LA FINE DEL VIAGGIO

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Testo introduttivo provvisorio relativo alla migrazione del sito Atleticanet verso il nuovo server. Riempimento ad hoc per risoluzione a video a 1024

Finalmente è arrivato l’esito del voto, ha vinto Arese. Ci informano che il voto è stato elettronico, i votanti no…Il grande Isaac Asimov diceva a proposito dei computer: “La disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta”. Gli si potrebbe rispondere che la disumanità di una persona sta nel fatto che, anche con la migliore programmazione proposta, potrebbe non comportarsi in maniera perfettamente onesta (intellettualmente onesta).

Dove voglio arrivare? Purtroppo da nessuna parte perché l’arrivo di questa corsa politica c’è stato molto tempo indietro, al tempo in cui Gola franava e i suoi fermi sostenitori di allora (qualcuno si definiva anche amico) si muovevano alla ricerca del nuovo gruppo di potere. Un esodo che non ha avuto nulla da invidiare a quello delle 40 tribù di Israele.

Oggi Arese ha vinto, o meglio, ha stracciato il suo contendente Di Giorgio. C’è da festeggiare? Vedremo. Mesi addietro in una corrispondenza privata, uno dei candidati consiglieri (linea Arese) mi faceva presente l’urgenza di avere un nuovo fronte compatto per l’atletica, una grande maggioranza al servizio del nostro mondo dopo anni di lotte intestine. Me lo diceva in contrapposizione alle mie affermazioni che puntavano sul pericolo di un’assenza di confronto e di democrazia. Va anche ricordato che coloro che si sono presi il compito di pacificare creando la candidatura Arese sono stati anche quelli che hanno causato le lotte intestine. Qualcuno dirà: “ogni cosa a suo tempo”. Io dico: “in ogni tempo la stessa cosa”. Si chiama coerenza.

Riprendo per un attimo questa sorta di dialogo a due (oramai solo ideale) per aggiungerci qualche nuova considerazione. Questa nuova larga, larghissima maggioranza da cosa è accomunata? Le ore che hanno preceduto il voto sono state di fuoco. Equilibri dati per scontati si sono rotti, nuove richieste, regioni alla rincorsa di un accordo tardivo. Ma di cosa parlo se il nome del presidente era già noto a tutti? Parlo dei consiglieri ovviamente. La grande unità di cui mi parlava questo candidato consigliere, pardon, consigliere in carica, si riferiva alla unità di intenti, di vedute, di progetti per l’atletica. Ebbene mi chiedo quali sono. Me lo chiedo alla luce delle tante battaglie sotterranee che hanno portato avanti i singoli consiglieri, ognuno con l’obiettivo di prevalere sull’altro. In questo nuovo sistema, ognuno corre per se e quindi, anche all’interno della stessa coalizione ci potrebbero essere (ce ne sono stati) dei caduti illustri. E allora di quale unità si parla? Di quella progettuale? Non credo. Arese ha presentato un programma che sembra un compito in classe di terza media sul tema “l’atletica” e i consiglieri, tranne uno – Werter Corbelli – non hanno presentato alcunché. Corbelli, probabilmente per la chiarezza degli intenti è stato “punito” con un ultimo posto tra i consiglieri atleti. Altri consiglieri hanno fatto di meglio, non hanno neanche dichiarato il loro candidato di riferimento, ben sapendo che oggi chi si schiera avrà amici e nemici. Per finire, scorrendo l’elenco degli eletti si può notare che i consiglieri sono tutti del nord tranne Ialenti e due non dirigenti; Balsorio (tecnici) e De Feo (atleti); Vultaggio pur essendo siciliano vive in Veneto. La sola Lombardia esprime tre consiglieri e tutti in quota dirigenti. Ognuno valuti queste cifre come vuole.

Guardando poi la cosa da un’angolazione diversa vedo due altri elementi ancora più preoccupanti. Il primo: mai le elezioni di tipo plebiscitario (91 a 7 lo sono) sono state sinonimo di assoluto gradimento nei confronti del candidato eletto. I significati sono sempre stati di altro tipo. Per quanto ci riguarda credo che un esempio di scarsa democraticità del sistema elettorale sia il motivo più aderente alla nostra realtà. Questo sistema elettorale ha dato ai delegati dirigenti circa 700 voti da esprimere per ogni delegato votante. Al contrario, i tecnici e gli atleti hanno avuto un solo voto da esprimere. Quindi il rapporto 1 (tecnici o atleti) a 700 (dirigenti) è il reale peso che nel mondo dell’atletica hanno queste figure. Ora mi chiedo, ed è l’altro elemento preoccupante, chi fa l’atletica e che cosa è l’atletica; davvero ci vogliono 700 tecnici o 700 atleti per fare un solo dirigente?

L’Atletica Leggera è uno sport.

I giovani sono quelli che lo praticano, gli adulti invece svolgono tutta una serie di attività volte a rendere migliore l’attività ai giovani. Si mettono a disposizione come allenatori, come accompagnatori, come educatori e – evvivaddio – anche come dirigenti. In questo stato di cose se il tecnico o l’atleta non hanno peso (e i numeri dicono esattamente questo – ricordate: 1 a 700) si auspicherebbe che il dirigente faccia le veci di questi altri e si occupi di portare in consiglio federale istanze ed esigenze di chi l’atletica la fa.

In questo senso vi chiedo quanti delegati al voto hanno parlato con gli atleti della loro regione? E i tecnici? Adulti che “inventano” ore da dedicare a questo bellissimo sport e ai giovani? Qualcuno ha chiesto loro quali sono le esigenze e i loro problemi? Quanti di voi nel corso di questa campagna elettorale hanno visto o sentito qualche delegato dirigente parlare con gli atleti relativamente alla loro attività? E invece, quanti di voi hanno sentito parlare di incontri per definire l’accordo di quel consigliere che deve andare e quello che non bisogna far parlare, di quel presidente di società che si deve accordare con l’altra o di quella società che pur non avendo che una trentina di voti e un presidente alieno all’atletica deve comunque andare al voto di Chianciano perché porterà voti sicuri senza far domande?

Questa è l’atletica di oggi la quale è molto simile a quella di ieri. Non credo ci sia molto altro da aggiungere. Auguro ad Arese di avere il tempo, la capacità e la pazienza di riuscire a gestire questo gruppo nel modo migliore possibile con la speranza che tutti insieme riescano a fare qualche cosa a favore dell’atletica italiana e di coloro che ci lavorano dentro.

Buon lavoro a lui e buon lavoro a tutti.

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