1894 – IL CONGRESSO DELLA SORBONA E LA RINASCITA DEI GIOCHI OLIMPICI

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I moderni Giochi Olimpici furono fatti rivivere da un francese, Pierre Frédy, Barone di Coubertin.
Numerosi tentativi di ripresa, di solito di natura locale o nazionale, erano stati messi in atto nel 19° secolo, ma Coubertin per primo affrontò pubblicamente l'idea di una ripresa nel corso di un congresso sportivo indetto a Parigi il 25 novembre 1892, che celebrava il 5° anniversario della fondazione della Unione delle Società Francesi degli Sports Atletici (USFSA).
Egli ricevette scarso consenso o sostegno per questa idea, ma finì il discorso con una delle sue famose affermazioni: “Lasciateci esportare canottieri, corridori e spadaccini; nel futuro c'è il libero commercio , e un giorno, quando, caduti i muri della vecchia Europa, esso sarà introdotto, la causa della pace avrà ricevuto una nuova e forte stabilità.
Questo è abbastanza per incoraggiare i vostri funzionari a sognare ora sulla seconda parte del suo programma; egli spera che tu voglia aiutarlo come hai fatto finora, e che insieme a te egli sarà capace di continuare e di completare, su una base soddisfatta dalle condizioni della vita moderna, questo grandioso e salutare lavoro, la rinascita dei Giochi Olimpici.”

Coubertin scrisse che egli ricevette una gelida accoglienza, “Naturalmente io ho previsto ogni eventualità, eccetto quello che di fatto è accaduto. Opposizione? Obiezioni, ironia? Oppure pari indifferenza? Niente affatto! Ognuno applaude, ognuno approva, ognuno mi augura un grande successo, ma nessuno che abbia realmente capito. Fu un periodo, quello che stava per iniziare, di totale, assoluta mancanza di comprensione.
“E ci fu da resistere per molto tempo”
Ma egli macchinò nella sua mente, non rinunciando all'idea. Egli annotò: “L'inverno del 1892-1893 passò senza che l'idea causasse qualche sensazione fra il grande pubblico. Io decisi di sostenere l'idea di un Congresso, ma di usare un piccolo inganno. Poco professionale, una straordinaria mummia che può essere presentata come un modello della moderna arte della imbalsamazione.
Mezzo secolo è passato senza l'apparenza di aver sofferto in alcun modo dall'incessante manipolazione al quale è stata sottoposta. Essa è sembrata intatta. Nessuno di noi si aspettava che avrebbe resistito così a lungo.”

Coubertin lavorò negli Stati Uniti nell'autunno del 1893, contando di trovare sostegni per la sua idea olimpica.Egli trovò un'anima gemella nel Prof. William Milligan Sloane, un professore di storia dell'Università di Princeton, ma a parte ciò ricevette un sostegno popolare modesto. Egli utilizzò il viaggio anche per studiare i sistemi di educazione americana e, in particolare, le organizzazioni sportive.
Subito dopo il suo ritorno in Francia egli cominciò ad organizzare un altro congresso sportivo, da tenersi questa volta nel 1894.
Adolphe de Palissaux aveva precedentemente suggerito una conferenza sul dilettantismo, ed un programma preliminare era stato approvato dai funzionari dell'unione il 1° agosto del 1893.
Coubertin redasse una circolare con la quale annunciava che un congresso era stato indetto dal 16 al 24 giugno 1894. La circolare conteneva una lista di funzionari per il congresso ed un programma in dieci punti presentato in modo chiaro per discutere dei vari problemi del dilettantismo.
Gli ultimi punti per la discussione nel programma proposto apparvero con il sottotitolo, “Giochi Olimpici” con il seguente testo:
VIII. Possibilità di restaurare i Giochi Olimpici. Vantaggi dall'atletica, punti di vista morali ed internazionali. A quali condizioni essi possono essere restaurati?
IX. Condizioni da essere imposte ai concorrenti – Sports rappresentati – Organizzazione materiale, periodicità, etc.
X: Nomina di un Comitato Internazionale al quale affidare la restaurazione.

Mandell, MacAloon e Lyberg dichiarano che i punti 8 e 10 furono inclusi nel programma prima del Congresso della Sorbona.
Comunque, il Prof. David Young disapprovò, dichiarando che il programma che era stato inviato prima del Congresso conteneva solo e soltanto il punto VIII, e che gli ultimi due punti furono aggiunti solo dopo il Congresso e pubblicati nel primo “Bollettino del Comitato Internazionale dei Giochi Olimpici”.
Ma “Tidning för Idrott” del 26 aprile 1894 elencò l'intero programma ed incluse i punti IX e X.
In gennaio del 1894, Coubertin inviò la circolare a tutti i clubs atletici all'estero dei quali egli aveva l'indirizzo. Il testo dell'invito recitava (traduzione di MacAloon):
“Abbiamo l'onore di inviarvi il programma del Congresso Internazionale che si terrà a Parigi il 17 giugno prossimo, sotto gli auspici dell'Unione delle Società Francesi degli Sports Atletici. Il suo scopo è duplice.
Sopra tutto esso è necessario per preservare il nobile e cavalleresco carattere che ha distinto l'atletica del passato, nel senso che essa può continuare effettivamente a giocare la stessa mirabile parte nella educazione del mondo moderno secondo gli scopi fissati a lei dai maestri greci.
L'imperfezione umana tende sempre a trasformare l'atleta olimpico in un gladiatore del circo. Noi dobbiamo scegliere tra due formule atletiche che non sono compatibili. Allo scopo di difendere loro stesse contro lo spirito del guadagno e dal professionismo che minaccia di invadere le loro fila, i dilettanti nella maggior parte dei paesi hanno inspirato complicate regole piene di compromessi e di contradizioni; per di più, troppo frequentemente rispettate alla lettera piuttosto che nel loro spirito.
La riforma è imperativa, e prima di essere intrapresa essa deve essere discussa.
La questione che è stata posta nell'agenda del Congresso riferisce di questi compromessi e delle contraddizioni nei regolamenti del dilettante.
La proposta menzionata nell'ultimo paragrafo metterebbe un efficace sigillo sopra l' accordo internazionale che noi stiamo fino ad ora cercando non di ratificare, ma semplicemente di preparare.
La rinascita dei Giochi Olimpici sulle basi ed alle condizioni adeguate alle esigenze della vita moderna, porterebbe le rappresentative delle nazioni del mondo ad incontrarsi faccia a faccia ogni quattro anni, e si può credere che le loro pacifiche e cavalleresche competizioni costituiranno il meglio dell'internazionalismo.
Nel prendere l'iniziativa che può avere risultati di così vasta portata l'Unione non ha cercato di usurpare una posizione di preminenza che non appartiene ad alcun paese e ad alcun club nella repubblica dei muscoli.
Io penso solamente che la chiarezza dei suoi principi e il suo atteggiamento, insieme con l'alta amicizia tutti e due in Francia e all'estero sopra del quale esso è orgoglioso di se stesso, lo giustifica dando il segnale per un movimento di riforma la necessità del quale è andata diventando ogni giorno più evidente.
Questo viene fatto nell'interesse generale e senza alcun motivo nascosto o ambizioni indegne.

Coubertin ricevette un solido sostegno dall'interno della Francia ma a parte ciò ebbe vaghe risposte. Egli non ricevette alcuna risposta dalla Svizzera e dall'Olanda. Le sue relazioni con le organizzazioni sportive tedesche erano tese al massimo.
Le società tedesche Turner erano i gruppi sportivi meglio organizzati al mondo, ma la loro filosofia sulla educazione fisica era diversa dall'atteggiamento cosmopolita ed elitario abbracciato dagli inglesi, che vedeva Coubertin favorevole.
Coubertin contattò l'addetto militare tedesco in Parigi, Colonnello Ernst von Schwartzkoppen. Dopo la sua ultima raccomandazione, per due volte furono mandati inviti al presidente dell'Unione dei Clubs Sportivi di Berlino, Viktor van Podbielski. Egli accusò ricevuta degli inviti, ma li ignorò. Ma prima che i tedeschi potessero rispondere, il capo dell'Unione delle Società di ginnastica, dichiarò che se i tedeschi fossero stati invitati, egli avrebbe caldeggiato il ritiro dei ginnasti francesi.
Alla fine un tedesco che viveva a Londra, il Barone Christian Eduard von Rieffenstein, intervenne al Congresso, ma solo come osservatore non ufficiale, il ché permise a diversi funzionari francesi di partecipare senza perdere la faccia.
La Germania non fu la sola nazione che causò a Coubertin problemi organizzativi in vista del Congresso del 1894. Le società ginnastiche belghe denunciarono il piano di Coubertin in circolari che esse inviarono in tutta Europa.
In qualche modo, un sabato, il 16 giugno 1894, alle 16.15, il Congresso ebbe inizio nel grande anfiteatro della nuova Sorbona alla presenza di 2.000 partecipanti.
L'avvenimento è ora abitualmente conosciuto come il “Congresso della Sorbona” dalla famiglia olimpica, ma il termine esatto negli inviti e nel programma era “Congresso Internazionale di Parigi: per la rinascita dei giochi olimpici”.
Ci furono, in tutto, 78 delegati in rappresentanza di 49 società di 11 paesi – Australia, Belgio, Boemia, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Nuova Zelanda, Russia, Spagna, Svezia e Stati Uniti.
Coubertin più tardi annotò che egli volle “piacere ed impressionare” i delegati e che egli volle “non convincere ma sedurre”.
Di conseguenza, egli fu meticoloso nel creare un atmosfera che avrebbe condotto i delegati a credere che essi stessi stavano facendo la storia.
Il Barone de Courcel, l'ambasciatore francese a Berlino, aprì la riunione con un breve, formale discorso. Quindi, dopo diversi ispirati discorsi venne il “pezzo forte”, una esecuzione de “l'Inno delfico ad Apollo”.
MacAloon lo descrisse molto bene:
“Nel 1893 la Scuola Francese in Atene aveva scoperto tavolette con su incisa l'ode e quella risultò adatta ad essere musicata.
Theodore Reinach, che era presente questa sera per provvedere al commento, tradusse i versi, ed il famoso compositore Gabriel Fauré scrisse un accompagnamento corale dell'antica melodia.
Prima di allora, in quello stesso anno, la composizione era stata eseguita con grande successo in Atene, Costantinopoli, Bruxelles e Parigi.
Per l'occasione offerta da Coubertin, Fauré superò se stesso.
Con un ricco sottofondo musicale di arpe ed un grande coro, Jeanne Remacle dell'Operà, cantò l'ode. Secondo Coubertin, l'effetto di queste magiche armonie echeggianti attraverso l'anfiteatro fu “immenso”.
Le 2000 persone presenti ascoltarono in un religioso silenzio la divina melodia sorta dalla morte a salutare la rinascita dell'Olimpiade attraverso l'oscurità dei tempi.
La sacra armonia immerse la grande assemblea nell'atmosfera sperata. Una sorta di sottile emozione scorse non appena l'antica armonia sgorgò attraverso la distanza dei tempi. Allora lo spirito dell'Ellenismo si infiltrò nella vasta assise. In queste prime ore il Congresso capì di avere un capo. Da quel momento io ebbi la consapevolezza che nessuno avrebbe votato contro la rinascita dei Giochi Olimpici.”
Il londinese Time fu d'accordo.
“La melanconica bellezza degli accordi dell'Inno greco, giungendo alla fine di tali costanti riferimenti alla corsa che ritmo e musica coltivavano al punto di eccellenza oltre il raggiungimento di tutti gli altri servono senza dubbio come il più pressante di tutti gli argomenti in favore dell'idea per la quale questo Congresso è stato organizzato.”

Nella prima parte delle riunione il Congresso si divide in due comitati. In uno gli amministratori degli sports discussero di dilettantismo.
L'altra commissione, sull'Olimpismo, fu nominalmente capeggiata da Demetrios Vikelas (1835 – 1908), il delegato venuto da Atene. Come Coubertin e Sloane egli era uno storico, ed anche un romanziere. Sloane fu il vice-presidente del comitato sul dilettantismo.
In realtà Coubertin aveva già pubblicato un articolo: “La Rinascita dei Giochi Olimpici” sulla Revue de Paris del 15 giugno 1894, proprio così, durante gli stessi giorni in cui si stava svolgendo il Congresso.
La specifica raccomandazione che il Comitato sull'Olimpismo alla fine accettò, conteneva questi punti, etichettati nel Bollettino come VIII-XIV:
VIII – Non c'è alcun dubbio che esistono evidenti vantaggi per far rinascere i Giochi Olimpici, basati su considerazioni di ordine atletico, morale ed internazionale, a condizione che essi
IX – Così, con la sola eccezione della scherma, sarebbe concesso gareggiare solo ai dilettanti.
X – Il Comitato Internazionale sarà responsabile dell'organizzazione dei Giochi, ed avrà il diritto di escludere le persone che con azioni pregiudizievoli possono danneggiare il buon nome dell'istituzione.
XI – Nessuna nazione ha il diritto di gareggiare usando altri atleti al di fuori dei propri nazionali. In ciascun paese, saranno organizzate gare eliminatorie per scegliere i loro olimpionici, così che in ogni sport gareggeranno solo veri campioni.
XII – I seguenti sports devono, se possibile, essere rappresentati: sports atletici (atletica leggera), sport acquatici (canottaggio, vela e nuoto), giochi atletici (fooball, tennis, etc.), scherma, boxe, lotta, sports equestri, polo, tiro, ginnastica e ciclismo
Si sarebbe insistituito anche un campionato atletico generico sotto il titolo di pentathlon.
In occasione dei Giochi Olimpici sarebbe stato assegnato un premio per l'alpinismo alla scalata più interessante realizzata da quel momento al termine dell'edizione dei Giochi.
XIII – I moderni Giochi Olimpici vennero programmati ogni quattro anni. Dopo Atene 1896 e Parigi 1900, essi sarebbero stati organizzati in una diversa città ogni quarto anno.
XIV – I Giochi Olimpici possono essere organizzati con successo solo che il sostegno dei vari governi; il Comitato Internazionale avrebbe fatto ogni accordo per verificare che questa assistenza venisse effettivamente data.

Il commissario Vikelas si fece anche carico di formare il Comitato Olimpico Internazionale.(IOC). Coubertin, Sloane e Vikelas erano, ovviamente, i primi membri.
Per completare l'elencodei membri del primo IOC, Coubertin fornì una lista di possibili candidati.
I seguenti 13 membri formarono il primo Comitato Internazionale Olimpico. Presidente Demetrios Vikelas (Grecia), Segretario Generale Pierre de Coubertin (Francia), Tesoriere Ernest Callot (Francia), Membri: Aleksey de Butowski (Russia), Viktor Balck (Svezia), Jiri Guth (Boemia), Leonard A.Cuff (Nuova Zelanda), William Sloane (Stati Uniti), Charles Herbet (Gran Bretagna), Lord Ampthill (Gran Bretagna), Ferenc Kemeny (Ungheria), José Zubiaur (Argentina) e Mario Lucchesi Palli (Italia).
La presenza a Parigi o parimenti un interesse nel comitato non era necessariamente un presupposto indispensabile per la eleggibilità, e solo sei di questi personaggi erano effettivamente presenti: Vikelas, Coubertin, Callot, Sloane, Herbet e Lucchesi Palli.
Coubertin informò gli altri per posta. Alcuni dei membri erano ricchi uomini che non portarono un grosso contributo allo IOC, e più tardi Coubertin li chiamò “une façade”.
Avvicinandosi la fine del Congresso, i membri del Comitato si impegnarono per scegliere la città che avrebbe ospitato i primi Giochi Olimpici.
Per un pò di tempo Coubertin aveva tergiversato e lasciato credere a tutti che i primi Giochi dell'era moderna si sarebbero svolti a Parigi nel 1900 nell'ambito della Esposizione Universale.
La conferenza era andata bene, ma c'era preoccupazione che l'attesa di sei anni che mancavano ancora all'Esposizione Universale di Parigi, potessero essere la causa della perdita del momento favorevole per l'Idea Olimpica.
Fu proposto di far svolgere i primi Giochi nel 1896.
Balck, il membro del Comitato di origine svedese, aveva proposto la città di Stoccolma quale sede dei Giochi, ma non necessariamente la prima.
Molti membri avevano proposto Londra quale possibile città ospite. Ma magari sarebbe stato più opportuno prendere in considerazione la Grecia quale patria originale delle Olimpiadi.
Presumibilmente il 18 o 19 giugno, Coubertin discusse di questa possibilità con Vikelas. I due uomini ebbero una affrettata conversazione, e Coubertin allora si alzò per fare una formale proposta, e l'assemblea la approvò all'unanimità.
Atene sarebbe stata nel 1896 la sede dei primi Giochi Olimpici Moderni.
Il re di Grecia aveva già inviato a Coubertin un telegramma datato 21 giugno 1894, ringraziando i membri dei Congresso per la “rinascita dei Giochi Olimpici”.
Pierre de Coubertin sembrò essere immerso in uno stato euforico dall'atmosfera che si era creata.
Il pranzo finale si tenne nel Giardino della Acclimatazione il 23 giugno 1894. Coubertin concluse il congresso che aveva visto la rinascita dei Giochi Olimpici con il seguente discorso:

“Noi siamo stati portati insieme a Parigi, questa grande metropoli, le cui gioie e preoccupazioni sono condivise dal mondo intero per una estensione tale che uno può dire che noi ci incontriamo nel centro nervoso del mondo.
Noi siamo i rappresentanti degli atleti internazionale e votiamo unanimemente per la rinascita di un'idea vecchia di 2000 anni. Ma questa idea accelera ancora i cuori degli uomini nei quali stimola gli istinti….che sono la parte più nobile e vitale.
In un grande tempio della scienza, i nostri delegati hanno udito l'eco moderna di una melodia anch'essa vecchia di 2000 anni che fu resuscitata da un insigne archeologo che basò il suo lavoro su quello delle precedenti generazioni. E proprio questa sera l'elettricità ha trasmesso in ogni dove le notizie che l'Olimpismo della antica Grecia è riemerso nel mondo dopo un'eclissi di molti secoli…..
Alcuni degli aderenti della vecchia scuola si sono lamentati perchè abbiamo indetto pubblicamente il nostro incontro nel cuore della Sorbona. Essi sanno benissimo che noi siamo ribelli e che vogliamo portare le nostre azioni al punto cruciale abbattendo la struttura della loro filosofia tarlata.
Questa è verità, Signori! Noi siamo ribelli e questo è perchè i rappresentanti della stampa, che hanno sempre sorretto la utile rivoluzione, ci hanno capito e ci hanno aiutato, per cui, a proposito, io li ringrazio con tutto il mio cuore.
Io mi stupisco e mi scuso, signori, per aver impiegato una simile retorica e per avervi preso tali elevate altezze.
Se io continuassi, lo champagne potrebbe evaporare, lasciandovi nella noia.
Quindi io mi affretto a proporre di nuovo un brindisi. Io alzo il mio bicchiere all'Idea Olimpica che, come un raggio del potente sole, ha trafitto il velo di nebbia dei secoli per illuminare la soglia del ventesimo secolo con gioia e speranza.”

Dopo 16 secoli i Giochi Olimpici erano ancora una volta una realtà.

fonte: “The 1896 Olympic Games – Results for all competitors in all events with commentary”, Bill Mallon e Ture Widlund, Mc Farland & Company, Inc. Publishers, Jefferson, North Carolina, 1998

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