200 UOMINI – IL CASO HOWE

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Quando ieri abbiamo commentato la prova di Andrew Howe, il “golden boy” dell’atletica italiana, non sapevamo quello che invece “altri” sapevamo.
Gli altri sono Marco Torrieri, suo compagno di squadra e di allenamento, i medici della Federazione, la mamma-allenatrice Renée Felton e…forse.. anche il C.T. Frinolli e il responsabile della velocità Di Mulo.
La nostra era stata una critica alla “corsa” di Andrew, non certo alle sue caratteristiche di atleta che continuiamo a considerare eccezionali e fuori del comune.

La lettura questa mattina del commento alla prestazione dell’atleta dell’ottimo Pierangelo Molinaro de “La Gazzetta dello Sport”, ci ha aperto gli occhi su un fatto riteniamo non sia stato gestito al meglio, soprattutto nell’interesse della integrità fisica del ragazzo in prospettiva del prosieguo della sua attività agonistica (il prof. Dal Monte in una intervista a “Buona notte Atene” ha detto che il recupero da fratture allo scafoide è molto lungo…..).

A nostro modo di vedere, si sarebbe dovuto impedire la discesa in pista del ragazzo se non nelle batterie, sicuramente nei quarti, quando si era già avuta la certezza della presenza del problema fisico. Comprensibile e giustificabile la voglia di mamma Renèe di far fare una bella esperienza al suo ragazzo, tuttavia siamo certi che l'uscita di scena che tutto il mondo atletico ha visto, non è stata ne bella ne da ricordare. Andrew è giovane e ne avrà di olimpiadi da fare (e da vincere!), un turno da spettatore sarebbe stato più sensato ed utile alla sua carriera come al suo ego.

Dispiace poi leggere nel sito Fidal l'informazione strabica in riferimento all'atleta azzurro: da una parte c'è la notizia dedicata con foto sorridente al passaggio della batteria e dall'altra dobbiamo arrivare a leggere il quinto capoverso all'interno della notizia dedicata al grande El Guerrouj per conoscere il risultato del quarto di finale disastroso. Non crediamo che i nostri ragazzi meritino di scomparire dall'informazione (e dalle attenzioni federali) nel momento in cui hanno problemi o per un qualche motivo non sono particolarmente performanti.

fonte: Atleticanet

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