SABATO 28: VELOCITÀ – FINALI 4 X 400 DONNE E UOMINI

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La gara è durata solo il tempo che è occorso a Dee Dee Trotter (49.19) a percorrere la prima frazione. Già al primo cambio le americane avevano messo dieci metri circa fra loro e le avversarie.
La lotta per il secondo posto si è ristretta a Russia e Giamaica mentre la Gran Bretagna guidava un terzetto del quale facevano parte anche Polonia e Romania.
Pur riprendendo fiato Monique Henderson (50.28), la seconda frazionista, ha continuato ad incrementare il vantaggio delle statunitensi sulle avversarie.
Anche la terza frazione non ha portato novità alla classifica parziale. Un incidente al momento del cambio (pestone con problema alla scarpa) ha fatto “saltare” la staffetta greca. Strano che non sia scattata la squalifica dal momento che la Dimitra Dova è addirittura uscita di pista con il testimone.
Il testimone è stato comunque consegnato (?) Fani Halkia, alla medaglia d’oro dei 400 ostacoli, che ha terminato la gara all’ultimo posto (3:45.70).
Nel frattempo la quarta ed ultima frazione vedeva il recupero della russa Natalya Antyukh (49.43) sulla americana Monique Hennagan (49.73), ma i giochi erano ormai fatti.
Gli Stati Uniti quindi concludevano la gara al primo posto in 3:19.01, miglior tempo dell’anno, confermando il titolo olimpico conquistato nelle ultime due edizioni dei Giochi.
Al secondo posto la Russia (3:20.16) ed al terzo la Giamaica (3:22.00) tutte con la migliore prestazione dell’anno.
Il miglior tempo parziale è stato cronometrato alla romena Ionela Tirlea-Manolache: 47.95.

Staffetta 4 x 400 Uomini – Finale

Gli Stati Uniti cambiano due dei quattro uomini della staffetta che aveva corso la batteria. Entrano due medaglisti della gara individuale: l’oro e l’argento, e scusate se è poco!
Come era nelle previsioni la gara non ha avuto storia. Nella 4 x 400, per fortuna degli americani, i pericoli che vengono dai cambi sono veramente ridotti e quindi basta tenere ben stretto in pugno il testimone per portarlo al traguardo.
Si è trattata quindi di una corsa a cronometro, alla ricerca del primato del mondo (2:54.20, Uniondale, 22.07.1998) che è stato fallito solo per un secondo e settantuno centesimi.
Il tempo fatto segnare dal quartetto americano è stato di 2:55.91 che è la quarta prestazione mondiale di tutti i tempi, subito dopo il 2:55.74 di Barcellona ’92 (Valmon, Watts, M.Johnson e S.Lewis) che rimane pertanto record olimpico.
Questo il quartetto vittorioso ad Atene 2004: Otis Harris, Derrick Brew, Darold Williamson e Jeremy Wariner, la medaglia d’oro dell’individuale.
Al secondo posto una sorprendente Australia (3:00.60) che nel finale ha bruciato le ambizioni di Nigeria (3:00.90) e Giappone (3:00.99).
E’ stata questa l’ultima gara del programma olimpico in pista.
Domani la gara di maratona, nell’ambiente più adatto per il suo svolgimento considerati i riferimenti storici sulla sua origine, chiuderà questa bella edizione dei Giochi della XXVIII Olimpiade dell’Era Moderna.

fonte: Atleticanet

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