VENERDI 27: VELOCITÀ – 4 X 400 BATTERIE DONNE E UOMINI

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La staffetta del “miglio” riservata alle donne si corse la prima volta nel 1972 ai Giochi Olimpici di Monaco di Baviera.
Vinse in quella occasione la Repubblica Democratica Tedesca (DDR) che precedette gli Stati Uniti e la Repubblica Federale di Germania (FRG).
Il podio si confermò anche nella successiva edizione dei Giochi con la sola variante della Unione Sovietica al posta delle tedesche federali.
Nel 1980 gli Stati Uniti non parteciparono ai Giochi di Mosca e la vittoria andò alle padrone di casa, che non poterono difendere il titolo a Los Angeles 1984 in quanto fu il loro turno di boicottaggio e quindi le statunitensi vinsero il loro primo titolo davanti al Canada ed alla Germania Federale.
L’Unione Sovietica tornò al successo a Seul, dove furono seconde le americane e terze le tedesche dell’Est.
A Barcellona toccò alla “Squadra Unificata” (raggruppamento delle atlete appartenenti alla disciolta Unione Sovietica), battere gli Stati Uniti e la Gran Bretagna.
Da allora due vittorie per gli Stati Uniti, che quindi ad Atene si presentano per difendere il titolo olimpico conquistato a Sydney 2000.
Le americane sono infatti al primo posto del ranking con il tempo di 3:23.22, ma la Russia, eterna rivale in questa specialità dopo il declino delle tedesche, è alle sue spalle (3:23.39), seguita dalla Giamaica (3:24.57) e Gran Bretagna (3:26.48).
L’Italia figura al 20° posto in questa speciale graduatoria e quindi fuori dalle sedici ammesse a disputarsi il titolo olimpico.

Batterie donne
E sono proprio la Russia e gli Stati Uniti a vincere le due batterie della staffetta 4×400 olimpica.
La differenza dei tempi gioca a favore della Russia per ventisette centesimi di secondo (3:23.52 contro 3:23.79), ma c’è da dire che le russe hanno trovato più resistenza nelle avversarie che non gli Stati Uniti.
Nella prima batteria dietro alla Russia si è classificata la Giamaica, che schierava Sandie Richards in ultima frazione, che ha chiuso nel suo miglior tempo stagionale (3:24.92). Al terzo la Polonia, anch’essa al primato stagionale, che è giunta a ridosso delle caraibiche (3:25.05).
Da questa batteria sono uscite anche le due squadre ripescate: Gran Bretagna e Romania.
Gli Stati Uniti, vincitori della seconda batteria, hanno schierato una sola ragazza (Sanya Richards) di quelle che hanno corso la gara individuale.
Sorprendente il secondo posto ottenuto dalla Grecia, trascinata al passaggio di turno da una scatenata Halkià, la medaglia d’oro dei 400 metri ad ostacoli.
Ancor più sorprendente il terzo posto ottenute dalle ragazze dell’India, alla loro prima finale olimpica, giunte al record nazionale (3:26.89).
Dietro di loro, e quindi eliminate, la squadre di Germania con la veterana Grit Breuer in ultima frazione, e il Messico che ha schierato in terza frazione Ana Guevara.

Batterie uomini
La disputa della staffetta 4×400, detta anche del miglio, è di quattro anni più vecchia di quella veloce. Essa infatti venne inserita nel programma dei Giochi dalle Olimpiadi di Londra del 1908. La prova venne vinta dagli Stati Uniti in 3:29.4 sulla Germania; terza l’Ungheria.
Da allora su ventuno edizioni dei Giochi, gli Stati Uniti si sono aggiudicati il titolo della staffetta 4×400 per ben sedici volte.
Solo in queste occasioni gli U.S.A. non hanno conquistato l’oro: 1920 – Gran Bretagna (Stati Uniti solo quarti); 1936 – Gran Bretagna (Usa secondi); 1952 – Giamaica (Usa secondi); 1972 – Kenia (gli Usa non parteciparono alla gara di staffetta a seguito dell’infortunio occorso a John Smith nella gara individuale); 1980 – U.R.S.S. (Usa assenti per boicottaggio).
Anche per la 4×400 vige lo stesso sistema di ammissione di Giochi che abbiamo visto applicare alla staffetta veloce.
Gli Stati Uniti guidano la graduatoria dello speciale ranking con il tempo medio di 2:58.90, davanti alla Giamaica (3:00.35) ed alla Francia (3:00.37).
L’Italia non è rientrata nelle prime 20 squadre del ranking.

La prima batteria vinta dalla Gran Bretagna in 3:02.40 (miglior prestazione stagionale) ha fornito ben cinque formazioni per la finale, consentendo i due recuperi previsti dal regolamento.
Solo la Grecia e una deludente Francia (suo era il terzo posto nel ranking), non hanno passato il turno insieme alla Giamaica che è stata squalificata.
Il Giappone ha lottato da par suo arrivando a ridosso degli inglesi in 3:02.71. La Germania deve a sua qualificazione ad una eccezionale rimonta di Bastian Swillims, suo ultimo frazionista.
Nella seconda batteria gli Stati Uniti hanno confermato la loro superiorità in questa specialità, correndo in 2:59.30, schierando un solo uomo (Derrick Brew) fra quelli che hanno preso parte alla gara individuale.
Bene anche, e quindi in finale, la Nigeria e la formazione delle Bahamas. Clamorosamente fuori dalla finale due squadre che per molti anni sono state leader della specialità: la Russia e la Polonia.

fonte: Atleticanet

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