GIOVEDI 26: VELOCITÀ – FINALE 200 UOMINI

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Per la quinta volta nella storia delle Olimpiadi gli Stati Uniti collocano tre loro atleti sul podio dei 200 metri.
In precedenza era successo ai Giochi di Los Angeles 1932 (Tolan, Simpson, Metcalfe), di Helsinki 1952 (Stanfield, Baker, Gathers), di Melbourne (Morrow, Stanfield, Baker) e Los Angeles 1984 (Lewis, Baptiste, Jefferson).
Ero convinto che, come era successo per i 100 metri, si potesse assistere alla gara più veloce di tutti i tempi. Invece la media dei tempi finali dei finalisti di Atene è rimasta superiore di 14 centesimi di secondo (20.14) a quella di Atlanta ’96 (20.00) dove ci fu il primato del mondo di Michael Johnson.
Ha vinto l’uomo che più di ogni altro aveva dato l’impressione di trovarsi a suo agio sulla doppia distanza e che per tre volte nei quattro turni di gara era stato l’unico a scendere sotto il limite dei 20 secondi netti.
Nella vittoriosa volata sui 200 metri Shawn Crawford ha corso in 19.79, migliorandosi di sei centesimi di secondo, diventando l’ottavo performer nella graduatoria “all time” della specialità.
La partenza della gara è stata ritardata a causa della gazzarra messa in atto dal pubblico di parte greca per il quale evidentemente il fatto che il campione di casa, sul quale da tempo gravavano forti dubbi di “pulizia”, si sia sottratto al controllo antidoping, equivale ad un atto di coraggio invece che di viltà.
La seconda corsia, quella attribuita dal sorteggio ad Asafa Powell è rimasta vuota. Le motivazioni che hanno indotto il giamaicano a disertare la finale olimpica dei 200 non sono state rese note, ma sembrerebbe da escludersi che il ragazzo sia stato vittima di un incidente.
Il rumore che proveniva dalle tribune ha disturbato la partenza dell’uomo delle Mauritius, Stéphane Buckland che è incorso in una falsa partenza.
Al via valido la progressione dei tre americani che occupavano la terza, quarta e quinta corsia ha fatto subito il vuoto. Il portoghese Obikwelu non è stato reattivo come nei precedenti turni, segno evidente che la fatica del doppio impegno aveva cominciato a farsi sentire.
Per un attimo è sembrato che Gatlin riuscisse ad avvantaggiarsi su Crawford che gli correva a fianco. Ma è stato solo un attimo! All’ingresso nel rettilineo finale Crawford ha allungato la sua falcata pur mantenendo immutate le frequenze ed è volato via verso la vittoria, chiudendo la sua corsa fra le fotocellule che hanno sentenziato per lui lo straordinario tempo di 19.79.
Gatlin ha pagato lo sforzo speso per restare attaccato al compagno di squadra e proprio sulla linea del traguardo è stato superato da Bernard Williams che con il tempo di 20.01 ha uguagliato il suo primato personale. A Gatlin è andato il “bronzo” avvalorato dal tempo di 20.03.
Una migliore “chiusura” finale ha permesso a quella vecchia volpe di Frank Fredericks di bruciare sul traguardo uno scoraggiato Obikwelu, facendogli trovare la soddisfazione di un insperato quarto posto nel tempo di 20.14, lo stesso attribuito a Francis Obikwelu.
Lontani dai primi Stéphane Buckland (20.24) e il tedesco Tobias Unger (20.64), al quale va il merito di aver fatto registrare il miglior tempo di reazione (0.153).

fonte: Atleticanet

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