INTERVISTA ESCLUSIVA A BEPPE MAFFEI E ANDREA LONGO

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Sulle Olimpiadi…Beppe Maffei

Ecco le impressioni di Beppe Maffei ritratto con Longo e Kipketer nel raduno di St Moritz.

Dopo due stagioni trascorse tra infortuni vari, finalmente il 2004 sembra essere per me l’anno del ritorno a buoni livelli. Indicativi sono stati i risultati ottenuti sin ora, partendo dall’ 8’35’’ di Napoli e dalla successiva prestazione in Coppa Europa in 8’27’’ (3° cl.).

Al Golden Gala ho avuto la prima reale possibilità di tentare il minimo olimpico (A) di 8’24’’60 imposto dalla IAAF o di 8’18’’00 consigliato dalla FIDAL. Occorre tener presente che alla data odierna solo 2 atleti bianchi al mondo sono scesi sotto gli 8’18’’00!
L’obiettivo è stato parzialmente centrato, con 8’23’’48 in una gara difficile considerate le condizioni di caldo afoso ed i ritmi imposti dagli atleti del Kenya.
Inoltre, la serie di impegni agonistici che ha preceduto la prova di Roma (Finale CDS compresa) non mi ha consentito di finalizzare il Golden Gala come avrei voluto.

L’obiettivo Atene rimane per me prioritario, al punto che sto effettuando la preparazione in altura (St. Moritz 1780 m s.l.m.) già da diverso tempo, per tentare di raggiungere uno stato di forma che mi consenta di essere molto competitivo qualora la Federazione decida di darmi fiducia.
In caso contrario ho in programma di correre altre siepi nei meeting di fine Luglio, il 23 Parigi o il 27 Stoccolma, non escludendo la prova del 2 Agosto a Linz, tentando in quelle sedi di limare di qualche secondo il mio primato stagionale e ripartire alla grande l’anno prossimo.

Il mezzofondo italiano…Beppe Maffei

Il mezzofondo italiano è in crisi da oramai molti anni. Questo mi sembra un dato di fatto.
Vorrei però richiamare la vostra attenzione sulle graduatorie nazionali all-time per farvi notare che nelle prime dieci posizioni sono presenti molti “giovani atleti” con crono interessantissimi. Sto parlando ad esempio di Zanon, Longo, Obrist, Pegoretti, Berradi, Di Pardo, Vicari, Vincenti ed altri. Io credo che rispetto al passato sia il contesto ad essere cambiato significativamente. La concorrenza si è fatta molto più agguerrita, e le risorse a disposizione, non ultime quelle finanziarie sono diminuite drasticamente rendendo tutto più difficile, dalla preparazione alle cure mediche per uscire da eventuali acciacchi. Il pubblico è esigente con i “campioni”, ma raramente cosciente delle peripezie che di questi tempi ognuno di noi è costretto a fare diariamente per mettersi in pista e battersi al meglio.

La soluzione al problema non è semplice. Io consiglierei di concentrarsi per qualche anno sulla base, sulle giovani leve, individuando e potenziando al massimo quelle aree d’Italia dove sono presenti quelle realtà e quelle persone che riescono ad attirare e far crescere talenti e non. Come esempio posso portarvi la Valceresio, nella Provincia di Varese, dove in 4 paesini di una piccola valle un allenatore motivato e capace come Silvano Danzi è riuscito a creare un movimento unico in Lombardia e forse in Italia, con una moltitudine di atleti e qualche ragazzo veramente di buone speranze. Sono questi Case History che dovremmo “studiare” e sostenere per tentare di rinascere.

Altro punto da non sottovalutare è il rapporto con i media, la scarsa attenzione che televisione, radio, giornali e internet, danno all’Atletica (in Italia…), influenzando inevitabilmente le scelte delle giovani leve. Occorrerebbero decisioni radicali e prese di posizione rispetto a questi soggetti che allo stato dell’arte stanno danneggiano il nostro sport e non solo, dando spazio illimitato ed incondizionato al calcio dei fallimenti (L’Italia Calcistica non vince nulla da moltissimi anni…) o al mondo poco pulito del Ciclismo.

Sul futuro dell’atletica in senso lato, non sono affatto pessimista. Le mie speranze risiedono nella forza e nella diversità dei paesi emergenti come Polonia e Cina per dirne alcuni, paesi che tra qualche anno dovranno prendere in mano le redini dell’atletica mondiale che fino ad ora hanno “utilizzato” e non “creato”. Se ci saranno nuove risorse e nuove spinte innovative per l’atletica dobbiamo aspettarcele proprio da queste popolazioni e dalla tanto contestata globalizzazione che volenti o nolenti costringerà i responsabili dei media italiani a ripensare i palinsesti per allinearsi con l’offerta più ampia che proviene dalle altre nazioni e che, fortunatamente per noi, considera il nostro sport come uno dei più importanti, concedendo spazi e risorse notevoli.

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Sulle Olimpiadi…Andrea Longo

È la seconda Olimpiade alla quale partecipo e spero di aver acquisito quella sicurezza e tranquillità che mi permetterà di poterla affrontare serenamente. In questi anni ho potuto capire che, a parità di condizione fisica, la tranquillità rappresenta l’arma vincente che ti consente di ottenere il massimo dei risultati possibili. Ad ogni modo sono convinto che quando avrò dato il meglio di me sarò in ogni caso soddisfatto.

Detto questo, vivere l’esperienza olimpica rimane il sogno di una vita per qualsiasi atleta e non, ed il poter partecipare ai Giochi Olimpici anche quest’anno, rappresenta per me un avvenimento davvero sentito.

Per quel che riguarda le gare che ho corso fin ora, sono riuscito ancora ad emozionarmi correndo la tappa della Golden League di Roma, spalla a spalla con i migliori atleti del mondo, supportato da un tifo paragonabile a quello calcistico. È davvero bello quando in Italia si assiste sia come atleta, sia come spettatore a meeting dove il nostro sport è valorizzato e seguito come succedeva negli anni passati…!

In questo momento mi trovo a St. Moritz ad effettuare uno stage di allenamento assistito da il mio fisioterapista e compagno di allenamenti Gianluca Ruzza. Quando riesco a stargli dietro, esco a correre il lungo anche con Beppe Maffei, amico e compagno di tante avventure tra cui quella olimpica di Sydney.

La prossima tappa di avvicinamento ad Atene sarà il meeting di Zurigo, nel quale conto di segnare una prestazione di rilievo per poter arrivare a metà Agosto al 100% della condizione.

Il mezzofondo italiano…Andrea Longo

È vero che l’atletica in Italia sta morendo, ma sta morendo non per colpa dei pochi praticanti rimasti, ma per demerito di questo sistema che non dà la giusta visibilità ad atleti ed appuntamenti sportivi. Così facendo, risulta difficile se non impossibile, avvicinare nuovi giovani ad uno sport così affascinate come il nostro.

Ben diverso è invece quello che succede fuori dai confini nazionali. I tantissimi meeting ed i campionati nazionali sono sempre trasmessi in diretta sulle reti principali, dando la possibilità ai giovani di osservare, conoscere e poter scegliere se identificarsi nel campione di turno ed iniziare a praticare l’atletica leggera cercando di emularlo. Solo per fare un esempio, ai campionati nazionali tedeschi, trasmessi in diretta proprio in questi giorni, erano presenti trentacinquemila spettatori! In Italia questi numeri si riescono difficilmente a raggiungere solo in occasione del Golden Gala.

Pur non essendo un buon momento per l’atletica nazionale, intravedo comunque qualche giovane talento che, se saprà gestirsi al meglio nel corso degli anni, potrebbe rappresentare il futuro per la mia specialità.

fonte: Beppe Maffei / Andrea Longo

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