MEMORIAL VAN DAMME.

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Due record del mondo abbattuti nel primo meeting post olimpico che si è tenuto a Brussels, alla ventottesima edizione del memorial Van Damme, il meeting ha visto più di quaranta medaglie olimpiche scendere in pista sotto lo sguardo di oltre 47.000 fortunati spettatori, che si sono accaparrati i biglietti per assistere al meeting, biglietti che sono andati esauriti nel giro di pochi giorni dalla loro emissione.
L’atleta russa Yelena Isinbayeva, seguendo la tradizione di Sergei Bubka, fatta di una progressione mondiale centellinata, stabilisce il nuovo primato del mondo nel salto con l’asta femminile, saltando la misura di 4 metri e 92, a meno di dieci giorni dal suo precedente record stabilito alle olimpiadi d’Atene, di 4 metri e 91, nella gara che le è valsa la medaglia d’oro ponendo dietro di lei la sua connazionale Svetlana Feofanova (medaglia d’argento), quest’ultima in occasione del memorial Van Damme si è piazzata al quarto posto con 4 metri e 62. La gara ha visto la Isinbayeva entrare alla misura di 4 metri e 47 inseguita dalla sua connazionale Tatyana Polnova e dall’atleta polacca Monika Pyrek, ma le due atlete poco hanno potuto contro la campionessa olimpica, quando quest’ultima ha valicato alla prima prova i 4 metri e 82 lasciando le inseguitrici alle sue spalle alla misura di 4 metri e 72, entrambe seconde a pari merito con la russa Polnova al suo record personale e la Pyrek al record nazionale. La Isinbayeva ha tenuto a sottolineare che la sua progressione non è fatta per guadagnare sempre di più, gli eventuali montepremi messi a disposizione per i record, ma per il pubblico che la acclama, portando ad esempio il record del mondo ottenuto ad Atene dove, a parte la medaglia d’oro già vinta, non vi era null’altro in palio.
Nella gara dei tremila siepi la platea, di oltre quarantamila spettatori, ha acclamato il record del mondo di Saif Saaeed Shaheen, l’atleta ex keniano che ha cambiato il suo vecchio nome che era Stephen Cherono, acquisito e naturalizzato dal Quatar, non aveva potuto partecipare alle olimpiadi d’Atene perché una norma dell’IOC prevede il consenso del suo stato di origine per prendere parte ai giochi, (consenso che il Kenia gli ha negato), come era anche accaduto a Wilson Kipketer.
Shaheen si era visto quindi costretto a rimanere a casa per i giochi d’Atene, ma nella notte di Brussels il suo nuovo record del mondo è stato segnato oltre che dal ritmo inferto dalla folla ai suoi passi, anche dalla sua voglia di rivincita che lo ha accompagnato fino agli ultimi metri della gara, dove ha stabilito un 7:53.63. Questo record del mondo ha per l’atleta il sapore della rivincita dopo la sua forzata esclusione dalle olimpiadi, tanto da lasciargli affermare che correrà i tremila siepi fino a vincere la medaglia d’oro olimpica e forse solo allora cercherà di correre su distanze differenti come i 5000 metri o i 10.000 metri.
Nella gara dei cento metri maschili il favorito, lo statunitense Shawn Crawford, è stato battuto dal giamaicano Asafa Powell, che ha stabilito il nuovo record del meeting correndo la gara in 9.87 che è anche nuovo record nazionale; Crawford si era classificato al quarto posto mentre Powell era finito quinto nella finale d’Atene dei cento metri, ma Powell, rispetto a Crawford che aveva vinto l’oro nei 200 metri olimpici, era ancora affamato di risultati e ha bruciato lo statunitense sulla linea del traguardo mettendo dietro lo statunitense a più di un decimo, quindi secondo Shawn Crawford in 9.99, e terzo posto per il ghanese Aziz Zakari 10.04 mentre settima posizione per l’intramontabile Frank Fredericks in 10.25.
Fredericks ha però vinto i 200 metri corsi con il rispettabile tempo di 20.20, ponendo dietro di se al fotofinish gli atleti a stelle e strisce, John Capel 20.24, Bernard Williams 20.24, e Joshua J Johnson 20.35.
Hicham El Gerrouj era atteso nei1500 metri, ma non ha preso parte alla gara scusandosi con la folla dello stadio, ponendo a giusta motivazione la sua stanchezza dopo il doppio oro olimpico nei 1500 e 5000 metri piani, la vittoria è andata al keniano, Timothy Kiptanui che ha corso la gara in 3.30.24. I keniani hanno dominato anche la gara dei 3000 metri piani con Eliud Kipchoge 7.27.72, James Kwalia 7.28.28 e, Boniface Songok 7.30.62. Nel salto triplo il podio olimpico si è sfidato sulla pista belga con lo svedese Christian Olsson, che con un solo salto valido, due prove passate e tre nulli ha messo a tacere i suoi avversari saltando la misura di 17 metri e 44, al secondo posto si è classificato il russo Danila Burkenia, 17.26, che aveva vinto la medaglia di bronzo ad Atene, terzo il romeno Marian Oprea con 17 metri e 24, che era stato argento nella finale olimpica.

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