GIÙ IL SIPARIO, SU LA TESTA!

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Sono ufficialmente conclusi i ventottesimi giochi olimpici dell’era moderna e, come è d’uso in queste occasioni, è tempo di bilanci.

Partiamo dalle medaglie: 3. Ma è solo un numero e non è indicativo più di tanto: nel medagliere dell’atletica siamo decimi su trentacinque però se consideriamo il numero totale delle medaglie senza scindere l’oro dagli altri metalli, siamo sesti su otto con un mare di parimerito. Se facciamo valutazioni solo in riferimento all’Europa i numeri cambiano ancora. Quali numeri sono giusti? Tutti e nessuno perché tre è comunque un numero piccolino e per quanto lo si voglia interpretare, alla fine il conto fa sempre tre.

Vale la pena fare qualche valutazione più approfondita. Mentre leggete, vi prego di verificare con la tabella che è allegata sotto.

Partiamo dalle donne le quali per tutto il programma delle corse in pista (dai 100 fino ai 10000) hanno avuto solo due atlete; entrambe schierate nei 400hs, entrambe uscite in batteria. Nei salti abbiamo avuto 3 atlete di cui 2 uscite nelle qualificazioni ed una giunta al settimo posto. I lanci erano più popolati: quattro atlete, tutte uscite nel turno di qualifica. In strada (maratona e marcia) abbiamo portato 5 atlete, la migliore è giunta 6° la peggiore 18°. Altri numeri ancora: un record stagionale, 9 atlete su 14 oltre i 27 anni.

Gli uomini: le corse in pista hanno avuto 5 partecipanti nessuno dei quali arrivato in finale. Nei salti abbiamo avuto 5 partecipanti con un bronzo nell’asta e un 12 posto nell’alto e gli altri fuori nelle qualificazioni. I lanci hanno avuto un solo interprete che è giunto in decima posizione. La strada ha fornito al team 7 uomini e 2 medaglie d’oro. Chiudono le prove multiple con un atleta al 28° posto. Dei 19 atleti, 14 hanno più di 27 anni.

Specialità
Nome (età)
esito
Specilità
Nome (età)
esito
100 Collio (25) Uscito ai quarti 100 nessun atleta
200 Torrieri (26) Uscito ai quarti 200 nessun atleta
Howe (19) Uscito ai quarti
400 nessun atleta 400 nessun atleta
800 Longo (29) Uscito alle semifinali 800 nessun atleta
1500 nessun atleta 1500 nessun atleta
5000 nessun atleta 5000 nessun atleta
10000 nessun atleta 10000 nessun atleta
3000st Maffei (30) Uscito in batteria
110hs nessun atleta 100hs nessun atleta
400hs nessun atleta 400hs Ceccarelli (24) Uscita in batteria
Niederstatter (30) Uscita in batteria
Alto Ciotti 28) Uscito in qualifica Alto nessun atleta
Talotti 24) 12 posto
Asta Gibilisco (25) 3 posto (sb) Asta nessun atleta
Lungo Trentin (30) Uscito in qualifica Lungo May (35) Uscita in qualifica
Triplo Donato (28) Uscito in qualifica Triplo La Mantia (21) Uscita in qualifica
Martinez (28) 7 posto
Peso nessun atleta Peso nessun atleta
Disco nessun atleta Disco nessun atleta
Martello Vizzoni (31) 10 posto Martello Balassini (27) Uscita in qualifica
Claretti (24) Uscita in qualifica
Giavellotto nessun atleta Giavellotto Coslovich (32) Uscita in qualifica
Marin (27) Uscita in qualifica
4×100 (Torrieri, Collio, Donati, Checcucci) Usciti in batteria 4×100 nessun atleta
4×400 nessun atleta 4×400 nessun atleta
20 km marcia Brugnetti (28) 1 posto 20 km marcia Rigaudo(24) 6 posto
Giungi (30) 13 posto Giordano (32) 11 posto
Gandellini (31) ritirato Perrone (36) 18 posto (sb)
50 km marcia De Benedictis (36) squalificato
Maratona Baldini (33) 1 posto Maratona Genovese (28) 10 posto
Di Cecco (30) 9 posto Console (25) 16 posto
Caimmi (32) 52 posto
Decathlon Casarsa (29) 28 posto Eptathlon nessun atleta

Andando ad ordinare il tutto si evidenziano alcune cose:

Problemi del settore tecnico.
Non ci sono stati record nazionali ne personali. Solo due i record stagionali stabiliti da un atleta che ha gareggiato pochissimo quest’anno (Gibilisco) e da una 36enne (Perrone), anch’essa poco presente negli appuntamenti agonistici della stagione. Una scarsità di risultati così generalizzata, lascia intravedere responsabilità da parte settore tecnico nazionale.

A parità di condizioni di accesso, alcuni atleti non sono stati convocati. Anche in questo caso, tenendo ferma la buona fede del settore tecnico, è pensabile, da parte del settore stesso, una scarsa capacità di valutazione o una insufficiente incisività nei rapporti con il Coni. Chi non ne fosse convinto si vada a leggere la vicenda di Paolo Dal Soglio qui su Atleticanet.

Aggiungo all’ultima nota che la federazione avrebbe dovuto effettuare una scelta netta: o fare una valutazione di merito e portare solo ed esclusivamente atleti in odore di medaglia e di comprovata affidabilità, oppure portare tutti coloro in possesso del minimo di partecipazione. Altri scelte, pur se fatte in buona fede, sono ingiuste e prestano il fianco ad interpretazioni di qualsiasi tipo.

Problemi strutturali.

Il settore femminile è agonizzante. Gran parte delle specialità non hanno una figura presentabile” in eventi mondiali e l’età di gran parte delle atlete presenti è alta.

Il settore maschile ha un’età media molto alta e i ricambi tardano ad arrivare. Aggrapparsi al fenomeno Howe non è utile, tutto il movimento giovanile deve ripartire. Va rilevato inoltre che il mondo della strada, storicamente staccato dalla federazione e dalle sue influenze, è l’unico che funziona in maniera sistematica e nel tempo. Marcia e maratona continuano a regalare medaglie da una parte e ad attingere da un gruppo di giovani sempre sufficientemente fornito dall’altra. Tutti gli altri settori, fatta eccezione per i salti in elevazione sono praticamente fermi.

E allora cosa fare?

Cancellare tutto e voltare pagina non ha senso, scriverne di nuove si! I giochi si sono conclusi, ognuno ha visto e fatto le sue valutazioni. Da domani si riparte ed è ora che l’atleta ritorni al centro del movimento. Basta politici fannulloni, basta pseudo tecnici, basta progetti campati per aria e basta europiagnistei.
Su la testa! Al lavoro! Rimbocchiamoci le maniche e troviamo il coraggio di dare un sonoro calcio nel didietro a quelli che l’atletica non sanno cos’è.

Per gli atleti ci saranno 4 anni per prepararsi, per la federazione ci saranno le votazioni e, si spera, un nuovo presidente. Ognuno, se vuole potrà fare la sua parte.

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