MARTEDI 24: VELOCITÀ – 200 UOMINI BATTERIE E QUARTI

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Anche la gara dei 200 uomini, terreno di battaglia dei veri velocisti (da non confondere con gli scattisti), risente del clima di incertezza che ha caratterizzato la gara dei 100 metri.
Qui addirittura, a differenza della distanza più breve, manca anche l’uomo di spicco (il Greene dei 100 metri) e quindi il pronostico è alla ricerca di punti di riferimento che potranno però cominciare ad evidenziarsi solo dopo la disputa dei quarti di finali.
Il miglior tempo dell’anno (19.88) sulla distanza appartiene allo statunitense Shawn Crawford che lo ha ottenuto in batteria ai Trials Usa di Sacramento (in finale poi Crawford si è imposto in 19.99); ma l’americano vanta anche un 19.85 ottenuto nell’aprile del 2002 a Pretoria.
L’altro meno 20.00 ci fa scendere di categoria. Infatti appartiene ad un atleta juniores, Usain BoltAndrew Howe.
In linea con i tempi migliori anche Justin Gatlin, l’oro dei 100 metri, secondo ai Trials in 20.01, ma con all’attivo un 19.86 che risale al 2002.
Grande l’attesa nel clan italiano (e nostra) per l’esordio olimpico di Andrew Howe, il campione mondiale juniores della specialità. Rivedendo la gara di Grosseto ci ritornano alla mente i dubbi espressi a caldo sui margini di miglioramento di questo ragazzo che si presenta al via forte del suo 20.28 ottenuto sulla pista toscana.

Le batterie
“I sogni muoiono all’alba” recita in titolo di un film di successo di molti anni fa. Infatti il sogno del giamaicano Usain Bolt si è spento alle ore 10.53 del 24 agosto, quando l’arrivo della quarta batteria lo ha relegato al quinto posto accreditandolo di un modesto 21.05, che non gli è valso il ripescaggio.
Il ragazzo è apparso fuori condizione, timoroso nella corsa come se temesse di ricadere nell’infortunio che lo aveva afflitto mesi fa. Peccato veramente. La sua non era certo una batteria impossibile, come dimostra il tempo fatto segnare dal primo classificato il polacco Marcin Jedrusinski (20.63).
Il miglior tempo delle batterie si è registrato nella sesta batteria che è stata appannaggio dell’americano Bernard Williams, in terzo dei trials. Lo statunitense ha corso in 20.29, regolando il greco Anastásios Goúsis (20.44) e il nostro Andrew Howe (20.55), suo secondo tempo di sempre. Il reatino, allenato e seguito dalla mamma Renée Felton, con un passato di ottima ostacolista, a prescindere dal risultato e dal responso cronometrico, ci ha lasciato molto perplessi per lo stile di corsa che non ha nulla a che vedere con il procedere fluido ed impetuoso che aveva caratterizzato la sua volata grossetana. Andrew questa mattina ha proceduto con una corsa a strappi, brutta ed imbarazzante a vedersi, e solo grazie allo straordinario contributo dato al suo procedere dalla solidità dei suoi piedi ha potuto raggiungere il traguardo e tagliarlo al terzo posto. Speriamo questa sera di vedere un altro Howe, perché i suoi avversari non gli faranno sconti……
Tutti promossi gli altri “big” in gara.
Bene Francis Obikwelu, secondo in 20.40 nella prima batteria vinta da Stéphane Buckland (MRI) in 20.29, dove il messicano Juan PedroToledo ha migliorato il primato nazionale messicano (20.40).
Normale amministrazione per Shawn Crawford vincitore della seconda batteria in 20.55 e bella dimostrazione di stile e vigoria del grande Frank Frederiks che si è imposto nella terza batteria in 20.54.
Asafa Powell ci ha dato l’impressione di non aver ancora assorbito la delusione della sconfitta patita sui 100 metri.
Impegnato nella quinta batteria ha dominato la gara fino ai 180 metri per poi rilassarsi pericolosamente tanto da essere superato sul traguardo da ben tre avversari. Buon per lui che il quinto classificato, il ceco Jirí Vojtík, ha impiegato due centesimi più di lui a concludere la gara altrimenti sarebbe stato clamorosamente eliminato. 20.77 il tempo del giamaicano contro i 20.79 del ceco.
Il secondo azzurro in gara, Marco Torrieri, era impegnato nella settima ed ultima batteria.
Il romano ha corso sui suoi limiti, dando dimostrazione di una buona tenuta in curva e di progressione nel rettilineo. La gara è stata vinta dall’ottimo tedesco Sebastian Ernst (20.47) sull’oro dei 100 metri, Justin Gatlin (20.51). Torrieri ha passato il turno con il tempo di 20.68 (vi ricordo che il suo personale è di 20.38 e che quest’anno aveva corso in 20.52) e quindi lo attendiamo con interesse al prossimo turno.

I quarti di finale
Oggi nella quarta batteria del secondo turno della gara dei 200 metri ha gareggiato in quarta corsia il clone di un atleta italiano. Si è trattato di un clone mal riuscito di un atleta che circa 40 giorni fa aveva fatto sognare i nostri appassionati di atletica.
La prestazione tecnica ed agonistica di Andrew Howe ci ha francamente stupiti prima che amareggiati.
Non è possibile che l’atleta potente, elegante, veloce di Grosseto sia riuscito in così poco tempo a trasformarsi in un balbettante, incerto, lento protagonista di un quarto che gli avrebbe dovuto assicurare l’ingresso alla semifinale.
La batteria di Howe era una delle più lente. Si è andati in semifinale con il tempo di 20.59!
Ha vinto Francis Obikwelu in 20.33.
Ha fatto sensazione nella prima batteria l’americano Shawn Crawford, unico a scendere sotto i 20 secondi (19.95) che ha regolato un sempre elegante e redditizio nella corsa Frank Fredericks (20.20) giunto alla sua migliore prestazione stagionale. Bene anche il tedesco Tobias Unger (20.30).
Un altro statunitense si è aggiudicato la seconda batteria nella quale era impegnato l’altro azzurro: Marco Torrieri.
Bernard Williams ha passeggiato in 20.40, mentre Torrieri è parso subito fuori dalla corsa per il passaggio del turno. Anche lui ha corso in maniera pesante, mollando vistosamente nel finale e chiudendo in un poco dignitoso 20.89.
Se queste sono le avvisaglie degli azzurri in proiezione staffetta veloce, non vorrei essere nei panni del prof. Filippo Di Mulo.
Regale la gara dell’oro dei 100 metri Justin Gastlin. L’americano ha corso in piena scioltezza ottenendo un gratificante 20.03. Dietro di lui un più attento e convinto Asafa Powell (20.23) ed un altro tedesco, Sebastian Ernst giunto al suo “personal best” (20.36).
Praticamente tutti i migliori hanno passato il turno. Per noi italiani solo dubbi e recriminazioni. Come al solito!

fonte: Atleticanet

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