100 METRI MONDIALI AI GIOCHI OLIMPICI: LE DONNE

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Come è noto l’ingresso dell’atletica femminile nell’arengo olimpico risale ai Giochi di Amsterdam del 1928, quando il C.I.O. cedette alle insistenze della francese Alice Milliat ed inserì cinque gare riservate alle donne nel programma della IX Olimpiade dell’era moderna (fra queste figuravano i 100 metri). 

L’attività femminile in quel momento, nonostante la I.A.A.F. fosse già stata costituita nel 1913, era ancora disciplinata dalla F.S.F.I. (Fédération Sportive Féminine Internazionale).

Il primato mondiale dei 100 metri apparteneva alla polacca Stanislawa Walasiewicz, una atleta poi trasferitasi negli Stati Uniti dove prese il nome di Stella Walsh, con il tempo di 11.8 ottenuto a Poznan il 17 settembre del 1933. 

La stessa Walasiewicz aveva vinto i 100 ai Giochi di Los Angeles nel tempo di 11.9, uguagliando il “mondiale” della olandese Tollina “Tollien” Schuurman (Amsterdam, 31.8.1930).
Sulla identità di sesso di Walasiewicz, alias Walsh, ci sarebbe, come molti sanno, tanto da dire e quindi mi riservo di farlo in un prossimo intervento interamente dedicato a questo controverso personaggio dalla doppia identità.
Nel 1936 la I.A.A.F. incorporò finalmente la F.S.F.I.
Il primo mondiale dei 100 metri dell’era I.A.A.F. ottenuto ai Giochi Olimpici fu quello dell’australiana Marjorie Jackson, che vinse il titolo con il tempo di 11.5 (11.67), andando ad uguagliare il record della olandese “Fanny” Blankers-Koen (Amsterdam, 13 giugno 1948).
La Jackson uguagliò il primato già nella semifinale favorita da un vento al limite del regolamentare (2.0 m/s).
Anche nel corso delle olimpiadi romane del 1960 venne uguagliato il primato dei 100 metri, detenuto dalla australiana Shirley Strckland (Varsavia, 4.8.1955) e dalla sovietica Vera Krepkina (Kiev, 13.9.1958).
Autrice dell’impresa l’americana Wilma Rudolph che fece segnare il tempo di 11.3 (11.41) in semifinale davanti alla nostra Giusy Leone (11.6-11.70).
La Rudolph vinse poi la finale in 11.0 (11.18), ma il vento che spirò alla velocità di 2.76 m/s inficiò la gara e impedì l’omologazione del tempo.
Il primato del mondo dei 100 femminili fu uguagliato a Tokio, durante il primo quarto di finale dei Giochi, ad opera della statunitense Wyomia Tyus che corse la distanza in 11.2 (11.23). Il primato in vigore era quello di Wilma Rudolph che lo aveva ottenuto a Stoccarda il 19 luglio 1961 in una gara ad inviti fuori del programma maschile Stati Uniti-Repubblica Federale di Germania (FRG).
Wyoma Tyus si ripetè nella finale olimpica di Città del Messico del 1968 disputatasi il 15 ottobre.
Questa volta il primato dei 100 metri da battere, stabilito il giorno prima nel quarto di finale dalla polacca Irena Szewinska, era di 11.1 (11.20).
L’americana Tyus limò a quel limite ancora un decimo portandolo a 11.0 (11.08), ad una soglia storica dove avrebbe resistito ancora per cinque anni.
Le Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972 segnarono l’avvento del cronometraggio elettrico ed anche il nuovo limite mondiale, fatto registrare dalla tedesca dell’est (DDR) Renate Stecher con il tempo di 11.07 davanti dalla australiana Raelene Boyle (11.23).
La prima delle due semifinali dei successivi Giochi di Montreal ’76 ci fece assistere ad un nuovo miglioramento del record dei 100 metri.
La tedesca dell’ovest (FRG) Annegret Richter si impose all’astro nascente statunitense Evelyn Ashford nel tempo di 11.01, migliorando nettamente il record in atto che apparteneva alla connazionale Inge Helten (11.04, Fürth, 13 giugno 1976).

Dopo quella data il primato femminile dei 100 metri ha subito ulteriori miglioramenti, ma non durante i Giochi Olimpici, fino ad arrivare allo stratosferico limite di 10.49 ottenuto ad Indianapolis il 16 luglio 1988 da Florence Griffith Joyner sulla pista dell’Indiana University Stadium, nel corso degli Olympic Trials in proiezione dei Giochi di Seul.
Sulla rilevazione del vento durante quella gara (0.0 m/s il verdetto ufficiale), sono stati versati fiumi di inchiostro e non è questa la sede per rispolverare un argomento che di fatto ha “ucciso” questa gara, al pari del 21.34 ottenuto sui 200 metri dalla stessa Griffith alle olimpiadi coreane, con il quale l’americana bissò la medaglia d’oro ottenuta sui 100 metri (10.54, record olimpico), e dell’1:53.28 di Jarmila Kratochvilová che risale al 26 luglio del 1983!

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