STORIA DELLA FEDERAZIONE – 1

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1 – STORIA DELLA FEDERAZIONE di Bruno Bonomelli

Breve preambolo. Il 21 agosto 1873, per scommessa, il 26enne forlivese Achille Bargossi corre in meno di un’ora la distanza esistente fra “Porta Venezia” di Milano e il centro di Monza, distanziando un “legno a 4 cavalli” partito con lui.
La notizia viene riportata da quasi tutti i giornali della penisola. Bargossi muore a La Plata nel dicembre 1885; ma le imprese da lui compiute come corridore pedestre professionista “da strada”stimolano i giovani italiani a dedicarsi alle corse di lunga lena.
Dieci anni di attività pedestre in questa o quella città italiana convincono, soprattutto i giovanissimi, che è il momento di mettere su basi organizzate il movimento pedestre che finora si è svolto in modo spontaneo e senza ordine.
Lo svolgimento delle prime Olimpiadi moderne del 1896 ad Atene e soprattutto il risultato della Maratona suggestiona l’ambiente italiano.
La Gazzetta dello Sport del 14 dicembre 1896 pubblica una lettera del giovane 17enne Edgardo Longoni che auspica la fondazione di una Unione Pedestre Italiana.
I migliori corridori del momento sono Alfredo Nera, Arrigo Gamba, Giovanni Fumagalli.
Il primo è il vincitore della marcia-corsa del Corriere della Sera (20 ottobre 1895: 1140 arrivati); il secondo è “recordman” italiano dell’ora in pista (km. 15,425); il terzo è il sedicente “recordman” dell’ora su strada, con la inverosimile distanza di km. 18,016.

1897: nasce e muore l’Unione Pedestre Italiana milanese

Il primo Congresso della Unione Pedestre Italiana con sede in Milano ha luogo il 3-4 aprile 1897 nella redazione della Gazzetta dello Sport e affronta nel suo “statuto” il primo dilemma: dilettantismo o professionismo? Si decide che l’U.P.I.: “stante che le corse pedestri in Italia non saranno mai tali che i corridori possano da esse trarre vantaggio non crede necessario fare una distinzione fra professionisti e dilettanti”.
Il giornale concorrente della “Gazzetta”, che nonostante tratti di tutti gli sports si chiama ancora “Bicicletta”, contesta la validità del nuovo organismo, soprattutto perché i suoi dirigenti sono giovani dai 17 ai 22 anni. Conclude: “L’Unione perciò non può esistere che nella povera mente di coloro che intendono sfruttare il nostro sport per farsi della reclame”.
L’U.P.I. milanese morirà nell’agosto dello stesso anno 1897. Avevano aderito ad essa le seguenti società: Ricreatorio Laico Sciesa, Carlo Marx, La Celeste, Club Pedestre, Ippogrifo, Spartaco, Pro Milano, Pro Garibaldi, S. G. Mediolanum di Milano; Mercurio e Teseo di Torino; Pro Verona e Libertas di Verona; Eolo di Lecco; Club Pedestre di Genova; Sport Club di Savona; Unione Pro Sport di Alessandria.
Dirigenti eletti nel Congresso: Presidente, Ferruccio Trevisan (Marx), Consiglieri, E.C. Costamagna (Teseo), A.P. Martello (Spartaco), Maspero (Ippogrifo); Cassiere: G. Ferrario (La Celeste).
Il giorno successivo alla morte della U.P.I. di Milano un gruppetto di società torinesi composto da Atalanta (nuovo nome della Mercurio), Teseo, Libertas, Volontà e Valore (che diventa subito Audace) fonda la Unione Pedestre Torinese che indice subito il “Primo Grande Campionato Italiano Pedestre” e il “Primo Congresso Italiano” per domenica 31 ottobre 1897. A Torino, naturalmente.
L’iniziativa sostenuta da “La Bicicletta”, organo ufficiale della Unione Pedestre Torinese, che vi dedica ampio spazio. Anche “La Gazzetta dello Sport”, vista sfumare la sua iniziativa milanese, accetta il fatto compiuto.
Il I° Campionato ha un buon successo.
Trenta persone partecipano al Congresso, fra le quali il facente funzione di sindaco di Torino cav. dott. Tacconis. Si auspica la fondazione di una Unione Pedestre Italiana e si decide che la sede del II Congresso sia ancora Torino.
Ma nel 1898, mentre ha luogo regolarmente il secondo campionato italiano, cade nel nulla il secondo Congresso perché società “affigliate” (sic) non hanno inviato in tempo la loro adesione.
Il 1° aprile 1899 la Unione Pedestre Torinese si autoproclama Unione Pedestre Italiana.
Il 1° ottobre 1899 ha luogo a Torino il Congresso della nuova U.P.I.

Mario Luigi Mina, il fondatore dell'UPI Dice “La Gazzetta dello Sport” del 20.10.1899: “….Congresso serio e ordinato.Dopo alcune variazioni agli statuti…elezioni del nuovo Consiglio dell’U.P.I. che risulta così formato: Presidente, Mario Luigi Mina; Vicepresidenti: Vittorio Francioni e Carlo Roggero; Segretario: Giuseppe Maccagno; Cassiere: Andrea Nicola (Spartaco).
Anno 1900. Umberto I viene assassinato a Monza mentre si reca ad assistere ad una festa ginnastica. A Parigi, in luglio, II Giochi Olimpici. Ai 100 metri partecipa il milanese Umberto Colombo che arriva terzo nella terza batteria dopo Jarvis (10”4/5) e a 3 mt. da Rowley (11”1/5); Colombo si ritirerà nei 400 metri e uguale sorte toccherà all’altro milanese Emilio Baffi nei 1.500. Da notare che Jarvis e Rowley arriveranno primo e terzo nella finale.
L’U.P.I. non aveva trovato la forza finanziaria per mandare una propria rappresentanza a Parigi; Colombo e Banfi vi si erano recati a proprie spese.
Comunque nel 2° Congresso Podistico U.P.I. del 1900 (Torino, 9 settembre) si tirano le conclusioni di quattro anni di attività organizzata diretta dai torinesi, 50 le gare ufficiali; “mille soci affiliati rappresentanti tutti i sodalizi sportivi della penisola”.
Relazione finanziaria: entrate L. 646,95; uscite L. 609,90! La lira del 1900 valeva circa 600 lire attuali (1968, ndr).
Nelle elezioni avvengono alcuni cambiamenti; il dott. Mario Ostorero e il signor E. Chéne, corrispondente del “Velo” di Parigi, occupano i posti di vicepresidenti.

Bruno Bonomelli
Gustavo Pallicca

(a cura di Gustavo Pallicca, A.S.A.I. – Archivio Storico dell’Atletica Italiana – Bruno Bonomelli)

fonte: GUSTAVO PALLICCA

ALLEGATO: storia_federazione1.zip (167 Kb)

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