MERCOLEDI 25: VELOCITÀ – FINALE 400HS DONNE

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Niente da dire ha vinto l’atleta più forte del momento!
La greca Faní Halkía ha mandato in visibilio il pubblico che gremiva l’Olympic Stadium andando a vincere una meritatissima medaglia d’oro. Il progresso di questa ragazza nata il 2 febbraio del 1979 è stato stupefacente. Ai primi di luglio aveva un limite stagionale di 53.99 che ora qui ad Atene ha portato a 52.77, confermato dal 52.82 che le ha messo al collo la medaglia d’oro olimpica.
In semifinale ci eravamo resi conto che le condizioni di Jana Pittman erano tali da non consentirle di nutrire ambizioni di vittoria, ma il podio poteva rientrare nei suoi programmi più immediati.
La russa Yuliya Pechenkina aveva destato una grande impressione in semifinale ed era considerata fra le favorite per l’oro.
Lo svolgimento della gara ha sconvolto in parte le previsioni. Ha lasciato ai piedi del podio le atlete accreditate delle migliori performances stagionali (Sheena Johnson, Brenda Taylor, Yuliya Pechenkina , Yekaterina Bikert e Jana Pittman) ed ha fatto salire sul gradino più alto la greca Faní Halkiá, una ragazza di 25 anni, campionessa greca della specialità, con un palmares molto contenuto (6.a ai Campionati Mondiali Indoor di Budapest 2004, e vincitrice della prova alla finale di Coppa Europa di quest’anno a Bydgoszcz).
La gara ha visto una partenza fortissima della russa Pechenkina che si è avvantaggiata, ma non di molto, sulle avversarie. Ai 200 metri la sua azione però si è spenta, mentre serrava sotto a grandi falcate la Halkiá che si esibiva in una curva di grande efficacia e si presentava per prima sul rettilineo finale.
Gli ultimi cento metri hanno visto la tenuta della greca che ha trovato la forza di sprintare dopo l’ultimo ostacolo. Dietro di lei abbiamo assistito al crollo della Pechenkina che ha terminato la gara all’ultimo posto in 55.79, alla resa dell’australiana Pittman (quinta in 53.92). Ultime a mollare le due americane Sheena Johnson e Brenda Taylor e la russa Yekaterina Bikert.
Sulla scia della Helkiá sono giunte due avversarie molto tenaci che sono state le uniche a non gettare la spugna prima di aver tagliato il traguardo. La rumena Ionela Tirlea, finalista ad Atlanta e a Sydney, ha finalmente coronato il sogno di salire un podio olimpico nella specialità che in questi anni l’ha vista molte volte grande protagonista. Il tempo che le è valso l’argento è stato di 53.38, vicino al suo personale di 53.25.
Al terzo posto, e quindi medaglia di bronzo, l’ucraina Tetiana Tereschuk, anche lei finalista a Sydney, la cui gara è stata condizionata da una prima corsia poco adatta alle sue lunghe leve che non le ha però impedito di correre in 53.44.

fonte: Atleticanet

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