LA FATICA NELLO SPORT TRA DOPING ED ETICA

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Giuseppe Verdi citava che “Genio è sgobbare” questo concetto si può senza ombra di dubbio rapportare all'etica dello sport, in un mondo in cui si allunga sempre più l'ombra del doping, che è spesso venduto come un antidoto alla fatica, ma che più pragrammaticamente fa parte di un florido mercato dell'illecito che incomincia ad invadere la sfera della pratica dei dilettanti e degli amatori. Il professionista si avvale di staff medici che lo seguono costantemente, mentre chi pratica lo sport a livello dilettantistico, passando per gli amatori arrivando ai ragazzi, no!
Quattro esponenti dello sport italiano Moreno Argentin campione del mondo di ciclismo, Dalla Fiori Fabrizio medaglia olimpica nel Basket alle olimpiadi di Mosca, Alessandro Lambruschini mito delle siepi italiano, il prof. Luciano Gigliotti tecnico di due medaglie d'oro olimpiche, insieme a Monsiglior Carlo Mazza che sin da Seul 1988 è definito come il consigliere spirituale della nazionale alle olimpiadi, hanno insieme provato ad analizzare i differenti aspetti della fatica e dell'illecito in base alle loro esperienze, guidati da un relatore d'eccezione il direttore della Gazzetta di Modena Antonio Mascolo e con la partecipazione di Edio Costantini presidente nazionale CSI.
Moreno Argentin parlando del suo sport ricorda che questo ultimo ha avuto una notevole evoluzione verso una competizione esasperata che per certi versi è stata maggiore d'altre discipline sportive, ed è quest'esasperazione per Argentin, che porta spesso a cadere nel doping. Il doping può essere considerato una scorciatoia che porta a risultati mediati, ma che a lungo termine si rivelano per quello che sono purtroppo per Argentin la strada al professionismo porta a questo anche a causa dell'elevato grado d'esasperazione che si è raggiunto, ed è inutile raccontare favole ai ragazzi che si avvicinano alla pratica sportiva, perché se professionismo è sinonimo di competizione esasperata il doping è dietro la porta. Lo sport, cita Argentin, mi ha insegnato che le grandi vittorie si costruiscono su delle sconfitte, con poco lavoro si porta a casa sempre poco bisogna sapersi impegnare perché prima o poi arrivano le soddisfazioni.
Fabrizio Dalla Fiori parlando della sua esperienza sportiva mette un po' le mani avanti dicendo che le sue gare sono datate come le guerre puniche, ma è comunque evidente che l'evoluzione della pallacanestro ha subito un grosso cambiamento, negli anni ottanta gli atleti erano più tecnici, mentre oggi chi gioca è più fisico con masse muscolari che negli anni ottanta si sognavano, segno di carichi di lavoro maggiori che più di venti anni fa non ci si poteva permettere.
Antonio Mascolo introducendo Alessandro Lambruschini lo fa con un ricordo di una sua intervista al campione delle siepi” mi ricordo che mi dicevi che non potevi fare le ferie come tutti quanti gli altri”.
Lambruschini: ho scelto una disciplina dell'atletica il mezzofondo che non mi permetteva di staccare un attimo la spina, avevo molte rinunce da fare, ma avevo anche la soddisfazione di quando portavo a termine un lavoro, quando raggiungevo un traguardo, che mi ha portato a vivere degli anni meravigliosi che hanno cancellato ogni rinuncia. Il doping è difficile da combattere anche perché ci sono molti interessi legati ad esso, vi è entrata addirittura la mafia come denunciato in un programma Rai chiamato Report che metteva alla luce le cifre mostruose che muove questo traffico. L'atleta che si dopa diventa dipendente a queste sostanze e tende a durare pochi anni mettendo a rischio anche la propria vita.
Interviene Luciano Gigliotti che cambia rotta al discorso dicendo che non può dire ai ragazzi venite al campo ad allenarvi per fare sacrifici e fare fatica, perché”io voglio dire ai ragazzi venite al campo perché voglio insegnarvi un modo di vivere, la fatica fa parte dell'impegno ma non è la sola cosa che proponiamo ai ragazzi, perché c'è il lavoro con degli obiettivi da raggiungere”. Bordin ad una domanda che gli pose un ragazzino che gli chiese ” Ma come fai a fare tanti sacrifici?” Gelindo rispose “Il sacrificio lo fa il tuo papà la mattina quando và a lavorare, quando timbra il cartellino, io invece faccio qualcosa che mi piace vado quasi a divertirmi Baldini è arrivato un gradino alla volta passo dopo passo con determinazione a vincere. Insieme questi due hanno vinto il massimo le Olimpiadi senza doping, il doping Gigliotti lo liquida semplicemente dicendo che è uno sbaglio della nostra cultura, che da soddisfazione nel vincere barando.
Purtroppo il doping è sempre avanti rispetto a chi lo combatte oggi si fa un gran parlare d'Eritropoietina, ma di sicuro ci sono altre sostanze che la rendono antiquata.
Come tecnico cita Gigliotti “io vedo quando un'atleta sta bene, non ho bisogno del medico che mi dica cosa devo fare, Moreno Argentin ha detto delle cose giuste quando parlava che stiamo entrando in una spirale mostruosa e del resto le cose strane si vedono subito come anche diceva Dalla Fiori “quando si vede una finale dei cento metri si vedono che gli atleti sono gonfi”.
Il consigliere spirituale dei giochi Monsiglior Carlo Mazza aggiunge: Le preoccupazioni e le problematiche in questo campo sono tante e si rischia di fare un pastone facendo confusione. Le persone che hanno parlato sono persone di gran dignità del nostro sport, uno sport che viviamo ogni giorno con il problema del doping che sta scendendo velocemente ai livelli più bassi di esso. Mi è capitato durante alcune manifestazioni di rilievo quali le olimpiadi, di avere atleti che sono venuti da me piangendo chiedendomi cosa fare, dobbiamo arrivare primi o quinti, questo succede perché lo sport di oggi è agnostico, non ha una coscienza ed è portato avanti da una carenza che si rispecchia specialmente nel mondo degli adulti e cioè quella della comunicazione dei valori veri, comunicazione che non avviene più tra genitori e figli lasciando questi ultimi crescere preda di chiunque voglia usarli.
Il doping è un condizionamento molto preciso con dei miliardi guadagnati dalle industrie che cancellano il valore principale dello sport che è quello della coscienza dell'uomo.
La fatica dello sportivo spesso è grande, ma non è la fatica del contadino dell'operaio essa è qualcosa di diverso, sinonimo di un conseguimento ad un risultato, purtroppo alla fatica si accostano sensazioni negative come quelle della morte, invece la fatica deve essere un piacere come diceva anche Lambruschini. Molti non accettano i propri limiti, non vogliono aprire gli occhi sulla loro reale condizione tutti vogliono essere dei campioni e questi sono spesso le vittime del doping, ma come anche ricordava Gigliotti è la natura che fa il primo passo nella costruzione di un campione, sono mamma è papà a fare questo primo passo. Leopardi citava “Nasce l'uomo a fatica” quasi a dire che senza fatica non si ottiene nulla, nel Vangelo vi è un'immagine di Gesu che guardando alla folla radunata attorno ad esso nota che essa è stanca, oppressa dalla vita dalle malattie e lui rivolgendosi alla folla gli dice” Prendete il mio giogo sopra di voi perché esso è dolce è gioia” la fatica è dolce perché deriva da un'assunzione di responsabilità perché essa è un peso ma nel momento che io me ne assumo liberamente essa mi libera, tutto questo rapportato all'atleta vuol dire che quest'ultimo può avere tutte le gambe e la forza che vuole me senza determinazione non va da nessuna parte, perché la fatica è un prezzo da pagare ed i genitori che vogliono togliere questo peso ai loro ragazzi gli tolgono la libertà di vivere.
Gigliotti conclude dicendo che è anche l'amore dei media verso la vittoria a tutti i costi a provocare questa perdita di valori positivi in favore di altri costruiti, Baldini è un grande atleta anche se alle olimpiadi fosse arrivato quarto o quinto, il mio motto, “continua Gigliotti”, è sempre stato che lo sport non è un motivo di vita ma un modo di vivere, la pratica sportiva non è cosi pesante come timbrare un cartellino ogni mattina ma è sicuramente più impegnativa e ci insegna che non è detto che alla fine si sarà i più forti.
Quello che fa la differenza è l'uomo, perché solo la persona può fare quel salto di qualità che porta al risultato Tergat nella maratona olimpica è stato battuto nonostante vantasse due minuti e mezzo di record in meno di Stefano Baldini e questo è un esempio lampante di cosa può fare la determinazione di una persona.
Edio Costantini presidente nazionale del CSI conclude il dibattito dicendo che nulla viene regalato e che questo bisogna chiaramente insegnarlo ai ragazzi perchè ogni cosa è frutto della fatica. Bisogna saper recuperare il valore della fatica perché essa aiuta a comprendere la vita, perché senza di lei si lascia i ragazzi in balia dell'illecito. Lo sport è emarginazione quando gli allenatori non sanno accompagnare gli atleti a capire i propri limiti abbandonandoli a selezioni spesso spietate che gli lasciano come unica alternativa quella di cercare di barare.

fonte: Atleticanet Luigi Esposito (Gino)

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