LUNEDI 23: VELOCITÀ – 200 DONNE / 100HS DONNE

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200 metri Donne – Batterie e Quarti di finale

Sette batterie come a Sydney, dove però le concorrenti in gara furono 51, per selezionare le 43 iscritte alla gara che i tecnici considerano la più idonea a determinare la “velocità pura” di un atleta.
Anche questa specialità, come del resto i 100 metri, è alla ricerca di una nuova regina, dopo che la Jones ha fallito la doppia qualificazione ai Trials degli Stati Uniti.
Il campo delle partecipanti non è qualificato come in precedenti occasioni. Pensate che fra le iscritte solo tre atlete figurano nella lista delle prime 30 performers “all time”: Merlene Ottey (21.64 a Bruxelles il 13 settembre 1991), Mary Onyaly-Omagbeni (22.07 a Zurigo il 14.8.1996) e Allyson Felix (22.11, Città del Messico, 3 maggio 2003).
Di queste tre la sola Felix è in campo ad Atene con possibilità di salire sul podio; le altre due potranno solo sperare di raggiungere la finale (Ottey).
La lotta per la medaglia d’oro dovrebbe vedere in prima linea le velociste americane e le caraibiche (fra queste su tutte Veronica Campbell, capolista stagionale con 22.18); le europee affidano la difesa della dignità continentale alla bulgara Ivet Lalova, che vanta un 22.51 sulla distanza, ed alle francesi Muriel Hurtis (22.31) e Sylviane Félix (22.56). Le russe presentano la Yekaterina Kondratyeva (22.64) e la Tatyana Levina (22.69), ma a nessuna delle due affiderei il ruolo di outsiders.
Da tenere d’occhio Cydonie Mothersill (classe 1978) delle Isole Cayman che è quest’anno a luglio è scesa a 22.47 con un vento contrario di m/s 1.1.

Le batterie
Allyson Felix, la dominatrice dei trials Usa, si è subito presentata facendo segnare il miglior tempo del primo turno, aggiudicandosi la sua batteria in 22.39 davanti alla inglese Abiodun Oyepitan (22.50) che ricordiamo finalista a Monaco nell’ultima edizione degli europei. E stata questa, la quarta, una batteria molto veloce tanto è vero che tutte le partecipanti, ad eccezione della ultima classificata che ha corso in 27.51, hanno passato il turno. Fra queste Muriel Hurtis (22.77) e Mary onfali (23.37). Particolare non certo trascurabile. Durante la disputa di questa batteria il vento ha spirato a favore delle concorrenti nella misura di 2.0 m/s, cioè al limite del consentito.
Ad un solo decino dalla Allyson ha corso la Mothersill (22.40) vincitrice della terza batteria (vento a favore m/s 1.6) che ha regolato la giamaicana Beverly McDonald (22.90).
Di tutto rispetto le prestazioni delle altre migliori.
Veronica Campbell si è imposta nella prima batteria in 22.59, dove non ha del tutto convinto la terza delle americane, LaShauntea Moore, che è giunta quarta ai trials, ma è entrata in squadra per la esclusione di Torri Edwards. Meglio ha fatto l’americana Muna Lee, seconda ai Trials, che ha corso in 22.57, ma con vento a + 2.1 m/s.
Il tempo di 22.57 è stato fatto segnare anche dalla bahamense Debbie Ferguson nella settima batteria, ma il vento questa volta era regolare (+ 1.4).
La batteria più veloce è stata proprio questa, con tutte e sei le partecipanti qualificate al turno successivo. Fra queste: Christine Arron (Francia), la grande delusa dei 100 metri, autrice di un buon 22.60 e la intramontabile Merlene Ottey (22.72).
Buona la impressione suscitata dalla bulgara Ivet Lalova, che avevamo visto fino ad oggi solo sui 100 metri. La ragazza ha corso una curva in piena scioltezza ed ha poi forzato sul rettilineo. Ha perso un po’ di fluidità, ma si è imposta in 22.88 alla francese Sylviane Félix (22.94) ed alla russa Yekaterina Kondratyeva (23.03).
Bene anche la giamaicana Aleen Bailey, protagonista dei 100 metri, che ha regolato di misura (22.73 contro 22.76) la belga Kim Gevaert.

I quarti di finale

Poche le vittime mietute dai quarti di finali disputatisi nel tardo pomeriggio.
Su tutte fa notizia la eliminazione della francese Muriel Hurtis, solo sesta nella seconda batteria, e quella peraltro prevista della nigeriana Mary Onfali, medaglia di bronzo a Atlanta e finalista dei 100 ai Giochi di Barcellona, un’atleta decisamente sulla strada del declino.
Il miglior tempo dei quarti è stato il 22.49 con il quale la giamaicana Veronica Campbell ha vinto la prima batteria, sulla Debbie Ferguson (22.53) e la belga Kim Gevaert (22.68).
Per il resto direi ordinaria amministrazione.
Scontati i successi delle americane Muna Lee (22.74) e Allyson Felix (22.69) vincitrici della seconda e terza batteria.
Avevamo richiamato l’attenzione sull’atleta delle Cayman Islandes, Cydonie Mothersill, ritenendola atleta in grado di inserirsi nel novero delle migliori.
La ragazza si è imposta nella quarta ed ultima batteria in 22.76, respingendo l’assalto della sorprendente bulgara Ivet Lalova (22.81) e della giamaicana Beverly McDonald (22.99). Al quarto posto, promossa alla semifinale grazie al tempo di recupero, una sempre valida Merlene Ottey (23.07).

100 metri ostacoli Donne – Semifinali

Tre europee, due russe ed una ucraina, si sono “intrufolate” nella finale che sembrava essere una questione da risolvere in famiglia fra americane e caraibiche, anche se queste ultime hanno fatto segnare i migliori tempi nelle due semifinali.
La canadese Perdita Felicien ha vinto facilmente la prima andando a sfiorare il suo primato personale. Il tempo di 12.49 ottenuto con un vento favorevole di m/s 1.7, le ha permesso di regolare l’americana Melissa Morrison che ha uguagliato il suo primato personale (12.53) e la ucraina Olena Krasovska che è scesa da 12.74 a 12.58.
Dieci centesimi di miglioramento anche per la russa Mariya Koroteyeva (12.60), tempo che le è valso l’ingresso in finale.

Il più veloce tempo delle semifinali (12.48) è stato però fatto segnare dalla americana Joanna Hayes, che ha migliorato la sua fresca miglior prestazione personale (Sacramento, 18 luglio di quest’anno), andando a vincere la seconda ed ultima prova di qualificazione alla finale.
Al secondo posto si è inserita la russa Irina Shevchenko cha ha uguagliato il suo “personale” di 12.67. Stesso risultato, ma con il tempo di 12.69, per la giamaicana Lacena Golding-Clarke giunta al terzo posto. Con lo stesso tempo la quarta: la canadese Angela Whyte, alla quale va il merito di aver fatto registrare il miglior tempo di reazione allo sparo (0.117).
Si preavvisa una finale molto interessante ed incerta. Riteniamo che la campionessa olimpica debba uscire dal duello fra la Felicien e la Hayes.

fonte: Atleticanet

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