DOMENICA 22: VELOCITÀ – SEMIFINALI E FINALE 100 UOMINI

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Tutti ci aspettavamo fuoco e fiamme nelle due semifinali della gara regina dell’atletica, ed invece i protagonisti, da veri attori consumati, hanno rimandato tutto alla finale.
Solo Asafa Powell non ha retto al suo giovanile ardore e questa volta, a differenza di quanto ha fatto ieri nei quarti di finale, non si è compiaciuto di osservare il suo avversario diretto (Greene), ma si è impegnato per vincere la semifinale, mentre dal canto suo Greene non ha dato l’impressione di impegnarsi a fondo. Come si vede una schermaglia voluta ed animata dagli stessi atleti per confondere le idee ai rispettivi avversari.
La prima delle due semifinali è stata dominata dal due americano Crawford-Gatlin, che hanno proceduto appaiati per gli ultimi metri di gara chiudendo nell’ordine rispettivamente in 10.07 e 10.09.
Proprio Shawn Crawford era stato disturbato in partenza da un inopportuno, quanto tardivo, intervento di uno degli assistenti dello starter che lo aveva richiamato per un presunto imperfetto appoggio sul blocco di partenza e non per una errata posizione delle mani sulla linea di partenza come qualche incauto telecronista ha tenuto subito a sentenziare.
La presenza di questi assistenti alle spalle dei concorrenti , fatto insolito visto solo qui ad Atene, non mi è affatto piaciuta. La funzione viene svolta anche in Italia dagli assistenti del giudice di partenza, ma dal canto mio mi sono sempre raccomandato che essa venga espletata rigorosamente, ma a distanza, senza che l’atleta sia disturbato. Un giudice attento è capace di controllare il corretto posizionamento dei piedi contro gli starting-blocks e l’allineamento delle mani anche ad alcuni metri di distanza, senza doversi aggirare fra gli atleti in un momento tanto delicato della partenza.
Anche il ghanese Aziz Zakari (10.11) e il portacolori delle isole Barbados, Obadele Thompson, (10.22) hanno avuto accesso alla finale olimpica. Bocciati invece gli altri fra i quali l’inglese Mark Lewis-Francis (10.28) che non riesce a confermare le grandi attese di alcuni anni fa.
Più rapida è stata la seconda semifinale nella quale ancora una volta il regolamento che guida la composizione delle batterie, ha inserito Asafa Powell e Maurice Greene i due più accreditati aspiranti alla vittoria finale.
Greene si è prodotto nuovamente in una partenza veloce (tempo di reazione: 0.125, il più rapido delle semifinali), poi quando ha visto che Powell si impegnava a fondo, assecondato da Obikwelu, ha dato l’impressione di mollare e di accontentarsi del terzo posto con le stesso tempo del portoghese (9.97).
Powell, che ieri aveva giocato al risparmio, ha vinto la semifinale in 9.95, riproponendosi fra i più seri aspiranti al titolo.
Dentro la finale anche il campione mondiale in carica Kim Collins (10.02) giunto al primato personale stagionale. Decisamente staccati i quattro atleti ai quali è stato negato l’accesso alla finale.

La finale.
Abbiamo assistito alla gara dei 100 metri più veloce della storia.
La media dei sette finalisti giunti al traguardo (Zakari ha abbandonato per infortunio) è stata di: 9.93 contro i 9.96 della media dei tempi ottenuti dai finalisti alla famosa finale dei Mondiali di Tokio 1991, che valse a Carl Lewis il primato del mondo, fino ad oggi la gara più veloce in assoluto.
Ha vinto a sorpresa la prova l’americano Justin Gatlin (classe 1982), secondo ai trials di Sacramento dove aveva fatto segnare il tempo di 9.92, autore di una gara sorprendente costruita con una partenza ottima, ma soprattutto con una fase di accelerazione spettacolosa ed una ancora più sorprendente fase di mantenimento della velocità.
Il tempo fatto segnare, 9.85, sfiora il primato olimpico di Donovan Bailey (Atlanta ’96) e lo colloca nel ristretto novero dei dieci migliori performers di tutti i tempi.
Al secondo posto si è classificato il sorprendente Francis Obikwelu, che ora gareggia per i colori del Portogallo, con il tempo di 9.86 che migliora il primato europeo appartenente a Linford Christie e Dwain Chambers.
Degno terzo un ritrovato Maurice Greene che ha culminato con questo bronzo il calvario della sua ripresa agonistica; tempo per lui 9.87, la 54esima volta che scende sotto il limite dei 10 secondi netti.
Crawford ha corso sui suoi limiti (9.89). Ha cercato di seguire Gatlin nella prima metà della gara e questo forse gli ha fatto perdere brillantezza nel finale.
La delusione di questa finale ha il nome e la faccia incredula di Asafa Powell. Il ragazzo ha patito sicuramente l’inesperienza e la pressione che si era scatenata su di lui. Ma i suoi 22 anni gli consentono di guardare molto lontano.
Fuori dalla lotta per le prime posizioni Kim Collins, che ha nuovamente migliorato il suo stagionale (10.00), e Obadele Thompson (10.10).
Un infortunio ha tolto di gara ai 30 metri Aziz Zakari, ma non sarebbe stato certamente uno dei protagonisti.
Una grande corsa…un grande spettacolo. La gara regina dell’atletica ancora una volta non ha tradito!

fonte: Atleticanet

ALLEGATO: ANet_news_I_risultati_della_finale_23.8.2004.htm (18 Kb)

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