STORIA DELLA FEDERAZIONE – 11

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Vianello record di anzianità

Il lettore non si sorprenderà certo nell’apprendere che si tratta dello stesso Guido Vinello che faceva parte del Consiglio Direttivo della F.I.D.A.L. fino all’assemblea del 23 febbraio 1969. Un vero primato di anzianità: 36 anni. Ma c’è perfino che batte il simpatico Vinello, ora passato agli uffici organizzativi e ben più remunerativi dei Giochi della Gioventù.
Nella stessa rivista la notizia che, perché si abbia “maggiore libertà d’azione da parte della F.I.D.A.L. su elementi non vincolati ad organizzazioni le cui vedute non collimano perfettamente con quelle della federazione”, all’VIII Gran Premio dei Giovani del 1933 sono ammessi i nati dal 1° gennaio 1914. Dal limite precedente di 18 anni si passa quindi a quello di 19.
In effetti, la lotta fra le varie organizzazioni del “Regime” per accaparrarsi gli elementi giovani è ancora vivissima e sorda. Nonostante le belle frasi di Zauli i sospetti contro lo sport agonistico sopravvivono e sono alimentati dagli insegnanti di educazione fisica e soprattutto dell’Opera Nazionale Balilla diretta da Renato Ricci, feroce squadrista toscano.

L’Italia chiede di organizzare i Campionati Europei

Nella seduta del Consiglio Direttivo del 21 gennaio 1933 si delibera di richiedere ufficialmente alla I.A.A.F. l’organizzazione dei primi campionati europei, che avranno poi luogo a Torino nel settembre 1934.
Nell’adunanza dei presidenti dei Comitati Regionali svoltasi a Firenze nel dicembre 1932 si procede ad una nuova divisione degli atleti. I migliori sono chiamati “fuori serie”; poi vengono i 1.a categoria e infine gli allievi, i criteri di ripartizione non si riferiscono all’età, ma al valore. L’atleta che supera due volte i minimi fissati anche in due specialità diverse è passato di categoria. Esempio di minimi, rispettivamente per il passaggio a “fuori serie” e 1.a categoria: 100 metri 10.4/5-11.3/5; 1.500 metri 4’2”-4’20”; alto: 1.82-1.70; disco: 42.50-35. Si comincia a parlare della necessità di chiamare in Italia due o tre allenatori finlandesi; ma vi sono le opposizioni di coloro che ricordano il mezzo fallimento di Platt Adams (1920) e Gaspar (1927-28).
Dal 1933 sono drasticamente ridotte a 25 le specialità che danno diritto a fregiarsi del titolo di campione italiano e che nel 1931 erano salite alla cifra record di 35 (34 nel 1930 e 1932). Saggia decisione. Ma la scarsa conoscenza che i “nuovi” della F.I.D.A.L. hanno dei fatti precedenti alla loro immissione nei ranghi federali gioca il consueto brutto scherzo.
Con grande sicumera “Atletica Leggera” annuncia che nella riunione del 29 luglio 1933 “a tagliar corto a ogni discussione circa i records da prendere in considerazione per la nuova tabella, il Consiglio Direttivo ha deciso di riconoscere d’ora innanzi come records solo quelli ecc.ecc.
Dove quel solo è almeno pleonastico perché la nuova tabella comprende ben 96 records, ivi compreso quello del peso da kg. 25.401. La tabella dei records approvata nel 1928 dalla Commissione Tecnica presieduta dal cap. Vittorio Costa ne prevedeva soltanto 88.
Particolare curioso: le distanze in yards prevalgono su quelle metricheper 46 a 30. L’ora del “Dio stramaledica gli inglesi” non è ancora giunta!
Il prof. Dino Nai presidente del Direttorio dei CUF (comitato ufficiali federali) rende obbligatorio un camice bianco per i giudici di partenza; mentre dichiara inaccettabili i records dei 3000 metri con siepi ottenuti su piste dello sviluppo maggiore di 450metri.
Il dott. Bruno Zauli diventa giudice arbitro.
Il dott. Mario Saini viene nominato presidente del C.R. Piemontese e si mette alacremente all’opera per l’organizzazione di quelli che vengono chiamati pomposamente campionati mondiali universitari. Un cambio della guardia anche al C.O.N.I.: Achille Storace prende il posto di Arpinati, caduto nuovamente in disgrazia.
Beccali primatista mondiale

Nel settembre 1933 Luigi Beccali uguaglia prima e supera poi il record del mondo dei 1500 metri (3’49”1/5 – 3’49”). Bruno Zurli non sta più nella pelle e scrive su Atletica Leggera”: “Molta gente è in ritardo cogli avvenimenti e coi tempi; lusingarci di quanto costoro comprendono oggi è un po’ venir meno a quello che è il puro stile fascista. C’è un solo elogio che ci possa inorgoglire: quello del Duce”. Previa ratifica del C.O.N.I. entra a far parte del Consiglio Direttivo della F.I.D.A.L. il dott. Amleto Bartesaghi con lo specifico incarico di occuparsi dei marciatori, che da un paio d’anni sono scivolati in basso nel contesto dei valori mondiali. Il 1° giugno 1933 a Riga il marciatore lettone J. Dalinsh ha infatti sostituito Valente nelle tabelle dei records mondiali dei 20.000 metri e delle due ore.
Un caso di professionismo è oggetto di una pronta squalifica. Umberto De Florentis ha accettato danaro sia dall’U.S. Genovese, sua società originaria, che dalla Fratellanza Ginnastica Savonese. Per quest’ultima società ha firmato il cartellino senza essere in possesso del regolare nulla-osta dell’U.S. Genovese . Starà obbligatoriamente fermo per tre mesi.

Arrivano gli allenatori finlandesi

Intanto sono arrivati in Italia gli allenatori finlandesi Ove Andersen, che prende stanza a Napoli; Martti Jarvinen (Torino); Paavo Karikko (Firenze); Veikko Renko (Roma).
A Milano nessuno perché tanto i lombardi……A Roma il 16 febbraio 1934 ha inizio il primo corso allenatori. Insegnanti i finlandesi, Zauli, Sorrentino, Cassinis e Pucci. Vi parteciparono 68 allievi divisi in tre squadre, rigorosamente rispettose della regione di provenienza degli allievi stessi. Il corso viene visitato dal Duce. Starace segretario del P.N.F. e presidente del C.O.N.I. si fa cogliere dal fotografo mentre in mezzo al gruppo degli allievi canta a squarciagola “Giovinezza”.
Fra gli allievi del corso citiamo Angelo Ferrario (Milano), Gianni Reggio (Vicenza), Giuseppe Frattini (Reggio Emilia), Filippo Mundo (Reggio Calabria); i primi due noti atleti del momento, gli altri due noti dirigenti in seguito. Negli esami: 43 giudicati ottimi, 25 buoni. Nessun bocciato.
Dimenticavamo di dire che in conseguenza del successo organizzativo dei “Campionati Mondiali Universitari” di Torino il dott. Mario Saini è entrato a far parte della grande famiglia della F.I.D.A.L. romana. Insieme al segretario Pucci, il torinese partecipa alla riunione della Commissione nominata dalla I.A.A.F. per i campionati europei (Budapest, 7 gennaio 1934).
Oggi Saini (ndr. Bonomelli scrive nel 1968), dopo alti e bassi vertiginosi, è segretario generale del C.O.N.I., carica da lui già ricoperta nel C.O.N.I. della sedicente repubblica cosiddetta di Salò (1944-45). Il progettato incontro Italia – Germania che doveva aver luogo a Milano l’8 agosto 1934 viene annullato per la morte del Maresciallo Hindenburg, presidente della repubblica tedesca. Se ne parlerà nel 1939.
Ridolfi, Tollini e Nai sono i rappresentanti dell’Italia nel XII Congresso della I.A.A.F. a Stoccolma dal 24 al 28 agosto 1934 nell’imminenza dei primi campionati europei. Tra le altre decisioni il Congresso approva la nuova tabella di punteggio per il decathlon in sostituzione della vecchia di Stoccolma (1912) e Anversa (1920). La nuova tabella porta una novità essenziale: valuta anche specialità al di fuori del decathlon. Permette così un raffronto fra quasi tutte le prestazioni che si ottengono nell’atletica, sia pure con quella larga approssimazione che le conoscenze umane permettono.
Con comunicato n. 78 del 24 ottobre 1934 l’avv. Sebastiano Roca, l’ing. Angelo Tollini e il dott. Mario Saini entrano a far parte del Consiglio Direttivo della F.I.D.A.L., sostituendo il cap. Vittorio Costa, il prof. Goffredo Sorrentino e l’ing. Gustavo Baracchi.

fonte: A.S.A.I. – Archivio Storico dell’Atletica Italiana, Bruno Bonomelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *