STORIA DELLA FEDERAZIONE – 8

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Abbiamo lasciato, nel numero scorso, i delegati che discutono a Firenze il 12 dicembre 1926 nella sala dei 200 di Palazzo Vecchio, in occasione del XXII Congresso della F.I.S.A. Furono adottate,oltre al cambiamento della denominazione da F.I.S.A. a F.I.D.A.L. e la designazione della sede di Genova per il nuovo Congresso, le seguenti decisioni:
– diritto di voto alle società che pur non organizzando manifestazioni hanno tra loro soci tesserati;
– i passaggi di categoria degli atleti avverranno ogni semestre con comunicato federale e non subito dopo che gli atleti stessi hanno superato i limiti previsti dall’apposita tabella;
– l’atleta che al termine della stagione comunica la sua decisione di cambiare società, dovrà indicare anche il nome della nuova società per cui intende tesserarsi;
– è ammesso l’uso della cinematografia per il controllo degli ordini d’arrivo.

Giova sottolineare, a proposito del primo punto che oggi (si parla del 1969) i voti alle società vengono assegnati solamente in base all’attività agonistica, condensata nelle famose liste dei “primi cento”. Concetto indubbiamente valido, ma che non dovrebbe essere il solo nel contribuire alla formulazione del giudizio intorno all’importanza che una società ha nel favorire il progresso atletico. Quante gare hanno organizzato nel 1968 le Fiamme Gialle, i Carabinieri, la Pro Patria? Poche o punto. Di contro sta il fatto che nessun peso hanno oggi nel concerto federale società che pure da trentenni organizzano manifestazioni la cui importanza travalica i confini italiani. Vedi l’U.S. S.Vittorese e la sua “5 Mulini”. Il punto c) è anch’esso interessante perché ci segnala che la F.I.S.A. non aveva ancora accettato il principio delle liste di trasferimento, preso in seguito a prestito dal calcio professionistico.

Il C.D. durerà in carica per il quadriennio olimpico

Ma la decisione di gran lunga più importante fu quella di portare a quattro anni la durata dei Consigli Direttivi, e la conseguente riconferma del Presidente Buriani e del C.D. eletti a Roma nel XXI Congresso del 5-6 dicembre 1925.
Purtroppo le cronache che abbiamo potuto consultare non indicano i nomi di colui o di coloro che formularono la proposta. Inutile aggiungere che il quadriennio doveva corrispondere a quella della Olimpiade. E pensare che c’è della gente oggi che si affanna a scrivere che il barone De Coubertin conta relativamente poco nel divenire dello sport mondiale.
Così annota Erardo Mandrioli, sempre attento cronista e commentatore, nella Gazzetta dello Sport del 13 dicembre 1926: “Il fatto di rimanere in carica fino al 1928 riverserà sul consiglio stesso tutto l’onore e i meriti oltre che l’eventuale responsabilità della preparazione per Amsterdam”.
Per sanare il bilancio della F.I.S.A. il Conte Revedin, commissario straordinario, rinuncia ai suoi crediti; il comm. Buriani, presidente, elargisce diverse migliaia di lire.
Di conseguenza la situazione finanziaria della F.I.S.A. al 31 dicembre 1925 presentava un attivo di £. 1.345,90; al 30 novembre 1926 un attivo di oltre £. 9.000

Il discorso di Augusto Turati a Milano


Il 22 dicembre 1926 il “sereno spirito del duce” elabora il Parlamento Corporativo. Il 27 dicembre 1926 sempre il Duce costituisce il Tribunale Speciale. Il 29 dicembre 1926 si annuncia che dal 1° gennaio verrà applicato il nuovo statuto del Partito Nazionale Fascista. La prima seduta del Gran Partito Fascista ha luogo alle ore 22 del 6 gennaio 1927.
A Milano il 13 febbraio 1927 il bresciano Augusto Turati in quel momento segretario del P.N.F. pronuncia un discorso di cui ecco i punti principali.
Il partito deve dare al regime la classe dirigente…fin dal 1923 il Duce aveva richiesto che il Partito fornisse camice nere cui affidare gli organi più delicati della politica statale. Ma la classe dirigente non è solo fatta da questi uomini che hanno i più alti gradi e le più delicate funzioni….Il Partito deve controllare la preparazione della gioventù universitaria….il problema culturale, nel quale si cominciano a dare segno di sbandamento e conformismo…la disciplina del mondo sportivo che deve dare all’Italia la generazione che noi sognamo, pronta fisicamente e moralmente per vincere nelle grandi competizioni internazionali…..il dopolavoro…le opere di assistenza…l’educazione della donna….la fascistizzazione completa della scuola…la disciplina e cura dei dipendenti dei pubblici servizi…..il pubblico impiego”.

Tutto il potere al fascismo

Le conclusioni del fascista bresciano sono ovvie. Alla fine egli proclama: “Tutto il potere a tutto il fascismo”.
Ci siamo voluti di proposito dilungare sul discorso di Turati perché molti ritengono che pur nella sua bramosia di potere il fascismo abbia rispettato i competenti sportivi che, tirando la carretta e senza nessun appoggio delle autorità costituite, avevano condotto lo sport italiano alla grande affermazione di Anversa. Ogni tanto si legge sui giornali sportivi di oggi che “lo sport deve essere lasciato agli sportivi”; e che ogni inframmettenza politica nelle sue organizzazioni sarebbe dannosa. La verità è che gli ispiratori di questo “slogan” sono proprio coloro che nel 1927 spazzarono via i migliori dirigenti democratici.
Un paio di giorni prima del discorso di Milano l’on. Lando Ferretti aveva diretto proprio a Turati un buffo telegramma: “Sono lieto e fiero comunicarvi che con l’adesione dell’Aereo Club d’Italia,tutte le forze sportive sono ormai saldamente inquadrate nel Comitato Olimpico Nazionale. Trattasi di un grande esercito temprato nel corpo e nella volontà che comprende 35 federazioni, quasi 5000 società,oltre un milione di giovani che intendono la tessera come viatico a tutte le prove più audaci. Ora questo esercito chiede di marciare secondo il ritmo nuovo di vita che il Duce ha dato alla Nazione, mentre innalza tra le Alpi e il Mare il suo Alalà di Fede e di Vittoria”.
La concezione che il Ferretti e il suo “duce” hanno dello sport è quella contenuta a pagina 89 del libro del primo “Lo Sport”, edito nel 1949 da l’Arnia. “Politico – e solo politico! – Mussolini vide, anche nello sport, e apprezzò il lato politico. Per essere più precisi: la sua funzione politico-sociale.
All’interno lo sport era –ed è- nemico della lotta di classe….Inoltre costituisce coi suoi spettacoli il diversivo migliore per la gioventù, altrimenti convogliata verso attività di partiti politici…..Nel pensiero mussoliniano, la preparazione dei giovani alla vita è concepita anche e specialmente con finalità militari”.

Nuovi criteri per la nomina delle cariche sportive

Il 26 febbraio 1927 giornali politici e sportivi danno notizia dei nuovi sistemi di….elezione alle cariche sportive.
“Il Presidente del C.O.N.I. sarà nominato dal Capo del Governo, su proposta del Segretario Generale del P.N.F…..I Presidenti delle Federazioni saranno nominati dal Segretario generale del P.N.F. su proposta del Presidente del C.O.N.I. Il Presidente attuale del C.O.N.I. e delle diverse Federazioni rimarranno per il momento in carica per la normale amministrazione fino a che le nuove nomine non saranno pubblicate sul Foglio d’Ordini”. I giornali aggiungevano che naturalmente si trattava di una formalità.
Il Comm. Buriani, però, aveva già precedentemente intuito che i suoi giorni erano contati, anche se il Congresso aveva stabilito che sarebbe rimasto alla Presidenza della F.I.S.A. (ora F.I.D.A.L.) fino alla fine del 1928.

Verso il 20 dicembre 1926 l’on.le Leandro Arpinati, vicepresidente della F.I.S.A.-F.I.D.A.L., e quindi in un certo senso subordinato al Presidente Buriani, viene nominato Podestà di Bologna. Subito la Giunta Esecutiva della F.I.S.A. gli invia un entusiastico telegramma di congratulazioni. Si noti che Buriani e Arpinati sono entrambi di Bologna; e che quindi la dignità di un onorevole e podestà per giunta non poteva sopportare di essere secondo in qualsiasi cosa a nessun altro concittadino.
Per indorare la pillola a Buriani verso i primi di marzo del 1927 i giornali più paludati della penisola propongono e discutono se sia il caso di fondere F.I.D.A.L. e F.I.G.C.; cioè l’atletica con il calcio, sull’esempio, si dice, della vicina Svizzera. E’ veramente strano che tanti altri sport desiderino la fusione con l’atletica. Aveva cominciato la Federazione di Atletica Pesante nel 1917, seguita poi dalla Federginnastica nel 1925.

Arpinati asso piglia tutto

Il disegno della fusione si rivelerà alla fine un pretesto. Basta leggere quanto recita il Foglio d’Ordini del P.N.F. uscito sabato 19 marz0 1927. Dopo la ratifica delle nomine dei membri presidenza del C.O.N.I. Sironi e Tonetti (vicepresidenti), Corbari (segretario generale), Mario Ferretti (tesoriere) vi è l’elenco dei presidenti delle federazioni sportive, nominati dal “Capo del Governo” su proposta del Segretario Generale del P.N.F.: Federazione Italiana gioco del calcio on. Leandro Arpinati; Federazione Italiana di atletica leggera on. Leandro Arpinati.
Queste le prime dichiarazioni dei responsabili del nuovo inquadramento dello sport italiano dopo l’emanazione della “Carta Statutaria del C.O.N.I.”:
On. Augusto Turati, segretario generale del P.N.F.:…”la data è vicina (n.d.A. Olimpiadi di Amsterdam), ma si dovrà fare in un anno quello che non si è fatto in un secolo….” (Roma, 25 febbraio 1927).

On. Lando Ferretti, presidente del C.O.N.I.: ….”dispongo che per il 23 marzo, annuale della fondazione dei Fasci, ogni vessillo di Federazione Sportiva, porti l’emblema del Littorio” (Roma, 6 marzo 1927). On. Leandro Arpinati, presidente della F.I.D.A.L. e F.I.G.C. pronuncia un proclama rivolto ai goliardi che si apprestano a partecipare ai campionati mondiali universitari previsti a Roma il 21 agosto (Roma, 20 aprile 1927).
Inutile qui ricordare che ad Amsterdam Poggioli fu 4° nel lancio del martello, in età di 40 anni; sesto fu Facelli nei 400 ad ostacoli; sesto il quartetto della 100×4 femminile, composto da Bonfanti, Vivenza, Moraschi, Palazzo. La peggior Olimpiade italiana di tutti i tempi!
Dal comm. Buriani nessuna dichiarazione. La sede della F.I.D.A.L. per il momento rimase a Bologna.

fonte: A.S.A.I. – Archivio Storico dell’Atletica Italiana “Bruno Bonomelli”

ALLEGATO: ANet_news_Le_foto_dei_personaggi_citati_5.5.2004.zip (158 Kb)

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