MERCOLEDI 25: VELOCITÀ – FINALE 200 DONNE

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Sicuramente una delle gare più belle viste a questi Giochi Olimpici.
Due atlete giovanissime, rispettivamente 22 e 19 anni, hanno dato vita ad una gara di straordinaria intensità agonistica, correndo su “crono” di assoluto valore, come del resto testimoniavano le graduatorie stagionali della specialità che le vedevano ai primi due posti.
Alla fine ha prevalso la maggiore potenza fisica della giamaicana Veronica Campbell sulla grazia ed agilità della diciannovenne californiana Allyson Felix, ma entrambe le ragazze hanno dimostrato che il loro cammino nel mondo dell’atletica sarà ancora lungo.
La Campbell fino ad oggi in termini cronometrici si era espressa meglio sulla breve distanza piuttosto che sulla doppia.
L’11.00 netto con il quale si è classificata seconda ai Giochi del Commonwelath di Manchester, dietro alla bahamense Debbie Ferguson (10.91), lo sta a dimostrare.
Ai campionati mondiali juniores di Santiago del Cile (2000), la ragazza giamaicana aveva doppiato il titolo in entrambe le gare della velocità (11.12 – 22.87), dopo che l’anno avanti a Bydgoszcz, aveva vinto i 100 nella prima edizione dei mondiali giovanili.
L’americana invece dimostra maggiore propensione per la doppia distanza anche se quest’anno alla vigilia dei Giochi ha corso i 100 metri a Linz in 11.16.
Ma già l’anno scorso, quindi non ancora 18enne, aveva corso i 200 metri in 22.11 a Città del Messico ed a maggio di quest’anno, sempre nella capitale messicana, i 400 metri in 51.83.
La prestazione sui 200 non le era valso il riconoscimento come primato del mondo juniores in quanto ottenuta in altura.
Ma nella gara di Atene Allyson ha cancellato definitivamente l’annoso 22.19 ottenuto dalla sovietica Natalya Bochina il 30 luglio del 1980 ai Giochi di Mosca, portandolo a 22.18.
Veronica Campbell ha vinto il titolo olimpico con il tempo di 22.05 che costituisce il suo primato personale.
Al terzo posto si è classificata la bahamense Debbie Ferguson (22.30) che era già stata finalista a Sydney dove era giunta al quinto posto.
L’altra giamaicana, la Aleen Bailey, ha chiuso al quarto posto in 22.42, sbarando la strada delle prime posizioni alle europee, la prima delle quali è stata la bulgara Ivet Lalova (22.57) che ha corso sui ritmi del suo tempo migliore (22.51). Credo che a questo punto nessuno potrà più dubitare sul valore di questa ragazza, anch’essa giovanissima (classe 1984).
Sui loro valori si sono espresse la belga Kim Gevaert (22.84) e l’inglese Abiodun Oyepitan (22.87).
Decisamente sotto tono la prova dell’americana Muna Lee, seconda ai trials in 22.36, classificatasi all’ottavo posto con il tempo di 22.87.

fonte: Atleticanet

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