MEETING DI RIETI, MEZZOFONDO PADRONE

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Come tradizione vuole, anche la XXXIV edizione del Meeting di Rieti IAAF Grand Prix non ha deluso le aspettative, grande festa sugli spalti e prestazioni di alto livello da parte dei tanti campioni in gara, per una giornata di grande atletica. E’ ancora una volta il mezzofondo a mostrare le cose migliori sulla pista dello stadio Raul Guidobaldi, complice anche un fastidioso vento contrario sul rettilineo d’arrivo che ha penalizzato oltre modo gli sprinters.

Migliore prestazione tecnica nella gara degli 800 maschili con la vittoria del keniano Joseph Mutua in 1’43”35, che l’ha spuntata in volata sui favoriti Kamel e Kipketer, entrambi sotto 1’44”00, con 1’43”43 e 1’43”89. Bene anche il nostro Andrea Longo con la migliore prestazione stagionale sulla distanza, 1’44”43 per lui. Buone cose anche dagli 800 femminili chiusi in una volata a due tra la spagnola Mayte Martinez e la statunitense Jearl Myles-Clark. L’ha spuntata la prima in 1’58”58, sei centesimi meglio dell’avversaria.

Tra le sorprese da segnalare nei 3000 metri l’exploit dell’ennesimo nome nuovo keniano, Augustine Kiprono Choge, vincitore con un notevole crono di 7’36”82. Sempre un keniano vincente, ma questa volta nei 1500. Si tratta di Alex Kipchirchir, 3’33”83, davanti al connazionale Robert Rono, 3’34”35, per una gara che ha visto i primi 7 atleti chiudere sotto i 3’36”. Bene anche la gara in rosa, con Olga Yegorova vincente in 4’04”29, davanti a Sydorenko e Clitheroe.

E’ mancato invece l’atteso record del mondo nei 3000 siepi femminili, adeguatamente preparati per consentire alla russa Samitova di scendere sotto il muro dei 9 minuti. Così non è stato, la Samitova ha vinto, ma in 9’21”40, correndo in solitudine per una buona parte di gara.

Come accennato in principio, sono mancate le scintille nelle gare di velocità, penalizzate dal vento contrario, pur vedendo in pista alcuni dei migliori velocisti del pianeta. In campo maschile nei 100 si sono dati battaglia tre finalisti olimpici: Asafa Powell, Kim Collins, Aziz Zakari. Ha vinto il primo in un “normale” 10”18 con vento contrario di 1,3 m/s. Italiani indietro, rappresentati da Collio (10”50) e Verdecchia (10”55). Ancor peggio è andata nei 100 donne, con Aleen Bailey vincente in 11”34, con addirittura 3 metri di vento contrario, davanti a Debbie Ferguson ed alla bulgara Ivet Lalova.

Meglio i 200 uomini con l’americano Joshua Johnson ad alzare le braccia sul fotofinish, in 20”28, con appena mezzo metro contrario. Sesto Torrieri in 20”89, ottavo Donati in 21”18. Nei concorsi buone notizie dal salto in lungo femminile per Magdelin Martinez. L’italo-cubana dimostra di saperci fare anche nel lungo, confezionando un 6,74, che, sia pur ottenuto con 2,8 m/s di vento alle spalle, costituisce comunque una prestazione da tenere in conto per i programmi di allenamento futuri dell’azzurra. Alla fine finisce quarta, con l’australiana Thompson vincente in 6,88 (vento +3,3 m/s).

Vicino all’impresa di battere in un sol colpo il campione olimpico Timothy Mack, ed il campione mondiale Averbukh, il nostro Giuseppe Gibilisco, alla fine arresosi a 5,71, in una giornata non certo felice per gli astisti. Mentre sul materasso del salto in alto è riuscita a Nicola Ciotti l’impresa di battere l’americano Matt Hemingway, concludendo la gara con 2,26 e fallendo il nuovo primato italiano a 2,34.

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