GIOVEDI 26: VELOCITÀ – FINALE 400HS UOMINI

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Un successo annunciato.
Non c’erano dubbi sulla vittoria di Felix Sanchez in questa finale olimpica, tanta era stata la superiorità dimostrata nei turni eliminatori, per non parlare della striscia dei suoi 42 successi che hanno preceduto questa gara che stasera è stata aumentata di un’altra unità.
Una falsa partenza commessa da James Carter (ma il foglio gara assegna la falsa anche a Sanchez), ha caratterizzato il primo avvio di gara.
Al via valido sia Carter che Sanchez si sono subito messi in evidenza, comandando la gara con sicurezza.
Carter addirittura si è trovato in vantaggio su Sanchez all’altezza dei 200 metri. I due atleti hanno percorso quasi appaiati la curva e all’ingresso nel rettilineo l’americano vantava ancora un leggerissimo vantaggio sul campione dominicano.
A questo punto Sanchez rompeva gli indugi e si esibiva nel suo consueto rush finale. A quel punto non ce ne era più per nessuno.
Carter pagava duramente lo sforzo compiuto nei tre quarti di gara iniziali ed affondava inesorabilmente, risucchiato anche dal giamaicano Danny McFarlane, quarto a Parigi ai mondiali dello scorso anno, e dal sorprendete francese Naman Keita.
Questa rimaneva la classifica finale di una gara corsa su buoni ritmi e con un tempo finale del vincitore (47.63) che è il limite stagionale di Sanchez ma superiore al 47.50 con il quale Angelo Taylor vinse quattro anni fa a Sydney.
Adesso Sanchez ha vendicato il quarto posto ottenuto in semifinale a Sydney l’anno scorso e può collocare la sua medaglia d’oro accanto alle due ottenute nei mondiali di Edmonton e di Parigi.

fonte: Atleticanet

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