MEETING INTERNAZIONALE DI GENOVA: L’EUROPA TORNA IN LIGURIA

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L’atletica internazionale torna a Genova dopo un’assenza di un lustro e lo fa, in maniera dignitosa, grazie all’inserimento nel circuito internazionale “Europe Athletisme Promotion”, uno strumento per la promozione e la divulgazione dell’atletica realizzate anche attraverso lo scambio di atleti appartenenti ai club associati che operano nelle diverse nazioni.

Presenti quasi 200 atleti (a fronte di oltre 250 iscritti: Genova ha pagato un inatteso dazio anche alla neve caduta nella mattinata e nel pomeriggio di sabato sulle principali arterie di collegamento) a rappresentare una decina di nazioni, alcune gare di assoluto livello e dai contenuti agonistici veri, molte le prestazioni decorose.

Sul gradino più alto del podio trovano sovente collocazione le star d’oltre frontiera, ma alcuni azzurri hanno l’occasione di mettersi in buona evidenza.
La prova dai contenuti tecnici più elevati era sicuramente quella sui 60 ostacoli uomini e non ha tradito le attese. Le batterie lasciavano presagire una grande finale, con Mohammed SILLAH FRECKLETON (vincitore dei recenti campionati indoor inglesi) pronto a rispondere in 7.84 all’ottimo 7.81 realizzato dall’elvetico Ivan BITZI. Nella finale un urto sulla prima barriera toglieva di scena l’inglese (che la prossima settimana gareggerà ai Mondiali Indoor di Budapest) e dava via libera Bitzi, che, in 7.88, sopravanzava l’azzurro Mauro Rossi ed il belga Brootharerts.
Damien Broothaerts si rifaceva vincendo agevolmente i 200 in 21.56, sul ligure Francesco Cundò artefice di 21.78.

Doppietta belga su 60 e 400, due gare dove le assenze dell’ultima ora hanno indubbiamente influito sul risultato tecnico finale. Ne ha tratto giovamento Xavier Debaerdekmaker, impostosi con facilità in entrambe le competizioni, rispettivamente in 6.95 e 48.35. La gara di salto con l’asta ha registrato l’affermazione dell’inglese Tim Thomas, facile a 5.10 ma arenatosi a 5.25, mentre nel peso coglieva il successo il catalano Carlos Gerones con 16.95. Alle sue spalle in buona crescita il ligure Fabrizio Cavalleri, terzo con un pregevole 16.26.

Estremamente interessanti le due gare di mezzofondo maschile: la più breve, gli 800 vede l’affermazione in solitario di David Karonei, ventenne keniota che domina la scena chiudendo in 1.49.95. I 1500 registrano la folle corsa dell’austriaco Roland Waldner che imposta un ritmo da 3.40 e “salta” clamorosamente a un giro dal termine, offrendo spazio alla rimonta ed all’affermazione di Paolo Caruana sul ceco Petr Hubacek.

Due belle vittorie italiane in campo femminile: quella della fresca campionessa d’Italia dei 60 ostacoli, Micol Cattaneo (impostasi in 8.40, con il “monumento” svizzero, classe 65, Monica Pellegrinelli in grado di chiudere al 3° posto in un comunque valido 8.58, alle spalle di Flavia Arcioni, 8.55) e quella di Elena Sordelli, impostasi sui 60 piani in 7.53 (7.49 in batteria).
Facile affermazione nel lungo per la ventiduenne Zuzana Bicikova (Rep. Ceca) con una miglior misura di 5.88, mentre la scozzese Jenny Ward si impone agevolmente in 2.07.63 in un 800 che vede approdare all’argento Anna Chiara Spigarolo, classe 85 e un’eredità pesante… quella della mamma, Gabriella Dorio.
Spazio anche per citare un bel 200 che ha visto una delle promesse dell’atletica europea, la diciottenne belga Olivia Borlèe, imporsi in un buon 24.07 ad una volitiva Manuela Grillo, seconda in 24.18, crono che eguaglia il suo primato personale.

All’interno della manifestazione internazionale, spazi importanti per la promozione giovanile (con gare rivolte sia alle categorie federali ragazzi e cadetti che alle rappresentative scolastiche) e, soprattutto, anche per gli atleti diversamente abili. Questa iniziativa, inserita nel circuito “Insieme nello sport” e patrocinata dalle federazioni FISD e SOI, ha consentito ad oltre 30 atleti disabili di confrontarsi nelle gare di lancio del peso, lancio della clava, 60 e 200 piani in un contesto per molti di loro inusuale: non relagati in spazi appositi e marginali, ma inseriti nel palinsesto della manifestazione. Una integrazione condivisa da molti e che rappresenta indubbiamente un importante segnale di apertura ed integrazione.

In conclusione una manifestazione interessante, con molti spunti stimolanti e, ovviamente, apportatrice di molte indicazioni nell’ottica di una seconda edizione che si auspica per il prossimo anno.
Con l’obiettivo di scegliere una data migliore (il 28 febbraio non ha indubbiamente favorito la partecipazione di alcuni grossi calibri), di rinforzare ulteriormente i contatti con le altre realtà all’interno del Circuito EAP, di lavorare per acquisire per tempo le indispensabili risorse economiche (quest’edizione ha pesato quasi interamente sulle spalle del Comitato Regionale Ligure Fidal sostenuto unicamente dalla Regione Liguria, dalla Provincia di Genova e dal Comune di Genova, mentre le sponsorizzazioni private, fatto salvo per l’Hotel San Biagio, purtroppo sono state limitatissime).

Ma anche una speranza: che la manifestazione non coincida nuovamente con una nevicata eccezionale che ha messo in ginocchio ampie zone del centro e nord Italia, impedendo l’afflusso al palasport genovese di un notevole numero di atleti che avrebbero certamente garantito una ulteriore crescita dello spessore tecnico dell’evento.

fonte: Giorgio Ferrando

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