GRAZIE RAI…

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Sono riusciti a fare ancora peggio del solito. Adesso l'atletica delle Olimpiadi vale meno del nuoto sincronizzato e se volete vedere la finale dei 1.500 metri dovete aspettare la mezzanotte passata per avere le immagini dell'ultimo rettilineo. Meno di così non si era mai finiti.

La pletora di giornalisti sportivi RAI presenti ad Atene probabilmente è convinta di stare offrendo una copertura televisiva senza precedenti. Una rete nazionale apparentemente tutta dedicata alle Olimpiadi. Però basta usare il cervello a un minimo delle facoltà per accorgersi di cosa stanno combinando. Gran parte del tempo se ne va tra siglette autocompiacenti, siparietti spesso demenziali e comunque infarciti da conduttori incompetenti, un affollamento pubblicitario al limite e forse oltre la regolamentazione televisiva, che ad ogni modo fa a cazzotti con il concetto di servizio pubblico. Sembra che le Olimpiadi siano più il mezzo per l'accaparramento della pubblicità piuttosto che il fine dell'informazione pubblica.

E per il resto del tempo? L'Olimpiade, grande palcoscenico dello sport mondiale, dove è possibile vedere il meglio dell'umanità sportiva, per i garuli conduttori da studio esiste solo nella versione italiana. Probabilmente, ancora una volta, si sono autoconvinti che solo i partecipanti italiani fanno ascolti, mentre le prodezze del resto del mondo possono finire nella sintesi verso l'una di notte. Maldestri e incompetenti! Uno di loro per difendersi dalle critiche arrivate ha usato questo bell'argomento. “Solo chi non sceglie, non sbaglia…” Un po' come dire: “Facciamo quello che ci pare.”

Il meglio, si fa per dire, lo stanno riservando all'atletica leggera. Non ci sono italiani in corsa per le medaglie? Allora chi se ne frega se tutto il resto del mondo televisivo è in particolar modo concentrato sulle gare nello Stadio Olimpico! Anzi, ma che ce frega, ma che c'importa! Il povero Bragagna, che Iddio l'abbia in gloria, evidentemente negli equilibri di redazione non ha abbastanza peso e perciò viene sistematicamente messo nell'angolo, di fronte a qualche collega che sa sgomitare meglio e quindi impone il suo compitino.

Alla fine torniamo al male di fondo: chi rappresenta l'atletica italiana non riesce a contare, non ha la forza politica per incidere nelle cosiddette scelte della redazione sportiva RAI. Meglio usare le malizie per autotutelarsi all'interno della federazione. E intanto l'atletica in televisione, nella televisione di Stato del servizio pubblico, sta diventando un oggetto misterioso. Sogni d'oro Presidente… Noi tutti invece prepariamoci davanti alla televisione sintonizzata su RAI-2 a inghiottire altri rospi amari nei giorni che restano della Festa Olimpica …per gli altri.

fonte: Atleticanet

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