo nel panorama della stampa sportiva italiana quello che mancava: una rivista specializzata dello sport base dei Giochi Olimpici.
I punti cardine dell’editoriale furono:
– necessità di creare nel nostro Paese, e non solo in vista delle Olimpiadi, una coscienza, e non soltanto una conoscenza, dell’atletica leggera;
– utilità di fornire al pubblico italiano una informazione e una documentazione agevole, ma non superficiale degli eventi atletici in Italia e nel mondo:
– offrire al numero sempre crescente degli atleti praticanti, una collaborazione che consenta loro di orientarsi nei problemi che quotidianamente toccano la loro attività, dal campo della alimentazione a quello della medicina, dalla fisiologia alla terapia, dalla puntualizzazione tecnica e stilistica al training.

Dal n. 32 del novembre 1961 Dante Merlo divenne il Condirettore della rivista per poi assumerne la direzione dal n. 34 del gennaio 1962.
La presenza di Dante Merlo, padre del Gianni che ora cura l’atletica leggera per la Gazzetta dello Sport, si fece sempre più importante fino a che egli divenne il Direttore Responsabile, mentre la direzione passò a Marco Cassani.
In quel momento la rivista vantava già un nutrito e qualificato gruppo di collaboratori che vado a citare in stretto ordine alfabetico: Gabre Gabric Calvesi, Alfredo Calligaris, Luciano Fracchia, Salvatore Massara, Luigi Mengoni, Roberto L. Quercetani, Luciano Serra, Gianfranco Sozzani, Elio Trifari e Carlo Venini.
A questi si aggiunse poi, siamo ormai nel 1968 (quasi a dieci anni di vita della rivista), un personaggio che già tanto aveva fatto parlare nel mondo dell’atletica per la eccezionalità delle sue iniziative nel campo della ricerca storico-statistica: Bruno Bonomelli.
I giovani cultori del nostro sport forse avranno appena sentito parlare di Bruno e forse non avranno neppure mai avuto la fortuna di sfogliare i suoi libretti di statistiche ne godere della lettura dei suoi articoli, dai quali emergeva prepotente, decisa e continua la sua posizione polemica nei confronti della F.I.D.A.L., dei suoi dirigenti e dei responsabili tecnici.
Bruno Bonomelli nacque a Brescia il 28 ottobre 1910 e in questa stessa città morì il 16 marzo 1993.
In gioventù praticò l’atletica come mezzofondista di medio valore e non disdegnò, come si usava all’epoca, occasionali uscite anche verso altre specialità.
Insegnante elementare, partecipò alla Guerra d’Africa del 1936 ed alle successive operazioni belliche fino al 1945. Prese parte attiva alla lotta di resistenza: arrestato a Piacenza, fu incarcerato a Verona ma riuscì a fuggire.
Nel 1948 a guerra finita si laureò in Economia e Commercio e prese il patentino di Segretario Comunale, incaricò che esercitò per alcuni anni in Piemonte.
Poi Bonomelli tornò all’insegnamento e fu professore nelle scuole di avviamento e nelle scuole medie della sua città
Nel 1951 si iscrisse all’albo dei giornalisti come pubblicista libero professionista e per 28 anni fu corrispondente de l’Unità, giornale sul quale scrisse di pugilato e, inutile a dirsi, di atletica leggera.
Intanto aveva iniziato ad effettuare le prime approfondite ricerche sulle origini del nostro sport in Italia e a stendere le liste e graduatorie stagionali a livello nazionale (le prime a contenere nome e cognome dell’atleta e soprattutto la data di nascita) dal primo dopoguerra (1948-1956) fino al 1957 quando dette alla luce il fondamentale libretto “A 60 anni dal primo Campionato Italiano Pedestre”.
Bruno Bonomelli, alla stregua col fiorentino Roberto L. Quercetani, può a ragion veduta essere considerato il pioniere in Italia di questo tipo di ricerche.
Non per niente, proprio insieme all’amico Quercetani, Bruno partecipò nell’agosto del 1950 a Bruxelles alla “storica” riunione dalla quale nacque l’A.T.F.S. (Association of Track & Field Statistician), organismo tuttora operante ed al quale mi onoro di appartenere.
Undici furono i soci fondatori, e fra questi due italiani: Bonomelli e Quercetani appunto.
Il 10 aprile 1965 a Verona, Bonomelli insieme al drappello di appassionati che si era andato sempre più ampliando, fondò l’A.I.S.A.L. (Associazione Italiana Storici-Statistici dell’Atletica Leggera.
Presidente onorario fu eletto Roberto Quercetani, mentre la carica di presidente andò a Giuseppe Panini di Modena (figurine) e quella di vicepresidente a Emanuele Carli (biografo di Adolfo Consolini). Consiglieri: Bonomelli, Massara, Serra e Sozzani.
Il sottoscritto, alle prime armi nel mondo dell’atletica, entrò nel novero dei soci ordinari insieme a nomi che poi, nei rispettivi campi di azione, troveranno in seguito un posto nella storia del nostro sport.
Cito ad esemplificazione: Enrico Arcelli, Luciano Barra, Alfredo Berra, Renato Canova, Edoardo Giorello, Stefano Jacomuzzi, Luigi Mengoni, Dante Merlo, Elio Trifari .
L’organismo nato con molto entusiasmo ebbe purtroppo breve vita, ma lasciò interessanti documentazioni quali ad esempio la ricostruzione storica dei Campionati Italiani Assoluti.
Nel 1994, ad un anno circa dalla morte di Bonomelli, il solito gruppo di “patiti”, fra i quali si distinsero Ottavio Castellini e Alberto Zanetti Lorenzetti, due allievi di Bruno, fondò l’A.S.A.I. – Archivio Storico dell’Atletica Italiana che venne intitolato a “Bruno Bonomelli”.
La sede sociale della A.S.A.I. si trova attualmente a Firenze presso il Centro Studi e Documentazione A.S.S.I. Giglio Rosso (tel. 055/688537). Ma questa è un’altra storia!
Dal n. 114 del dicembre 1968 la rivista “Atletica Leggera”, nell’imminenza della XXI Assemblea della F.I.D.A.L., pensò di fare cosa utile rievocando figure e momenti dei Congressi che si erano svolti agli inizi di quella che precipuamente era attività pedestre o podistica, cioè di corsa, e che poi, attraverso la sua evoluzione arrivò ad abbracciare i salti e i lanci per diventare quella pratica sportiva che va sotto il nome di atletica leggera.
La rubrica intitolata “Congressi pedestri – podistici – sport atletici – atletica leggera” venne affidata a Bruno Bonomelli.
Il sottoscritto, ritenendo di fare cosa utile ai più ed omaggio ad un grande maestro, ha pensato di riproporre a puntate i contenuti di questa rubrica ai visitatori del sito “AtleticaNet”.

fonte: GUSTAVO PALLICCA

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