MONDIALI DI GROSSETO: E’ MANCATA SOLO LA CILIEGINA

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Parlare di successo è dire poco, questi mondiali Juniores sono stati davvero belli, ricchi di risultati e ben organizzati. Se proprio vogliamo trovare un neo, possiamo dire che non c'è stata la ciliegina sulla torta; se la sono mangiata i giudici del lungo nel pasticcio con la futura medaglia d'oro, Andrew Howe. Per il resto tutto è andato davvero bene. Non è bastato il record di nazioni o la città di dimensioni “umane” per mandare in crisi l'organizzazione, tutto è filato liscio e i risultati hanno consacrato questa edizione come la più bella realizzata fino ad ora.
Non è mia intenzione elencare numeri e record, perchè nei giorni scorsi ne abbiamo fatto indigestione. Però una riflessione che ho fatto tra me e me durante questo mondiale, la voglio condividere.

Perchè questi mondiali sono andati così bene? Fortuna? Tempo buono? No, non direi proprio. Tutto è andato bene per 3 motivi fondamentali: progettazione e programmazione di alto livello, un sacco di lavoro e determinazione e ovviamente il denaro. Il merito va alla macchina organizzativa ma prima di tutti, va ad Alfio Giomi il vero motore di questa fuori serie. A lui vanno riconosciute indubbie capacità dirigenziali e manageriali, ha saputo intessere rapporti con le pubbliche amministrazioni come anche con i parteners commerciali. Il tutto senza dimenticare l'essenza vera di questi campionati e cioè le gare. Non è una sviolinata a Giomi ma il legittimo riconoscimento ad una persona che, con i fatti ha dimostrato di saper progettare, saper fare e saper far fare.

Ora viene il dopo. Molti sostenitori della vecchia dirigenza indicano Giomi come l'uomo del dopo Gola, colui che si accollerà la croce di un gruppo agonizzante, colui che avrà spalle e palle per opporsi ad un vincitore annunciato come Franco Arese. Ce la farà, non ce la farà? Non ci è dato saperlo, in un sistema elettorale così anomalo e sommerso può succedere di tutto. Viene però da domandarsi se Giomi si candiderà. Di certo glielo avranno chiesto, ma non è detto che accetti. Con questa manifestazione la sua figura ha preso forza a livello internazionale mentre al nostro interno è comunque un “uomo di Gola” (o viceversa?). Questo potrebbe significare che mentre all'estero l'Alfio nazionale ha meriti e sostenitori personali, all'interno ha oppositori e nemici che non gli riconoscono tanto i demeriti personali quanto “fanghilie varie” provenienti dagli anni vissuti nella “palude” che il Generale Gola ha creato per i suoi amici.

E' indubbio che Giomi sia un elemento prezioso per la nostra atletica, abbiamo poche risorse, non credo che ci possiamo permettere il lusso di non valorizzarle; di contro vederlo nel ruolo di presidente non mi piacerebbe molto. Sono convinto che un ruolo operativo e di supporto ad una faccia nuova dell'atletica sia la migliore collocazione per una figura come la sua.

…rimane un ultimo dubbio: ma ci sono ancora facce nuove nell'atletica?

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