VENERDI 27: VELOCITÀ – 4X 100 BATTERIE UOMINI

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La gara di staffetta non si corse nelle prime quattro edizioni dei Giochi Olimpici. Questa prova per squadre nazionali fece la sua apparizione nel 1912 alle Olimpiadi di Stoccolma. La vittoria andò agli inglesi con il tempo di 42.4 che si imposero ai padroni di casa.
Da allora la gara di staffetta veloce è sempre stata appannaggio degli Stati Uniti con queste sole eccezioni: 1960 – Germania; 1980 – U.R.S.S. (Stati Uniti assenti per boicottaggio); 1988 – U.R.S.S.; 1996 – Canada.
Da tenere presente che nelle occasioni in cui non sono risultati vincitori gli Stati Uniti solo una volta sono arrivati secondi (Atlanta 1996); negli altri casi sono stati battuti perché squalificati.
Quindi su 20 edizioni dei Giochi gli U.S.A. ne hanno vinte 15.
Gli Stati Uniti guidano anche la speciale classifica che regola da questa edizione l’ammissione delle squadre ai Giochi Olimpici.
Il loro tempo medio è di 37.88 e precede il 38.35 dei sorprendenti brasiliani che figurano al secondo posto della graduatoria, davanti al Giappone (38.46), Polonia (38.48) e Italia (38.53).
La media degli italiani è stata ricavata prendendo in considerazione il 38.42 con il quale gli azzurri si imposero nella finale di Coppa Europa di Firenze ed il 38.63 registrato ai Campionati Mondiali di Parigi.

Batterie
Una prima batteria combattutissima ha portato le prime sorprese in questa gara dove a questo punto la protagonista assoluta rimane la squadra degli Stati Uniti, che si è aggiudicata la seconda nel tempo di 38.02.
Sono uscite a sorpresa le formazioni di Germania, Canada e Russia, mentre il Giappone è entrato grazie ai tempi di recupero.
Ha vinto la Nigeria che aveva i suoi punti di forza in Emedolu Uchenna e Aliu Deji, due nominativi che da anni risiedono in Italia (Toscana/Siena), in 38.27, miglior prestazione stagionale.
Sorprendentemente seconda (38.47) la Polonia che ha puntato tutto sui cambi non disponendo, a parte Urbas Marcin, di velocisti di valore internazionale.
Nella seconda batteria gli Stati Uniti si sono presentati con una formazione inedita. Tutti aspettavamo la presenza in campo di Justin Gatlin e Bernard Williams, mentre invece insieme alla conferma di Crawford e Greene, sono stati schierati Darvis Patton, il quarto ai Trials sui 200 metri e Coby Miller, il quarto sui 100 metri nella stessa selezione americana.
Gli Stati Uniti hanno passeggiato chiudendo la prova in 38.02, lasciando a 51 centesimi la Gran Bretagna, forte della sua collaudatissima staffetta (Gardener, Campbell, Marlon), dove Mark Lewis-Francis ha preso in ultima frazione il posto della squalificato Dwain Chambers.
Al terzo posto con il tempo di 38.64 un sorprendente Brasile.
Dopo questa classifica tutte le altre squadre sono fuori dalla finale e fra queste, ahimè, l’Italia che ha corso in solo in 38.79 (avanti agli azzurri al quarto posto la Giamaica in 38.71).
Dopo due frazioni accettabili (Torrieri e Collio), non ha convinto la curva di Donati. Il cambio fra il reatino e il fiorentino Checcucci non è stato fluido e Maurizio è subito affondato, tenuto conto che in ultima frazione sono partiti uomini del calibro di Maurice Greene, Mark Lewis-Francis, de Lima Vicente e Leonard Myles-Mills.
Peccato!

fonte: Atleticanet

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