MEMORIAL DELLA VALLE A PAVIA, BENE FIONA MAY E MATTEI

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Nonostante il tentativo di un nuvolone temporalesco di rovinare la giornata, il cast di stelle di scena a Pavia non ha tradito le attese; trascinati dalla irriverente speaker, la ex 400ista azzurra Carla Barbarino e dalla musica, ci sono state grandi prestazioni tecniche: ben 6 oltre i 1000 punti (la 7^ 997 punti).

Di grande spessore il martello e il disco maschili, con la vittoria di Lingua (primato personale in 75,67) e di Cristiano Andrei con 61,08 su Diego Fortuna
in 60,80 nonostante la pedana allagata. Marco Lingua poi ha fatto uno show dei suoi, improvvisandosi cantante: l'atletica ha biogno di personaggi come lui, con una simpatia trascinante.

100 metri. Luciano Mazzilli ha incantato la platea con un 10.59 che ha immenso valore in una giornata meteorologicamente pessima nel momento della sua gara.
400 metri. L'atleta di casa (pavese e tesserato per la 100 Torri) Stefano Aguzzi ha corso in 47″58 alle spalle di Pirovano e soprattutto di un impressionante Eugenio Mattei: 46″65 non spingendo gli ultimi 10 metri. I 400 sono stati corsi nel momento peggiore come meteo (appena smesso il forte temporale e freddo).

Quando il sole è ritornato ad illuminare il campo di gara si sono viste ncora buone cose. Lungo donne. La stupenda Fiona May, con una rincorsa incompleta di soli 12 appoggi, ha centrato un bel 6,49 metri alla prima prova, mostrando la sua solita grinta in occasione degli altri salti comunque di buon livello.
Nel lungo uomini, vittoria di Alessio Rimoldi in 7,58.

2000 uomini. Il redivivo Genny di Napoli ha sfoggiato una buona condizione vincendo in 5'16″75 su Lazzari 5'17″ e Giuseppe Maffei 5'18″.
Alto. Nicola Ciotti ha saltato in solitaria 2,20: purtroppo il tentativo di caricarsi con la sua canzone preferita non è servito per andare oltre, in una gara orfana del gemello e avversario Giulio (ammalato).

Asta. L'attesissimo Gibilisco ha saltato solo 5,40, penalizzato da una gara priva di stimoli per lui (solo 3 concorrenti non all'altezza) dall'infelice collocazione della pedana, lontano dalla tribuna e non ultimo dall'orario di gara, quando una parte del pubblico se ne era già andata. Poi fuori gara ha raggiunto i 5,60.

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